x

x

Una questione delicata

Gentili dottori,
torno a scrivere, ma questa volta non per raccontare i miei problemi di salute, a tuttora non risolti, ma per chiedere un Vostro consiglio su una situazione che mi sta a cuore, e che non riesco a comprendere.
Poiché si tratta di una questione delicata mi scuso fin da ora se non sarò sufficientemente chiara.
Negli ultimi anni ho recuperato un vecchio rapporto di sola amicizia con un coetaneo con cui eravamo stati a scuola assieme. Un ragazzo buono, istruito ed intelligente, e con un buon lavoro.
Questa persona, come altri rari amici ed amiche, mi è stata vicina in questi ultimi anni in cui la salute mi ha costretto a modificare in toto la vita, ma io ho sempre sentito, nonostante il sincero affetto che provo per lui, una sorta di senso di lontananza, che non so come altro spiegare, in sua presenza.
Un giorno questa persona, sposata, mi confessa di vestirsi spesso da donna in privato, utilizzando in particolare scarpe e indumenti intimi, e mi dice di non aver mai avuto un rapporto con sua moglie, giustificandosi con motivi religiosi poiché non possono avere figli.
Aldilà di questo però – nonostante io abbia tentato di farlo riflettere su se stesso - afferma con decisione di essere attratto dalle donne e non dagli uomini.
Mi spiega inoltre che amerebbe vestirsi talvolta da donna anche in pubblico.
Questa rivelazione mi porta nella confusione. Se da un lato mi sento onorata di averla ricevuta, dall’altra parte avrei preferito non conoscerla. Io che ho sempre avuto rispetto di ogni scelta personale, e che mi sono sempre considerata aperta anche nei confronti dell’omosessualità, mi trovo perplessa di fronte ad un uomo che si sente uomo e che tale vuol essere considerato, ma che sogna vestiti da donna e che domanda spesso: “mi trovi femminile?”
Dopo un primo momento di elaborazione in cui rimango molte settimane senza vederlo penso comunque che non è giusto perdere una persona che con tanta onestà mi ha raccontato una parte così privata della sua vita, e riprendo i contatti, pensando comunque che la cosa non dovrà sfiorarmi più di tanto perché per me è soltanto un amico.
Ma da quell’istante in poi ogni visita e ogni telefonata diviene motivo di spostare l’argomento sempre su scarpe col tacco e merletti.
Inoltre mi chiede ad ogni occasione di farmi conoscere il suo alter-ego femminile.
In base ai suoi pensieri questa cosa dovrebbe essere eccitante, mentre a me, temo, darebbe soltanto preoccupazione.
Per non perdere l’amicizia gli spiego i miei timori, e gli chiedo di vivere questa sua particolarità con altri, e di comprendere il fatto che per me, pur con tutta la mia buona volontà, non è affrontabile.
Lui vede questa richiesta come un segno di egoismo nei suoi confronti ( e in questo lo comprendo) e di mancata accettazione di una importante parte di se stesso, e questo mi fa sentire in colpa perché invece lui è molto comprensivo nei miei confronti.
Da qualche anno è seguito da uno psicologo che, in base a quanto lui racconta, gli assicura che non c’è niente di sbagliato in questa sua passione, e che molti uomini sposati vivono questo dualismo.
Quindi il problema sono io e la mia non accettazione della cosa.
Sua moglie, invece, non solo lo asseconda, ma gli regala spesso abiti femminili.
Immaginando non sia semplice arrivare a sciogliere i miei dubbi vi chiedo alcuni pareri.
Questa cosa è davvero normale e può convivere all’interno di una famiglia con una partner e dei figli?
E’ sbagliato il mio atteggiamento di confusione e di smarrimento (non so come meglio definirlo)?
Questa particolarità potrebbe essere il sengo di una malattia psichiatrica ed influire anche su altri settori della sua vita?
Domando scusa di questi dubbi probabilmente assurdi, ma cresciuta in una famiglia molto tradizionale, chiedo di comprendere la mia fatica a rapportarmi con una situazione di questo tipo.
Mi spiacerebbe però perdere una persona, sensibile e generosa con gli altri.
[#1]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 39,4k 921 271
Gentile utente,

Non pone alcuna questione medica. Sono sue considerazioni sui comportamenti di un'altra persona.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile dr. Pacini,
mi scuso perchè forse l'imbarazzo in queste cose non mi consente di esprimermi in modo chiaro. Ciò che volevo sapere è se la questione sia medica o meno. Cioè. Siamo di fronte ad un atteggiamento normale e ad un bigottismo mio, o comunque dietro quel comportamento potrebbe nascondersi un problema?
Grazie per la risposta
[#3]
Dr. Paolo Carbonetti Psichiatra, Psicoterapeuta 3,7k 208
Gentile utente
"confusione e smarrimento" in questo caso sono giustificatissimi. Vorrei solo aggiungere che il transvestitismo non si identifica necessariamente nell'omosessualità. Si tratta invece di una forma di feticismo. La maggior parte dei transvestiti sono anzi così attratti dalla donna, o da certi suoi indumenti, che ne desiderano provare le stesse sensazioni.

Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
Viterbo-Terni-

[#4]
dopo
Utente
Utente
Grazie dottor Carbonetti della Sua risposta.
Io mi sto comportando in modo pessimo. Nel senso che ho chiuso i rapporti, a parte per quanto riguarda telefono e messaggi. Il fatto è che continua a chiedermi di vederlo travestito, mentre per me, e mi perdoni, cresciuta in un clima molto tradizionale, la cosa mi risulta di difficile realizzazione. Ho provato a dirgli di essere il mio amico di sempre, e di condividere magari solo con sua moglie questa sua passione, ma dice che è un pezzo importante di lui, e che se gli sono amica dovrei capire. Lei si chiederà perchè scrivo. Perchè gli voglio bene, e non so cosa fare. Possibile che lo psicologo gli dica che la cosa è perfettamente normale? Capisco se non fosse un pensiero predominante, ma ogni discorso cade sempre lì alla fine.
[#5]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 39,4k 921 271
Gentile utente,

impossibile fare affermazioni del genere su un caso che oltretutto non è il suo, ma è il suo racconto del comportamento di un'altr persona.
Non è chiaro perché Lei giudichi il suo (di se stesso) comportamento pessimo. Normale in senso medico non significa che lei o chiunque altro debba gradirla: normale in senso medico non significa né comune, né non-deviante. né legale, né moderato. Pertanto non dovrebbe comunque cercare nelle definizioni mediche una ragione per una scelta di frequentazione.
[#6]
dopo
Utente
Utente
Grazie dr Pacini,
immagino sia complesso dare informazioni mediche riguardo un'altra persona. In effetti il problema in questo senso è mio perchè fatico a comprendere questa persona, che, aldilà di questo fatto è assolutamente squisita. Forse ho a lungo sperato che la cosa fosse risolvibile, mentre invece probabilmente è un tratto di personalità, che quindi va accettata, o meno. Mi scuso se ho posto i miei dubbi in modo non corretto, ma è difficile per me confrontarmi con questo problema. Anche perchè non me lo aspettavo e forse ho bisogno a mia volta di rielaborare la cosa.