Utente 715XXX
Salve, la mia è una domanda dovuta alla pura curiosità, perché la ricerca tra i vari studi su Pubmed è molto difficoltosa, e cercando su google si rischia di imbattersi in siti pseudo-medici con informazioni dubbie.

Da cosa deriva la stanchezza mentale? (Mi interessa soprattutto durante lo studio)
Ho letto di qualche ricerca che parla di un eccessivo tono del simpatico con conseguente decremento di attività del parasimpatico, ma mi sembra più un effetto "collaterale" che la vera causa.

Perché quando si studia per molte ore non ce la facciamo più, e noi studenti stiamo per scoppiare? Perché il nostro cervello si deconcentra, non riusciamo più ad apprendere?

Pur sembrando banale che focalizzare l'attenzione per molto tempo possa stancarci, ci sono altri compiti che richiedono un impegno cognitivo non indifferente (anche giochi, o seguire film/telefilm complessi) che però non ci stancano così tanto, oppure possiamo eseguire con moderazione anche se non riusciamo più a studiare.

Se se ne conoscono le cause, sarei interessato anche a rimedi o modi per gestire meglio la concentrazione nell'arco della giornata, se è possibile supportati da articoli scientifici che leggerei con piacere perché ho un po' di dimestichezza con l'inglese.

Grazie per le eventuali risposte !

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non si è capito se la stupisce il fatto che il cervello possa ad un certo punto affaticarsi (direi concetto abbastanza semplice da capire, come per qualsiasi altro organo), oppure se il tutto è un preambolo per cercare di ottimizzare la funzione.

Da come si esprime sembra che questo interesse assuma i connotati di una ossessione "gestire meglio la concentrazione nell'arco della giornata", questioni banali su cui pare porsi delle domande (come mai ci si stanca più studiando che vedendo un film). La più assurda è: perché quando si studia per molte ore non ce la facciamo più....sarebbe come chiedere perché dopo tante ore che siamo svegli ci viene sonno.

Tutte queste spiegazioni tecniche che ha già "spulciato" non è che rispondano minimamente a una domanda del genere, non è che sapere di simpatico e parasimpatico o di neurotrasmettitori risponda alle sue domande, che di fatto sono un perché ma non si capisce originato da quale elemento che ritiene strano.

Trova strano che uno si possa affaticare ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 715XXX

Gentile Dr. Pacini, grazie innanzitutto per la risposta.

Certamente non mi stupisce che il cervello possa affaticarsi come succede con gli altri organi (anche se tutti gli altri organi, hanno un'attività fasica oltre che tonica, quindi non sempre sono del tutto attivi, mentre invece il cervello, sebbene non tutte le aree si attivino continuamente, è perennemente attivo, anche durante il sonno, in cui probabilmente c'è il rinforzo delle sinapsi, quindi non conoscendo bene tutti i meccanismi che operano all'interno del nostro SNC potrei anche pensare che sia normale che il cervello sia sempre attivo)

Io credo che non si debba mai frenare la curiosità, anche se le proprie domande sembrano banali.
Se a lei sembra banale che ci si stanchi di più studiando piuttosto che vedere il film, per me non è così, ed è per questo che ho chiesto che qualora ci fossero studi accertati o altre fonti sarei ben felice di leggerli. Posso solo immaginare quali aree si attivino durante l'una o l'altra attività, ma questo non mi spiega perché due attività cognitive (anche se di tipo diverso) possano l'una portare a sfinimento, l'altra no. Ripeto, se lo si studia da qualche testo, posso procurarmelo senza problemi.

inoltre per lei è normale che dopo molte ore non riusciamo più a studiare? Probabilmente lo è, ma da cosa dipende? Cioè quali sono i fattori che realmente contribuiscono a questo fenomeno? Sono le ore/minuti di attenzione? Dipende dal numero di informazioni da memorizzare? Dipende dalla motivazione? Dipende dall'alimentazione? Insomma, un'affermazione banale, se analizzata bene può fornire molti spunti di riflessione. La sua stessa analogia riguardo il sonno no è perfettamente calzante. Il sonno è imprescindibile, quindi per mantenere l'omeostasi dopo tante ore di deprivazione del sonno il nostro corpo cerca di indurci sonnolenza sia attraverso messaggi umorali che nervosi, e questo è fuori discussione ma perché dopo tante ore da svegli dobbiamo dormire? Nessuno è stato in grado di dare ancora una risposta; se ci siamo evoluti in modo da spendere buona parte del nostro tempo dormendo, correndo anche il rischio di essere vittima di predatori, il sonno deve avere una funzione fondamentale, ma quale? E perché non facciamo come i delfini che usano solo metà emisfero quando dormono?
Sono domande così assurde? Allora perché non abbiamo ancora trovato una risposta?

Io non trovo strano che uno si possa affaticare, ma conoscere perché e modalità può essere d'aiuto. Sapere che correndo i 200 o 300 metri, consumo le mie riserve di glicogeno muscolare, le scorte di ATP e creatin-fosfato e non ho il tempo per un metabolismo aerobio che mi permetterebbe di correre ancora mi fa capire se voglio correre per 1 km devo correre più lentamente e senza sforzi bruschi e immediati.

Allo stesso modo sapere che nell'arco di un'ora, o di due, o di 6 posso concentrarmi solo per 50-100 0 500 minuti, oppure che non posso memorizzare più di tot. parole in un certo lasso di tempo altrimenti avviene tale fenomeno mi farebbe capire
1) Perché mi stanco
2) Come posso fare per stancarmi meno a parità di studio

Mi dispiace non essere stato molto chiaro nel porre le mie domande.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Queste domande, se sono intese come domande di neurofisiologia, non sono però problemi medici.

Se invece sono preoccupazioni relative al controllo del suo corpo e delle sue funzioni, sono abbastanza simili a delle ossessioni.
L'idea di dover funzionare di più spesso deriva proprio da questo assunto che la fatica sia un optional, per cui volendo si potrebbe durare più a lungo.

E' una china pericolosa, molti ragionano del proprio cervello come se avesse dei problemi solo perché lo immaginano iperfunzionante, e si chiedono come mai non funziona al massimo.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 715XXX

Gentile Dr. Pacini

La ringrazio per la risposta; le domande di neurofisiologia (o curiosità come le avevo definite io) chiaramente non sono un problema medico.

Sono state poste per i seguenti motivi :
1) interesse
2) sapere quali possano essere i limiti della nostra mente (e quindi anche della mia, domanda che può essere considerata un problema medico)

Nessuno ci ha mai parlato di cosa sia "normale" o meno studiando, e non so se siano stati fatti studi in proposito.

Per me è proprio la mancanza di informazioni che può far immaginare il cervello come "iperfunzionante". Quante ore al giorno possiamo studiare? Superando quale limite il cervello si stanca; è come il sonno in cui poi bisogna recuperare il debito di sonno? Quanto possiamo mantenere costante l'attenzione?

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La cosa importante è non trovarsi a rincorrere modelli di perfezione rispetto a cui poi si immagina una "scienza" del perfezionamento che spesso conduce in realtà ad una sollecitazione degli organi migliorativa di alcuni aspetti per essere poi peggiorativa del complesso.

I segnali di stanchezza sono talmente automatici da non aver bisogno di una programmazione dei ritmi di attività. Il cervello è fatto per essere utilizzato molto quando ce n'è bisogno e ovviamente in tal caso ci può essere un debito, il tutto è automaticamente compensato.

Non stia a progettare o a calcolare presunti tempi di sforzo possibile, il tutto è per fortuna abbastanza intuitivo, quanto è stanco o se ha voglia di studiare di più, o se ci riesce, sono parametri che si regolano da soli, e il confronto lo fa con chi la circonda, come per tutto.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 715XXX

La ringrazio per la risposta.

Per quanto possa sembrare (o effettivamente sia) un comportamento ossessivo, il fatto di voler organizzare presunti tempi di sforzo possibile, se i calcoli si potessero fare, secondo me sarebbero molto utili.

Poiché ciò non è possibile farò affidamento sui segnali del mio corpo !

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Lo so che pensa che sia molto utile, ma da come imposta il problema la "avvisavo" che è possibile che si tratti anche di un'impostazione ossessiva.

Il corpo umano è predisposto per funzionare bene e rapidamente in una serie di circostanze senza (per fortuna) passare attraverso il ragionamento. Il ragionamento serve per alcune circostanze, quando c'è tempo, mentre in altre il corpo comunica tra le sue varie parti in maniera automatica.

Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 715XXX

Sicuramente dietro le mie domande ci sono delle motivazioni, e dei ragionamenti più o meno "patologici", ma non saprei dirle se si tratti di ossessione, altrimenti credo che avrei continuato la ricerca dopo aver ricevuto un "no, non esistono ricerche in tal merito, ed il nostro cervello si regola in automatico".

Già, e ci è stato utile durante l'evoluzione.

Ha ragione a dire che modelli di cervello iperfunzionante non ci devono fuorviare, alla fine quali compiti cognitivi dovevamo svolgere quando ci siamo evoluti? La memoria che utilizzavamo era soprattutto quella spaziale?

A quanto pare domande su quanto siamo in grado di studiare non avranno una risposta, ma almeno ho imparato che sia normale che il cervello si possa stancare e abbia bisogno di tempi di recupero.

Ma per far "riposare" il cervello dopo tanta attività cosa è da evitare oltre ovviamente allo studio?

Grazie per la risposta.

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Come dicevo il cervello ha i suoi modi per riposare, e di solito li suggerisce in automatico. Nessuno ragiona sul fatto che se si è stanchi si dorme o ci si stende per riposare, è spontaneo.

Quando si sottopone invece un organo a sforzi particolari si può programmare un recupero rapido, come per gli sportivi, però qui stiamo parlando di un'attività di studio, niente di sovranormale.
Dr.Matteo Pacini
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