Utente 437XXX
Salve, sono un ragazzo di 29 anni soffro di psicosi, mi hanno detto che si tratta di schizofrenia.
prendo Olanzapina 10 mg due volte al giorno mattino e sera più clorpormazina 50 mg per indurre sonno.
il mio problema è che ho letto alcuni articoli che dicono che questa malattia è grave e che non tutti rispondono bene ai farmaci.
Ho letto che la schizofrenia toglie qualsiasi energia che i malati passano tutto il giorno a dormire e guardare la TV in sostanza a fare nulla.
ammetto che anch'io dormo tanto circa 12 ore, ma non riesco a stare fermo devo assolutamente fare qualcosa se non sento che sto sprecando la mia vita quindi la malattia fisica influisce consecutivamente sul lato psicologico.
preciso che non riesco a guidare ma riesco ad uscire da solo, riesco a pulirmi bagno e doccia da solo, i farmaci li prendo da solo, al CSM vado da solo a piedi, riesco a socializzare bene, sono indipendente in molti aspetti.
e qui sorge la domanda: per caso soffro di sintomi negativi della malattia ? per caso ci sono effetti residui della malattia ???
già ad esempio leggere un libro (saggi) faccio fatica, voi mi direste anche quelli normali non ci riescono, io penso che se, se lo mettono in testa ci riescono in fondo non hanno la malattia e stanno bene quindi è solo questione di priorità,nel senso che ne hanno altre per quel momento,ma uno che vuole una cosa e fa fatica ha sostenerla in modo continuato, lì sorge la domanda sopra: per caso si tratta di sintomi negativi ???
quindi ce questo retro pensiero,ma per caso faccio fatica a fare certe cose perche ce questa maledetta malattia che me lo impedisce, perche secondo me se uno parte con questa impostazione mentale non combinerà mai nulla. viceversa.
Chiedo vostro aiuto, Grazie infinite.

[#1] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Ci sono molte forme di schizofrenia e vari livelli di gravità.
La diagnosi è una cosa, il livello di funzionamento un'altra.
Ad esempio il film "A beautiful mind" è una storia romanzata tratta da un fatto vero, un matematico affetto da schizofrenia che vinse il premio Nobel, altro che guardare la tv!
Le terapie che sta seguendo evitano che la malattia danneggi il cervello, per il resto è importante capire in che cosa si vuole impegnare, partendo da quello che interessa e facendo un passo alla volta.
Per quanto riguarda la lettura di un saggio, entrano in gioco molti fattori: serve per un esame? E' un argomento che le interessa davvero? E' scritto in modo comprensibile? Richiede una preparazione/delle conoscenze che ancora non ha?
Leggere qualcosa per dovere, perché si pensa sia utile (ma non piace) è una penitenza, e giustamente la sua mente rifiuta di farlo.
Per quanto riguarda la costanza e l'impegno, si può imparare, ma alla base dev'esserci una motivazione: mi impegno (e fatico) perché desidero raggiungere il tale obiettivo.
Franca Scapellato