Utente 485XXX
Comunemente trasformo in verbi i sostantivi, o gli avverbi/aggettivi o ancora sostituisco un suffisso con un altro.
("inquietanza" per esempio)
Ad un'analisi successiva mi rendo conto dell'errore conoscendo il termine esatto, ma automaticamente apporto spesso questo genere di modifiche. Provo peraltro un grande fastidio ad essere corretta, quando capita. Sopratutto se il termine mi sembra più pregnante/immediato.
Mi chiedevo se questa "automaticità" nella creazione di neologismi sia comune o un segno di qualcosa.
Ho letto qualche articolo di Psichiatria che parla in termini di "linguaggio Schizofrenico" ma non è certo il mio caso.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Verosimilmente si sta preoccupando di un aspetto di cui non è ben chiaro quale sia poi il peso o la frequenza effettiva. La preoccupazione potrebbe essere l'elemento psichiatricamente rilevante.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 485XXX

Grazie, avevo posto la domanda su Neurologia mossa da semplice curiosità, dottore. Non sono preoccupata, mi chiedevo se dipende da qualche funzione del linguaggio, se può essere collegata con la creatività, se è piuttosto comune come eventualità e non per forza inserita in un contesto patologico.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Certo che non è per forza patologico, però le ripeto, quando uno scrive su un sito medico si presume sia preoccupato di qualcosa, o che cominci ad esserlo, e quindi il punto potrebbe essere quello che ho detto sopra.
Dr.Matteo Pacini
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