Utente 489XXX
Buongiorno, sono attualmente ricoverata in ospedale in tsv. Non conosco precisamente la diagnosi, ma dovrebbe essere: psicosi con idee anticonservative.
Ecco adesso io so di star attraversando un periodo un po difficile tuttavia mi sento sufficientemente lucida e padrona di me da potermi prendere cura della mia vita.
Il problema sono i medici. È il secondo giorno che sono ricoverata e ho espresso la volontà di essere dimessa come da mio diritto e loro per tutta risposta hanno minacciato di trasformare il mio tsv in tso.
La mia domanda è: è possibile fare una cosa del genere anche con me che sono una paziente che non ha dato mai problemi?
Voi capirete è il mio terzo ricovero e sono davvero esaurita. C'è qualcosa che potrei fare per uscire di qui il prima possibile?
Vi ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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La diagnosi significa che ha un delirio in corso e ha pensieri riguardanti il togliersi la vita.

Più di così per allarmare i medici e giustificare un trattamento obbligato..

Lei parla di non dare problemi: il problema sostanzialmente è che ha evidentemente espresso dei propositi e manifesta dei sintomi tali per cui si ritiene che non sia assolutamente in grado di comprendere la realtà, e possa uccidersi.

Capirà come questo possa costituire un problema, tra l'altro di non facile gestione per i medici. E' chiaro che il tso si rende necessario per trattenerla contro la sua volontà, evidentemente prima si era deciso o si sperava che lei si trattenesse spontaneamente, così poteva essere evitato questo passaggio.


"C'è qualcosa che potrei fare per uscire di qui il prima possibile?"

Lo chiede qui ? Non è mica una punizione, è una condizione medica. Se mai ha senso che capisca perché è il terzo ricovero, nel senso se si può evitare seguendo una cura, che magari non ha seguito con la conseguenza di arrivare poi ad un nuovo ricovero.
Dr.Matteo Pacini
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