Utente
Egregi Dottori,
spero di aver scelto la specialità giusta, in caso contrario porgo le mie scuse.

Negli ultimi tempi penso spesso di farla finita e quindi faccio dei sopralluoghi per vedere come e dove attuare la cosa, mi rilassa e mi aiuta molto.
La mia psicologa mi ha detto che invece posso andare al pronto soccorso, ecco, io sono ignorante ma... come funziona?
Valutano quanto sto male e mi danno un codice?
Sono tenuti ad avvisare la famiglia?
Mi ricoverano d'ufficio?
Chiedo scusa se faccio queste domande ma come ripeto sono ignorante.

Grazie dell'ascolto, vi auguro una buona giornata.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Considerato che lei vorrebbe attuare un suicidio, in teoria la sua psicologa che accoglie questa cosa dovrebbe segnalarla direttamente per poter consentire un ricovero.

Se stabilisce di andare in pronto soccorso potrà avvenire un ricovero urgente.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente
Egregio Dottore,
Grazie per la pronta risposta. Mi sento di difendere la mia psicologa che forse ritiene che se ne parlo non ho davvero intenzione di farlo. La verità è che sono indecisa, nel caso decidessero che sono abbastanza grave per un ricovero in che modo potrebbero aiutarmi? E che farei una volta uscita?
Grazie infinitamente per il suo tempo e la sua pazienza.

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Intanto si eviterebbe il suicidio, poi si tratterà per evitarlo.

Il problema è capire quanto esso appartenga ad una volontà effettiva o sia un pensiero disturbante sulla patologia di base.

Per cui, se appartiene alla seconda ipotesi va bene non rivolgersi al pronto soccorso ma va comunque trattata l’intrusività del pensiero per ridurre anche lo stato d’ansia che ne consegue.
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[#4] dopo  
Utente
Grazie mille Dottore per aver approfondito il discorso. È come immaginavo, mi terrebbero qualche giorno per poi tornare alla mia solita vita... Purtroppo nel mio caso né psicoterapia né farmaci hanno portato sostanziali cambiamenti. Potrebbe obiettare che non ho provato tutti i farmaci esistenti né tutte le psicoterapie, ma le assicuro che ne ho provati molti, in varie combinazioni. La mia vita intanto trascorre anno dopo anno, non fraintenda, non sono il prototipo della persona disperata, vista da fuori. Dentro di me però conservo il ricordo di come sono stata trattata nei primi anni della mia vita, come un animale, come niente, e nessuna conquista materiale né buona relazione è mai riuscita a modificare questo miscuglio di vergogna, rabbia e invidia che è tessuto nelle mie stesse fibre. E dicono che le avversità rendono le persone migliori! Non vedo perciò come i pur volenterosi operatori del nostro Ospedale potrebbero fare che non sia già stato fatto. Temo di averle scritto più di quanto fosse di suo interesse e di questo mi scuso. La ringrazio e Le auguro Buone Feste.