Utente
Salve dottori/e, sono un ragazzo di 20 anni, due mesi fa circa, più precisamente l’11 Febbraio ho fatto uso di cannabis, prima ed unica assunzione in vita mia, era davvero piccola come canna, poteva avere le dimensioni di una sigaretta per intenderci, avrò fatto 10 tiri esagerando e da lì nulla mi sono saliti gli effetti (mi sentivo rimbombare e pensavo di morire) per poi passare in 5 minuti, nonostante questo nei primi due giorni mi sentivo stanco e strano ed per questo andavo a dormire alle 8 di sera e mi svegliavo alle 6 di mattina, poi c’è stata una notte che mentre stavo per addormentarmi mi è venuto un incubo (io che cercavo esperienze di cannabis su questo sito) e non ho chiuso occhio la notte, ero tremante nel letto, mi muovevo in continuazione sembravo un pazzo, nonostante ciò poi racconto a mia madre l’accaduto il giorno seguente e mi dice di stare tranquillo che prima o poi passava, ora a distanza di due mesi le cose sono state un po’ altalenanti, all’inizio mi si era chiuso lo stomaco e quello che mangiavo vomitavo, avevo problemi di stomaco, poi in un altro periodo riuscivo a mangiare di più e anche ad andare in bagno (tipo adesso), mi sentivo la testa strana e un po’ di pressione alla fronte (agli inizii avevo la sensazione che la faccia mi tirasse e il fastidio alla testa era molto di più di adesso), la cosa che mi preoccupa è che non ho più fame (nonostante mangi e tutto) sete e quando vado a letto ci vado perché so che devo andarci, non perché abbia realmente sonno, anche nella masturbazione non provo più quel piacere che provavo prima, di dormire dormo malissimo, non mi stiracchio neanche più bene, poi ultimamente noto che quando vado a dormire (almeno per questa notte) ho avuto un forte ronzio dentro le orecchie però non ci ho fatto casa, ho paura di aver creato qualche danno irreparabile al mio cervello, ovviamente appena finito questo periodo di pandemia andrò a fare qualche visita ma per il momento vorrei sentire un vostro parere per capire se rimarrò così a vita o meno, certo rispetto all’iznio ho avuto miglioramenti (prima non riuscivo a fare niente, ero sempre nel letto e pensavo a pensieri suicidi) ora invece noto che riesco a fare di più ma non mi sento come prima, so che è un quadro abbastanza complicato e non si può fare una diagnosi, però secondo voi è qualcosa di irreversibile o reversibile?
E che esami dovrei fare per stare più tranquillo?
Dico anche che all’inizio quando andavo a letto (soprattutto il primo mese) avevo sempre la tachicardia e mi svegliavo molto spesso la notte e non riuscivo più a prendere sonno, ora invece mi sento a volte gli occhi stanchi e tipo le orecchie come se si tappassero sempre o a volte come se ci sentissi male, aspetto una vostra risposta, grazie in anticipo

(Ah e inoltre sopratutto all’inizio cercavo tantissimi sintomi su internet e quindi forse mi sono suggestionato anche per quello)

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Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

E' una casistica numerosa di persone che dopo aver fumato cannabis esordiscono con un disturbo di questo tipo. Poiché poco verosimile che sia indotto, si ritiene che sia un inizio di un disturbo d'ansia o d'umore in occasione della cannabis come fattore scatenante, non specifico.
Quindi le consiglio una visita psichiatrica, visto che ormai è oltre 1 mese.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente
Grazie mille per la risposta, si molto probabilmente ne parlerò con mia madre, so che non dovrei chiederlo perché le rassicurazioni non guariscono il problema, ma essendo in quarantena (e i tempi per uscire da questa situazione non sono ancora stati detti) vorrei chiederle se ho danni irreversibili o meno e se potrò tornare come prima e se dovrò prendere farmaci a vita (nonostante questo me lo dovrà dire lo psichiatra) però essendo lei un esperto in questo campo vorrei chiedere se ha mai avuto pazienti con esperienze simili e se alla fine ne sono usciti, ho fatto una cavolata enorme e infatti non toccherò più nulla in vita mia, grazie mille e scusi davvero il disturbo.

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Se sa che non deve chiederlo, ovviamente saprà il perché è meglio evitare di discutere in certi termini.
A 1 mese di distanza val la pena di farsi curare, questo si può concretamente dire.
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