Utente 151XXX
Egregi dottori, scrivo per un problema che mi sta rendendo la vita davvero difficile.
Sono cinque anni che vivo un periodo molto stressante. Ho una bambina piccola ( 4 anni) che mi da molte gioie, ma oltre a queste ho la stanchezza e lo stress che mi derivano da una situazione famigliare molto dura che non riesco ad equilibrare e da una situazione lavorativa stressante. Questi problemi si sono presentati nel periodo in cui ero gravida e sono stata incapace fino ad oggi, di affrontarli e risolverli nel giusto modo. Da agosto ho cominciato ad avere sintomi di oppressione al petto con molte eruttazioni, senso di svenimento soprattutto nelle ore serali. Si è scoperto che avevo un’ernia iatale che ho tenuto un po’ sotto controllo con la dieta (cominciando a mangiare male per evitare i cibi si è manifestata una sinusite che ho curato in modo corretto ma che mi ha molto spaventata perché ai sintomi normali si sono associati quelli di malessere generale che tuttora perdurano. Va precisato che la sinusite è una situazione che mi porto dietro da circa un anno che mi è stata diagnosticata solo ora (perché mi sono sempre trascurata…). I sintomi che ho sono:
Sensazione di testa piena,
Una sensazione tipo un ronzio molto leggero
Sento avambracci e polpacci e gambe come dopo uno spavento o come quando si è sotto sforzo, quando fanno un po’ male e un po’ cedono, un po’ tremano (questa sensazione è abbastanza costante e molto fastidiosa)
La sensazione di essere stanca ma quella stanchezza che va oltre. Quando, per fare un esempio, si è talmente stanchi da non riuscire a dormire e il corpo vuole cedere ma non la testa.
Inappetenza e talvolta nausea
Male al collo (cervicale)
Male alla cute della testa e anche lieve perdita di capelli
Talvolta, soprattutto di notte, tachicardia e sudore freddo
Freddo persistente
Sensazione di paura, di morire da un momento all’altro o di essere ammalata e lasciare la mia bimba
Questi sintomi non sono sempre presenti ma si accentuano se ci penso e lo erano soprattutto nei giorni precedenti quando non avevo ancora fatto degli esami che mi hanno tranquillizzata.
Ho fatto una serie di esami generali ematochimici che sono tutti nella norma tranne una ves appena mossa. (24 con fino a 20 ma ho appena avuto la sinusite).
Mi rendo conto che questi sintomi sono caratteristici non di una vera malattia ma di un cedimento psicologico, ma non so come affrontarli.
Il mio medico della mutua mi ha prescritto entact 10 mg 1 co al die e frontal 0,25 mg co che non ho ancora iniziato.
Iniziare questa terapia mi fa paura perché è come arrendersi. Inoltre i miei problemi, quelli che mi hanno scatenato tutto questo, non verranno certo risolti. Qual ‘è il giusto approccio? Devo andare da uno specialista? Ha senso fare dei colloqui prima di prendere una terapia? Sono possibili cure dolci. Ad esempio esercizi di rilassamento. Ho davvero paura di non riuscire ad uscirne. Già da molto mi rendevo conto di essere poco tollerante allo stress ma ora ho davvero paura che se capitasse qualche problema vero ( in questo periodo ho mia mamma che sta effettuando degli accertamenti per un problema di salute) non riuscirei a fare fronte alle difficoltà. Mi sento davvero come se avessi le pile esaurite.
Grazie per ogni indicazione che vorrete darmi.
Gio

[#1]  
Dr.ssa Elisa Schiavi

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Cara Gio,
i sintomi da lei elencati sembrano tutti essere suggestivi di un disturbo di panico. Mi da da pensare inoltre il suo ricordare il periodo della gravidanza come stressante e problematico, per cui, probabilmente l'esordio è riconducibile a questa fase delicata. La terapia prescrittale dal medico di famiglia sembra corretta; gli antidepressivi serotoninergici come l'escitalopram, con minimi effetti collaterali, sono la scelta in questi casi.
I soggetti affetti da un disturbo di panico sono tipicamente sensibili ai farmaci ed a sostanze "attivanti" che possono scatenare anche a piccole dosi una violenta reazione ansiosa, tanto da spingere a non assumere alcun trattamento (come nel suo caso). Raccomanderei un buon rapporto medico-paziente, fondato sulla fiducia (quindi ok i colloqui di rassicurazione e chiarimento)e di iniziare la terapia gradualmente, sino a raggiungere la dose terapeutica.

[#2] dopo  
Utente 151XXX

La ringrazio molto della risposta. Vorrei solo chiederle ancora un chiarimento. Quando parla di "sostanze" attivanti, intende situazioni legate alla vita quotidiana o si riferisce ad effetti che potrebbero avere le terapie?
E se potesse ancora rispondere ad un quesito: se non assumo la terapia e provo prima a curarmi in modo alternativo (sedute di rilassamanto, fitofarmaci...), se non dovesse funzionare e dovessi peggiorare, corro il rischio di diventare "pericolosa"? Magari questa domanda la farà sorridere ( lo spero) ma io me la pongo perchè ho una bimba piccola e sento molte storie di mamme che stavano bene e poi perdono la testa. Sia chiaro che adoro mia figlia, e proprio per questo mi pongo il problema.
grazie ancora .. si vede che sono ansiosa, eh? :-)
Gio

[#3]  
Dr. Andrea Mazzeo

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Concordo con la collega. Certo, se ha delle perplessità riguardo l'assunzione dei farmaci è corretto che ne parli con il suo medico. In genere questi farmaci sono ben tollerati e aiutano a risolvere il problema. Soluzione che deve prevedere necessariamente una psicoterapia, a mio parere di tipo cognitivo-comportamentale.
Dr Andrea Mazzeo
Specialista in Psichiatria
Lecce - Roma

[#4]  
Dr. Daniel Bulla

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Gentile Utente,
effettivamente i sintomi da lei segnalati parrebbero indicare la presenza di un disturbo d'ansia, forse da attacchi di panico.
Secondo me, il modo migliore per iniziare una terapia è quello che passa attraverso una consulenza specialistica.
Per cui, dapprima mi rivolgerei ad uno psichiatra, onde stabilire accuratamente la terapia farmacologica. Per andare alla radice del problema sono però necessari degli interventi di tipo cognitivo-comportamentale.
Cordialmente

Daniel Bulla
dbulla@libero.it
Cordialmente

Daniel Bulla

[#5]  
10161

Cancellato nel 2009
Egregia, le metto la stessa risposta della domanda precedente, i suoi disturbi sono correlati con la presenza del virus di Epstein-Barr, che ha la capacità di produrre la sindrome da stanchezza cronica/fibromialgia, lei non soffre assolutamente di attacchi di panico, ma poichè questo virus innesca anche le tiroiditi, questi suoi disturbi, apparentemente psichici, rientrano in un lieve ipertiroidismo. Quindi non è ansia, ma disturbi di origine fisica, che necessitano una attenta analisi e terapia, che sia rivolta anche alla eradicazione del virus di Epstein-Barr.
Come la presenza della gastrite è da attribuirsi alla presenza della infiammazione cronica attiva persistente, creata da questo virus.
Effettivamente lei ha ragione a prendere in considerazione “Dal momento che i miei raffreddori hanno avuto inizio con una faringite molto violenta accompagnata da gonfiore dei linfonodi del collo nel maggio 2004, avrebbe un senso?” Non riferisce altre notizie anamnestiche, per cui cominciamo da quell’episodio. Effettivamente ha avuto in quella occasione una infezione virale da parte dell’EBV, e quel valore delle IgG, lo dimostra; questo virus, ha la caratteristica di permanere latente nelle cellule dell’organismo, una volta entrato con la malattia, mononucleosi, di produrre proteine che non lo fanno individuare dal sistema immunitario e produce una proteina simile all’interleuchina 10, che viene prodotta dal sistema immunitario, per comunicare che l’infezione è cessata; date queste caratteristiche, le IgM, non vengono più prodotte, per cui la concezione per cui la positività delle IgG indica un'infezione di vecchia data, quindi non si tratta di una riattivazione virale, è completamente superata dalle ultime ricerche scientifiche. Il virus ha anche la caratteristica di riattivarsi periodicamente e di proprio quei sintomi che lei lamenta, eventualmente associato ad altri agenti patogeni, di cui ha permesso l’ingresso, soprattutto il Cytomegalovirus, che ha la proprietà di infettare non solo il fegato ma anche il faringe e i seni.
In effetti, “molto malessere come se avessi un’influenza, linfonodi al collo gonfi e modico mal di testa” sono caratteristici della infezione virale, la quale perdurando da molto tempo, va ad alterare la risposta linfocitaria Th1/Th2, che devono restare ben bilanciati, procurando così una alterazione del bilanciamento in favore dei linfociti Th2, allergici, per la continua produzione dell’interleuchina 4. Progressivamente questo conduce ad una risposta allergica, con conseguente iperproduzione della mucosa nasale e dei seni, “Si apprezza velatura bilaterale del seno mascellare e del seno frontale a destra per sinusopatia.” Ed eventuale formazione di polipi.
“Ad oggi ho ancora mal di testa ogni tanto, linfonodi ingrossati a livello del collo(sono diminuiti ma se ne è ingrossato un altro vicino alla nuca) e un fastidiossimo rumore tipo fruscio molto leggero che sento nelle orecchie. Continua la sensazione di malessere e ho male al tatto vicino alle narici, alle orecchie e sulla fronte, quando metto la fascia per uscire. Insomma, un vero disastro.” Tutto questo è una riattivazione del virus, che ha creato anche una lieve immunodeficienza.
La individuazione esatta del virus, l’analisi attenta del sistema immunitario e della sua risposta, conducono al ragionamento diagnostico e terapeutico per la eliminazione, eradicazione del virus di Epstein-Barr, insieme a quegli agenti patogeni che lo accompagnano.
Successivamente, lei ha indicato gli esami eseguiti.
Linfociti CD3 diminuiti, dimostrano la presenza di un agente patogeno che li sta distruggendo.
ebv vca IgG 199,8 U/ml (negativo fino a 8,5)
EBV ABNA-! IgG Quant 156.1 U/ml (neg fino a 8,5)
Questo dimostra la presenza del virus di Epastein-Barr, la differenziazione fra IgG e IgM, è ormai obsoleta, superata dalla ricerca scientifica, come ho scritto precedentemente. Questo virus vive latente nelle cellule, soprattutto linfociti. Sporadicamente si riattiva, procurando i sintomi da lei lementati ed ha perfettamente ragione quando mette in relazione le sue faringiti con il virus e la presenza di stanchezza. Sia la sindrome da stanchezza cronica/ fibromialgia, e le faringiti recidivanti, sono causate da questo virus, che va portato via il più velocemente possibile, prima che combini altri guai.


saluti
moschinialberto@medicitalia.it

alberto.moschini@fastwebnet.it

[#6] dopo  
Utente 151XXX

Egregio dott. Moschini, in tutta onestà sono molto confusa.
Devo dire che queste cose che lei dice hanno un senso ma mi rende confusa il fatto che la medicina convenzionale non le riconosca. Ho parlato anche con l'otorino di mia figlia che ha avuto problemi di ipertrofia adenoidea prima e tonsillare dopo con continue manifestazioni di malattie da raffreddamento(nulla di grave ma se c'è un virus o un batterio lei lo prende e se lo porta avanti per molto tempo prima di guarire completamante).
Le dico, comprendo i suoi discorsi e hanno un senso però credo anche che la cura di un disturbo non possa avvenire solo su questioni di fede. Ci sono dei trattati o degli studi che avvalorano queste sue ipotesi? Mi piacerebbe leggerli per potermi fare un'idea precisa oltre le sue spiegazioni. Lo so che il medico è lei ma la salute è la mia e tra iniziare terapie psicologiche e fare cure di altro tipo c'è una bella differenza. Certo, al momento, credo preferirei una cura non con psicofarmaci ma non vorrei neppure evitare un problema che magari nel frattempo potrebbe aggravarsi. Ho una bambina piccola e delle responsabilità. Spero capisca che il mio non è un attaco verso di lei e neppure una critica. Semplicemente mi piacerebbe capire se queste sue teorie hanno un fondamento scientifico o no.Sincermente anche se non lo avessero sarei anche propensa a fare una prova se di breve durata. Ma in cosa consite la cura? che tempi ha? rivolgermi ad un omeopata va bene?
Grazie e scusi

[#7]  
10161

Cancellato nel 2009
Egregia , le risposte che le ho dato, non sono di medicina biologica, assolutamente, è completamente medicina convenzionale e le può trovare su tutti i testi di medicina, sulle pubblicazioni internazionali di ricerca scientifica.

La fede, non entra assolutamente, prima di ogni cosa deve essere posta una diagnosi, prima di parlare di attacchi di panico e prescrivere psicofarmaci, devono essere escluse tutte le patologie organiche, soprattutto tiroidee, con esami specifici, che la medicina convenzionale mette a disposizione.
Se sua figlia, come lei racconta, si ammala spesso, una ragione sarà presente, “problemi di ipertrofia adenoidea prima e tonsillare dopo con continue manifestazioni di malattie da raffreddamento” sussisterà un responsabile di tutto questo, ma non è il solo Streptococco, sarà quel virus onnipresente che si chiama Epstein-Barr?. Come vede applicando il ragionamento giusto si può arrivare alla soluzione.
Le prove, non funzionano, funziona l’applicazione costante della integrazione fra medicina convenzionale e medicina biologica.
saluti
moschinialberto@medicitalia.it

alberto.moschini@fastwebnet.it

[#8] dopo  
Utente 151XXX

Scusi la franchezza ma sono una persona sicuramente difficile da curare, molto poco "paziente",me ne rendo conto. E’ da tempo che le scrivo in merito ad avere delle indicazioni per eseguire esami appropriati che consentano una diagnosi certa, per avere un’idea di quanto possa essere lunga una cura per eradicare l’EBV (eventualmente per provarla prima di altre cure) e per sapere a quali figure potermi rivolgere per avere un consulto dal vivo che sia più vicino al mio luogo di abitazione, ricevendo risposte vaghe. Inoltre non posso che essere scettica su alcuni punti. Lei è stato molto gentile a rispondermi ed è chiaro che poi sarò io a decidere come muovermi ma non può dirmi che la sua teoria si basa sulla medicina convenzionale perchè se è così mi chiedo allora per quale motivo nessun medico convenzionale appoggia la sua ipotesi diagnostica.
Non mischierei, al momento, il caso di mia figlia con il mio. Parliamo di me.
Sono assolutamente concorde con il fatto che prima di prendere degli psicofarmaci vada fatta una diagnosi precisa ma immagino che il medico curante si sia basato su gli esami che gli ho fatto vedere per poterla fare. Lei mi parla di una gastrite cronica attiva da EBV e mi chiedo come possa esistere a fronte di una gastroscopia effettuata ad agosto che rivela solo la presenza di una modica un'ernia iatale con mucosa rosea ed indenne anche ad hp. Mi parla di riattivazione di EBV e mi dice che siamo nell'ambito della medicina tradizionale ma i miei valori di EBV (fatte proprio perchè suggeritimi) sono considerati normali da chi si occupa di medicina convenzionale perchè sono stati visti da un medico di microbiolologia universitario di un ospedale che si occupa di trapianti ( e quindi immagino sappia di cosa si parla) e dal mio medico curante e in effetti, mi pare (da profana) di leggere solo una positività (elevata, va bene) delle IgG che mi hanno spiegato sta a dimostrare che ho superato l'infezione. Gli altri valori, controllando i valori normali a fianco, sono nella norma. La tipizzazione linfocitaria, vista anch'essa dal medico, è nella norma, compresi i CD3 (1.00 vn 0,85/2,60). Mi parla di problemi alla tiroide e i miei TSH FT3 ed FT4 sono normali. Parla di rapporto IgG/IgM considerati superati dalle ultime ricerche scientifiche e allora mi chiedo quali altri esami più specifici io possa fare in un normalissimo ospedale o laboratorio di analisi per suffragare o eliminare ogni dubbio di questa ipotesi. Immagino che gli esami che lei propone di effettuare presso il suo studio, essendo metodi scientificamente provati, possano essere anche eseguibili più agevolmente per me, in un luogo vicino a casa. Non le sto chiedendo una cura, quello immagino non sia certo prescrivibile su internet, ma le chiedo indicazioni per potere svolgere esami accurati per avere una diagnosi certa.
Personalmente mi piace poco l'idea di prendere degli psicofarmaci e volevo un'opinione qualificata per capire se ci fossero altre strade. Credo che la terapia cognitivo comportamentale che qui mi è stata suggerita, ad esempio,possa essere una strada alternativa valida da valutare dopo una visita da uno specialista senza fermarmi alla cura datami dal mio medico curante. Credo che sia anche possibile avere un momento di cedimento nervoso dopo un lungo periodo di stress che coinvolge anche le difese immunitarie diminuendole. In questo, si che ci sono ricerche che avvalorano questa teoria. Ci ho messo del tempo ad accettare questa ipotesi ma credo che abbia un senso molto più di una riattivazione di un virus che, nel mio caso, nessuno vede. Non pretendo di sostituirmi al medico ma credo sia logico ed opportuno farsi un’opinione tanto più quando diversi medici offrono ipotesi differenti
La ringrazio ancora per le sue risposte

[#9]  
Dr.ssa Elisa Schiavi

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Iscritto dal 2006
Cara Giò, le sostanze attivanti a cui mi riferisco sono varie, da quelle di uso più comune (preparati anticongestionanti a base di caffeina, sostanze voluttuarie sempre contenenti teina, caffeina e cioccolata)a quelle più specialistiche (ormoni tiroidei, anfetamine, anoressizzanti)....
le cure alternatice possono avere un effetto placebo importante, ma possono determinare rilassamento....a lei la scelta.
Stia tranquilla con la bimba!

[#10] dopo  
Utente 151XXX

Grazie

[#11]  
10161

Cancellato nel 2009
La letteratura internazionale conferma esattamente quello che le ho scritto, se vuole, basta conoscere un poco di inglese, sapersi muovere nella ricerca, e troverà ogni conferma; purtroppo la medicina convenzionale non ha armi contro i virus, per cui non li cerca. Risulta più semplice considerare la persona affetta da disturbi psichici, piuttosto che ricercare esattamente le cause. Lei ha già eseguito gli esami necessari, mancano esami più specifici, come la predisposizione alle malattie autoimmuni, ecografia tiroidea e addominale, con ecocolor doppler, tomografia elettrolitica extracellulare, ricerca genoma virale, esami ben conosciuti.
Le ipotesi, sono differenti dalla realtà.
Saluti
moschinialberto@medicitalia.it

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