Difficoltà o disturbo di apprendimento?

Buongiorno, ho una figlia di 7 anni da poco compiuti (dicembre) che frequenta la seconda elementare.
Da qualche mese le maestre mi hanno fatto notare che ha problemi di distrazione in classe e spesso non riesce a terminare di copiare la lezione alla lavagna.
Ripetutamente le maestre scrivono sul diario dei continui richiami che devono fare per attirare la sua attenzione e nelle verifiche soprattutto logico/matematiche è capitato che non capisse la consegna del compito e avesse bisogno della presenza dell'insegnante per eseguire il compito.

A casa il momento dei compiti è diventato un incubo, perchè oltre a fare molta fatica per convincerla a iniziare a lavorare, subentra anche l'insicurezza e la mania di cancellare più volte quello che scrive perchè secondo lei "non è bello".
Di fronte alla sottrazione con il prestito della decina ha evidenti difficoltà a memorizzare la regola e i passaggi; nell'effettuare la prova dimentica sempre il riporto.
Il quaderno di matematica è sempre pieno di segni rossi, la maestra è arrivata persino a scrivere OGGI NON CI SIAMO! sottolineato 2 volte (annotazione che certamente non incoraggia la bambina ma la fa sentire incapace).
Parlando con le maestre sembra che non riescano a trovare un modo per farla stare più attenta, dicono che si distrae continuamente e quando è seduta al banco sembra che sia imbambolata.

La bambina mi riferisce che spesso in aula è infastidita dal rumore e dai compagni che la disturbano, per questo motivo secondo lei rimane indietro.
Ora, vorrei capire prima di tutto se queste difficoltà in matematica possono far pensare a un disturbo cognitivo (dopo aver ripetuto 10 volte la regola della sottrazione ancora non l'ha memorizzata) oppure necessita di potenziamento.
Per la distrazione a scuola io non saprei proprio cosa fare, a casa i compiti li fa (con difficoltà) ma sembra concentrata e ovviamente ci siamo solo io e lei.
Ringrazio per i consigli che saprete darmi perchè credo sia questo ancora il tempo per intervenire, perchè temo che se non migliora la situazione la scuola mi consigli di effettuare dei test sui disturbi dell'apprendimento.

Buona giornata
Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 143 9
Gentile utente,

da quanto scrive emerge una situazione che sta diventando faticosa per sua figlia e anche per lei, soprattutto perché alle difficoltà scolastiche si stanno aggiungendo insicurezza, frustrazione e un clima poco incoraggiante.

Rispetto alla matematica, per come lei descrive le difficoltà (fatica a memorizzare la procedura, errori ricorrenti, bisogno di guida), non è possibile parlare ora di un disturbo cognitivo. A 7 anni molte abilità sono ancora in costruzione e la ripetizione di una regola, anche molte volte, non garantisce che venga interiorizzata, soprattutto se la bambina è sotto pressione o teme di sbagliare. In questi casi spesso non è solo la regola a creare difficoltà, ma il carico emotivo che si costruisce intorno al compito.

Prima di pensare a test o etichette, potrebbe essere utile provare un potenziamento mirato, in particolare sulla matematica: lavorare con tempi più distesi, materiali diversi o un supporto individuale può aiutare a consolidare i passaggi che a scuola faticano a emergere, senza il peso del giudizio.
Il fatto che a casa riesca a lavorare meglio, pur con fatica, è un elemento importante. Indica che le competenze di base ci sono, ma che a scuola qualcosa interferisce. Quando una bambina dice di essere infastidita dal rumore e dai compagni, sta dando una chiave di lettura utile: il contesto può incidere molto sull’attenzione.

La distrazione che le insegnanti descrivono come imbambolata , per come emerge dal suo racconto, può essere letta più come un blocco che come mancanza di volontà: quando l’ambiente è troppo stimolante o vissuto come giudicante, alcuni bambini si ritirano, rallentano, si confondono.

In questo senso potrebbe essere utile un confronto con la scuola sulle strategie adottate, per capire se sia possibile collaborare su modalità diverse: obiettivi più piccoli, pause brevi, rinforzi positivi, meno enfasi sull’errore e più sul processo. Non per negare le difficoltà, ma per creare un clima che permetta alla bambina di sentirsi meno incapace.

Il tema centrale, per come lei lo racconta, sembra proprio questo: l’insicurezza che cresce, il cancellare più volte perché non è bello , i quaderni molto segnati in rosso. Questo rischia di creare un circolo vizioso in cui l’ansia peggiora attenzione e rendimento.

Il tempo per intervenire c’è. Solo se, nonostante un ambiente più favorevole e un supporto mirato, le difficoltà restassero stabili nel tempo, avrebbe senso approfondire ulteriormente.

Un caro saluto

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile
Contatta lo specialista e prenota una visita