Da oltre 2 anni ho la voce rotta
Sono ormai più di 2 anni che ho la voce rotta, il che mi provoca molto disagio perché molto spesso le persone mi chiedono perché parli così?
Ti trema la voce, va su e giù, sembra che stai per piangere, ho pensato fosse colpa della forte laringite che ho fatto due anni fa circa, sono andata dall’otorino e mi ha fatto tutti gli accertamenti, corde vocali stanno bene e non ho polipi.
Allora ho pensato, può essere colpa della tiroidite di hashimoto?
Poi 2 settimane fa ho fatto anche la gastroscopia con biopsia e ho l’ernia iatale da scivolamento perché soffro da anni di problemi di stomaco (gastrite, reflusso ecc) e colon irritabile, dalla biopsia è uscito l’helicobacter pylori quindi devo cominciare la cura.
Potrebbe esser dovuto a tutto questo?
Oppure è un fattore psicologico?
Sono una persona che somatizza tanto, molto emotiva e soffro di attacchi di panico, ultimamente va meglio perché mi vengono più raramente rispetto ad anni fa, però è stato un anno molto duro per me, ho dovuto affrontare tante cose che mi hanno fatto male.
Ho anche sbalzi d’umore, per la maggior parte del tempo sono apatica, non ho voglia di far nulla, poi mi prendono le mezze giornate in cui voglio fare (e faccio 100 cose) qualcuno sa dirmi qualcosa sul problema della voce?
Devo cominciare terapia?
E se si non saprei da dove cominciare e che tipo di terapeuta scegliere.
Grazie infinite in anticipo per la vostra risposta
Ti trema la voce, va su e giù, sembra che stai per piangere, ho pensato fosse colpa della forte laringite che ho fatto due anni fa circa, sono andata dall’otorino e mi ha fatto tutti gli accertamenti, corde vocali stanno bene e non ho polipi.
Allora ho pensato, può essere colpa della tiroidite di hashimoto?
Poi 2 settimane fa ho fatto anche la gastroscopia con biopsia e ho l’ernia iatale da scivolamento perché soffro da anni di problemi di stomaco (gastrite, reflusso ecc) e colon irritabile, dalla biopsia è uscito l’helicobacter pylori quindi devo cominciare la cura.
Potrebbe esser dovuto a tutto questo?
Oppure è un fattore psicologico?
Sono una persona che somatizza tanto, molto emotiva e soffro di attacchi di panico, ultimamente va meglio perché mi vengono più raramente rispetto ad anni fa, però è stato un anno molto duro per me, ho dovuto affrontare tante cose che mi hanno fatto male.
Ho anche sbalzi d’umore, per la maggior parte del tempo sono apatica, non ho voglia di far nulla, poi mi prendono le mezze giornate in cui voglio fare (e faccio 100 cose) qualcuno sa dirmi qualcosa sul problema della voce?
Devo cominciare terapia?
E se si non saprei da dove cominciare e che tipo di terapeuta scegliere.
Grazie infinite in anticipo per la vostra risposta
Gentile utente,
da quanto scrive, questa voce rotta non è solo un sintomo fisico ma qualcosa che le crea disagio sociale e la fa sentire osservata. È comprensibile che, dopo due anni, lei voglia capire da cosa dipende.
Sul piano medico ha già fatto controlli importanti: l’otorino ha escluso problemi alle corde vocali e questo è un dato rilevante. Anche reflusso, ernia iatale o infezione da helicobacter possono a volte irritare la gola e dare alterazioni della voce, ma è una valutazione che va fatta con i medici che la stanno seguendo, perché da qui non è possibile stabilire un nesso diretto. Ma andrebbe chiesto.
Nel suo racconto, però, emerge anche un altro aspetto: lei si definisce una persona molto emotiva, che tende a somatizzare, ha vissuto un anno difficile, soffre di attacchi di panico e riferisce sbalzi d’umore. La voce è uno strumento molto sensibile alle tensioni interne: quando c’è ansia, trattenimento o emozione non espressa, può cambiare timbro, tremare, spezzarsi. Questo non significa che sia tutto psicologico , ma che corpo ed emozioni non sono separati.
Il fatto che gli esami siano nella norma e che il sintomo persista può far pensare che una componente emotiva stia contribuendo a mantenerlo, soprattutto se la voce peggiora in situazioni sociali o quando si sente sotto pressione.
Alla sua domanda sulla terapia: più che farla per la voce in sé, potrebbe essere utile chiedersi se oggi sente il bisogno di uno spazio per lavorare su ansia, somatizzazione, sbalzi d’umore e sull’anno difficile che ha attraversato. Se la risposta è sì, iniziare un percorso può aiutarla a comprendere meglio cosa il corpo sta esprimendo.
Se decide di iniziare, può rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta. Nel primo colloquio può semplicemente osservare se si sente ascoltata senza giudizio, se riesce a parlare liberamente e se ciò che le viene detto le è chiaro: queste sono buone basi per capire se quello spazio può fare per lei. In questa fase, più che un approccio specifico, può essere importante sentirsi accolta e compresa.
Non è necessario avere tutto chiaro prima di iniziare. A volte si parte proprio da un sintomo, come la voce, e si scopre che racconta molto di più (nulla di irrisolvibile non si preoccupi).
Un caro saluto.
da quanto scrive, questa voce rotta non è solo un sintomo fisico ma qualcosa che le crea disagio sociale e la fa sentire osservata. È comprensibile che, dopo due anni, lei voglia capire da cosa dipende.
Sul piano medico ha già fatto controlli importanti: l’otorino ha escluso problemi alle corde vocali e questo è un dato rilevante. Anche reflusso, ernia iatale o infezione da helicobacter possono a volte irritare la gola e dare alterazioni della voce, ma è una valutazione che va fatta con i medici che la stanno seguendo, perché da qui non è possibile stabilire un nesso diretto. Ma andrebbe chiesto.
Nel suo racconto, però, emerge anche un altro aspetto: lei si definisce una persona molto emotiva, che tende a somatizzare, ha vissuto un anno difficile, soffre di attacchi di panico e riferisce sbalzi d’umore. La voce è uno strumento molto sensibile alle tensioni interne: quando c’è ansia, trattenimento o emozione non espressa, può cambiare timbro, tremare, spezzarsi. Questo non significa che sia tutto psicologico , ma che corpo ed emozioni non sono separati.
Il fatto che gli esami siano nella norma e che il sintomo persista può far pensare che una componente emotiva stia contribuendo a mantenerlo, soprattutto se la voce peggiora in situazioni sociali o quando si sente sotto pressione.
Alla sua domanda sulla terapia: più che farla per la voce in sé, potrebbe essere utile chiedersi se oggi sente il bisogno di uno spazio per lavorare su ansia, somatizzazione, sbalzi d’umore e sull’anno difficile che ha attraversato. Se la risposta è sì, iniziare un percorso può aiutarla a comprendere meglio cosa il corpo sta esprimendo.
Se decide di iniziare, può rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta. Nel primo colloquio può semplicemente osservare se si sente ascoltata senza giudizio, se riesce a parlare liberamente e se ciò che le viene detto le è chiaro: queste sono buone basi per capire se quello spazio può fare per lei. In questa fase, più che un approccio specifico, può essere importante sentirsi accolta e compresa.
Non è necessario avere tutto chiaro prima di iniziare. A volte si parte proprio da un sintomo, come la voce, e si scopre che racconta molto di più (nulla di irrisolvibile non si preoccupi).
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 3 visite dal 12/02/2026.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.