Utente 109XXX
Sono un ragazzo di 21 studente universitario.

E' da circa un anno che quando penso alla morte, a Dio,sulla sua esistenza, al non essere o non esserci, ho delle specie di crisi, cioè il battito accelera, sudo freddo, tremo leggermente e vado in panico (forse).
Prima questo avveniva soprattutto prima di andare a dormire, mi capita di passare nottate sveglio guardando la tv cercando di pensare ad altro o bevendo qualcosina per alleggerire la testa, perchè se torno a letto la mente pensa solo li.
In pratica per dormire devo essere proprio allo stremo, perchè altrimenti non riesco.

Da un po di tempo però questo mi avviene anche di giorno e sempre più spesso.
Per esempio durante una lezione dopo un invettiva del professore sulla chiesa e i credenti, la mia mente ha abbandonato la lezione ed è andata ai soliti pensieri, anche in aula ho avuto sudorazione, ritmo accelerato,e fiato pesante e una compagna affianco mi ha visto quasi lacrimare facendomelo notare.
Oppure l'altra sera mentre mio fratello mi ripeteva la Divina Commedia, sempre il mio pensiero ha toccato gli argomenti che mi fanno star male con i soliti sintomi.
Insomma ormai qualunque cosa mi porta a pensare alla morte e a Dio.
E cosa peggiore ormai sto diventando incapace di vivere.
Passo le giornate o meglio le spreco senza far nulla, pensando a quello che non mi potrà mai essere chiaro, cosa c'è dopo.
Non riesco più a studiare, la testa è troppo tormentata e sto dormendo troppo poco e male.
Anche quando cerco di svagare giocando alla play station le cose non cambiano, ormai mi sento incapace di fare qualunque cosa, sento che non sto vivendo, ma solo aspettando la mia fine.
E quando la sera arriva questo si accumula agli altri problemi, perchè capisco che con questa fobia sto buttando le mio giornate, che sono diventati mesi, e non riesco ad uscirne.
mi sento debole ed incapace di vivere e spesso preferirei che la fine venisse subito nonostante il terrore che ho di essa solo per avere finalmente una risposta che poi risulterebbe comunque vana.
E questa mia ricerca della morte mi spaventa ulteriormente completando un cerchio di ragionamenti che non mi stanno facendo vivere.
(banalizzo il tutto ma sembra così: Ho paura della morte ma a volte la cerco perchè penso che affrontarla è l'unico modo per avere la risposta)

Racconto tutto in questo modo perchè sinceramente non so descrivere le mie paure, lo sento più come un mal di vivere che ormai mi opprime. Ragionando non ho paura della morte, perchè so che essa è un processo inevitabile e naturale come la vita stessa ma ho il terrore di morire, il pensiero del divenire nulla, del non essere, mi uccide.Mi sento debole ed incapace.

So di non poter avere una risposta sul mistero della vita, ma spero in un aiuto per superare quello che sto vivendo!
Spero nelle vostre risposte. Grazie.

[#1]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile ragazzo, la paura della morte, con annessi sintomi corporei, si ritrova comunemente negli stati ansiosi. Dovrebbe rivolgersi a uno specialista e chiedere un trattamento specifico. Una volta debellata l'ansia potrà dedicarsi anche a far chiarezza sui suoi dubbi e i pensieri esistenziali, con il terapeuta. Ma prima deve liberarsi dai sintomi impedenti.
Ne ha mai interpellato uno, sino ad ora?

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente 109XXX

No, non ho interpellato nessuno specialista ne tanto meno parlato con qualcuno. E non so se farlo dato che non riesco a parlare direttamente.
Per quanto riguarda lo stato ansioso non mi capita mai in nessuna altra occasione ma solo in quelle sopra citate.
Altro sintomo è che quando ho quelle specie di attacchi di paura ho anche stimolo di vomito, cosa che mi capita quando sono nervoso per esempio prima di un esame.
Ma salvo in questi casi mai niente, anche a notizie brutte e a spaventi questo non avviene.

[#3]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Sì, è probabile si tratti di ansia. Ma dato che sono presenti sintomi somatici di vario tipo, potrebbe parlarne magari prima con il suo medico. Se anche lui dopo averla visitata e/o fatto qualche esame concluderà che si tratta di ansia, allora una visita allo psicologo/psicoterapeuta o allo psichiatra è indicata.

Non dia eccessivo peso alla sua scarsa propensione a parlarne, molte persone soffrono d'ansia e altrettante riescono a uscirne, ma ci vuole l'aiuto appropriato. Non c'è nulla di cui aver paura o vergognarsi nel parlarne allo specialista.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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