Utente
Salve,sono una laureanda in medicina. Sono una persona molto forte e tutto sommato felice, ma ho un forte conflitto interiore, che non so come affrontare o meglio, da cui non riesco a liberarmi. Mi mancano poche materie alla laurea, ho avuto una carriera brillante,una media molto alta. Mi piace studiare e mi piace la medicina e il lavoro del medico. Ma non sono stata io a scegliere questa facoltà, sono stati i miei genitori che mi hanno fortemente spinto, per non dire quasi obbligato con la loro condotta a fare medicina, mentre io avrei voluto fare economia alla bocconi. Il percorso all'università non è stato tutto rosa e fiori per cui davanti le difficoltà mia madre mi ha sempre detto di lasciare perdere, di fare un'altra facoltà, dilaniata dai sensi di colpa, credo.E me l'ha continuato a dire fino al mese scorso, quando ormai mi mancano 5 materie alla fine! Il mio conflitto interiore è proprio questo, cioè davanti una difficoltà chiunque dice "me la sono scelta io, l'ho voluta io, quindi non mi lamento e l'affronto", ecco io davanti una difficoltà non posso dire questo, perchè in realtà non me la sono scelta io questa vita, purchè me la sia fatta piacere alla fine. Ecco, questo è per me frutto di tante angosce, io sono una persona positiva, allegra, e vorrei risolvere questo mio conflitto interiore. Perchè adesso in procinto di laurearmi mi chiedo, é davvero quello che voglio fare IO? E non riesco a darmi una risposta. é come se io dovessi ancora scegliere cosa fare nella vita. Non so se sono riuscita a spiegarmi. Grazie a chiunque voglia darmi una risposta.
Ps. vedo uno psicologo da due anni ormai, mi ha aiutata, ma mai in maniera risolutiva.

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Dr. Mariano Indelicato

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Da poco tempo ho finito una psicoterapia con uno studente di medicina che si trovava nella sua stessa situazione con la differenza che lui si trovava al secondo anno di medicina mentre lei sta quasi per laurearsi. Credo che l'atteggiamento di sua mamma sicuramente non l'aiuta poichè, da un lato, ha contribuito a creare questa situazione e, dall'altro, adesso che sta per laurearsi le consiglia di cambiare facoltà. Lei si trova di fronte ad una scelta obbligata perchè sicuramente non le va di buttare a mare anni e anni di studio e sacrifici e comunque non sente la futura professione come una sua scelta con tutte le conseguenze che ne derivano del tipo: "sarò in grado di svolgere la professione medica che non sento mia". Penso che questo sia il dilemma che va risolto, oltre i rapporti all'interno della famiglia, e che le consiglio di discutere con il suo attuale terapeuta. Penso, inoltre, che all'interno delle varie branche della medicina possa trovare con un'attenta lettura quella che possa coniugare i suoi interessi e gli studi svolti.
Indelicato Dott. Mariano
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[#2]  
Dr. Roberto Callina

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Cara laureanda,

posso chiederle come mai va da uno psicologo da due anni?
Il motivo per cui l'ha consultato è quello per cui sta scrivendo a noi?

Difficile dirle cosa fare da qui, senza una conoscenza diretta e con le poche informazioni che abbiamo della sua storia di vita.

Tuttavia credo che quando lei dice: <<mi piace la medicina e il lavoro del medico>> sia convinta di questo.
Non può essere che i suoi dubbi sulla futura professione siano legati esclusivamente al conflitto di cui ci parla?

Mi spiego meglio: può essere che una sorta di ribellione nei confronti di una scelta che non è stata la sua le impedisca di godere pienamente di una professione che in realtà le piace davvero? Un po' come dire: "se ammetto a me stessa che mi piace sarebbe ammettere che i miei avevano ragione".

Ovviamente si tratta solo di supposizioni su cui la invito a riflettere; il riferimento per la ricerca di risposte deve essere comunque il suo psicologo. E' anche psicoterapeuta? Sa di che orientamento teorico?

Un caro saluto
Dr. Roberto Callina - Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
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[#3] dopo  
Utente
Grazie per le pronte risposte! Io vado da uno psicologo perchè questo problema con l'università mi ha portato grossi problemi di ansia, quasi una fobia per tutto ciò riguardava la medicina. Fobia che grazie allo psicologo che mi segue sono riuscita a superare. Adesso sto bene, infatti. Però ho sempre visto questa università come la fonte della mia infelicità, il motivo di tutti i miei problemi e vorrei far pace con me stessa. Non voglio iniziare la mia carriera odiando già il mio lavoro.
La scelta della Medicina è stata una scelta che sì, è stata fortemente spinta, ma in seguito a un mio interesse verso questo indirizzo ai tempi del liceo. Non so se, se fossi stata lasciata libera, l'avrei scelta comunque, ma sicuramente non avrei potuto dare la colpa a nessuno per quello che mi è successo dopo.
Secondo il mio psicologo, il motivo per cui io ho sviluppato questa fobia è proprio come dice lei, dottor Callina: se ammetto a me stessa che mi piace, è come ammettere che avevano ragione.
Il mio psicologo è anche psicoterapeuta, non so però di che indirizzo, perchè è uno psicologo di un servizio pubblico a cui mi sono rivolta.

[#4]  
Dr. Roberto Callina

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Cara laureanda,

l'unica cosa che mi sento di dirle, da qui, è che a 5 esami dalla meta forse converrebbe arrivare fino in fondo.

Potrà poi decidere quale tipo di specializzazione possa meglio soddisfare le sue aspettative e, magari, una scelta tutta sua in questo senso potrebbe offrirle un'occasione di "riscatto" in grado di compensare questo suo "conflitto interiore".

Cominci a fantasticare sui possibili percorsi successivi.
Ha già idea di cosa le piacerebbe fare dopo la laurea?

Per quanto riguarda il rapporto familiare credo che un lavoro di approfondimento sia ancora necessario e vada affrontato con il suo psicoterapeuta.

Un caro saluto
Dr. Roberto Callina - Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
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