Sofferenza

salve, volevo porvi la mia situazione psicologica, io sono un ragazzo di 19 anni, cresciuto in una famiglia che mi ha sempre coccolato, e voluto molto bene, al punto che quello che volevo avevo(nel limite del possibile) sono sempre stato molto viziato, e forse anche per questo la mia soglia del dolore psicologica è molto bassa, per cose anche banali io ci sto male, se non ho tutto e subito ci sto male( anche se nell'ultimo periodo sto cercando di farmi entrare in testa che nella vita, non si puo avere tutto e subito) se con una ragazza l'appuntamento va male io ci sto parecchio male, anche se so in cuor mio che non è la fine del mondo....
il fatto che io sia molto introspettivo, e che tenda ad iperanalizzare ogni comportamento( anche se sono estroverso e socievole) mio e degli altri non penso che mi aiuti, però sono fatto cosi, e questo lato di me lo vorrei cambiare, vorrei vivermi il presente in maniera piu spensierata, ma non ci riesco, forse anche il fatto che sia molto intelligente( questo a detta di professori scolastici, alcuni psicologi plurilaureati amici di famiglia, di educatori, di persone colte insomma)
per esempio spesso penso alla morte, ma non come pensiero ossessivo, ma semplicemente analizzando la quantità di malattie presenti, la possibilità di incidenti, stradali e non,...cosa che a detta degli altri è molto strana...persino dai miei genitori a volte mi sento dire che sono "strano" perche in ogni discorso che si fa in famiglia io analizzo tutto, controbatto su tutto, e uso pensieri filosofici combinati a quelli scientifici, tutti mi dicono che invece che il cuoco( la mia professione) avrei dovuto studiare, visto la mia parlantina, visto il piacere che trovo nella conoscenza, io adoro scoprire e imparare cose nuove, soprattutto su me stesso e su come funziona il nostro cervello, per esempio cerco sempre di analizzare i processi mentali, a dare un perchè a tutto....e forse questo lo faccio fin troppo
ci son momenti in cui mi sento depresso, dove non so cosa farò della mia vita, e dove ho paura di ammalarmi( dato anche dal fatto che mia mamma da 25 anni soffre di una grave depressione), e normalmente riesco a reagire dopo poco tempo, massimo un giorno o 2 ,capisco che vivere a senso, per il semplice fatto che non vivere a meno senso....alcune volte o pensieri suicidi, solo pensieri però visto che so che non lo farei mai...
oltretutto questa iperanalisi che compio su me stesso spesso mi crea delle insicurezze con gli amici e donne...pensando troppo penso anche di aver sbagliato qualcosa nei rapporti, e spesso questi pensieri rimangono tali, in quanto non trovano riscontro nella realtà...insomma sono solo "castelli creati da me".
un altro mio problema e che non ho mai avuto una relazione stabile con una donna, cosa che desidero più di ogni altra cosa al momento, non tanto per il sesso( che comunque riesco ad ottenere, anche se non troppo spesso)
secondo voi questo momento cosi difficile è anche dovuto alla mia età? all'adolescenza?
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Attivo dal 2012 al 2016
Psicologo
Gentile Utente,

la situazione che descrive è necessariamente il risultato di più fattori, tra cui anche il periodo adolescenziale.

Si direbbe che Lei dia molto spazio ai propri pensieri e abbia parecchie potenzialità, ma che non abbia ancora compreso "qual è la Sua strada".

Non è detto che il pensare in continuazione sia sempre una buona cosa; talvolta è bene favorire anche una maggiore attività fisica, magari svolta in buona compagnia, che ci permette di staccarci temporaneamente dai nostri pensieri.

Le suggerirei di ricercare un equilibrio tra "pensiero, azione e relazione (interpersonale)"; il tempo probabilmente farà il resto.

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