Utente 463XXX
Salve, ho sempre utilizzato gli spazi di questo forum per poter parlare delle mie problematiche ma stasera mi sta a cuore parlare della psicologa del mio ragazzo che, a mio avviso, è davvero poco professionale (ma forse mi sbaglio). Non so nemmeno se stia scrivendo o meno nella sezione giusta, spero di sì. In pratica il mio ragazzo, ludopatico, l’anno scorso decide di rivolgersi a un’esperta del settore che lo aiutasse ad uscire da dal tunnel gioco. Effettivamente all’inizo Fa un ottimo lavoro. Un giorno il mio ragazzo torna e mi dice “tizia (la chiama per nome e le dà del tu, è normale?) mi ha fatto capire che non ti amo”. Da lì crisi assurda tra di noi con mia conseguente rabbia per il fatto che qualcuna avesse avuto la presunzione di dire che non ci fosse amore tra me e lui: 12 anni di alti e bassi, io affetta di doc da relazione è omosessuale, lui ludopatico e con disturbi d’ansia. Tutte cose che abbiamo sempre affrontato insieme, litigando sì, ma anche sostenendoci a vicenda. Il punto è che a marzo lui fa un incidente molto grave, per cui viene operato d’urgenza. Ecco, il giorno dopo l’incidente lei voleva conoscermi(è normale che volesse conoscere me quando aveva in cura lui?). In ogni caso, qualche giorno dopo l’operazione lei si presenta in ospedale e appena lo vede sul letto, in rianimazione, in coma farmacologico, intubato e sedato, scoppia a piangere. Da lì mi infastidisco ancora di più e si instaura in me il dubbio che il suo non fosse semplice interesse per un paziente che si era fatto male. Il punto è che il mio ragazzo adesso è in ricoverato in una clinica riabilitativa fuori dalla mia città e, dato che purtroppo non potrà più camminare, è seguito da una psichiatra operante nel centro in cui lui si trova. Eppure lei lo chiama spesso, gli chiede come sta, quando torna gli manda messaggi su whatsapp per chiedergli quando vuole andare a farsi una chiacchierata con lei. Non è troppo insistente ma comunque è mio avviso troppo presente. Ho provato a dirlo a lui (lui che con me ci è rimasto) che all’inizio mi ha detto che ero una visionaria, mentre qualche giorno fa mi ha confermato che forse potrei avere ragione. C’è qualche esperto tra voi medici che potrebbe aiutarmi a capire? Io non so più che pensare, solo che l’atteggiamento Di lei mi sembra troppo poco professionale è così mi è sembrato dall’inizio. Come puoi portare a pensare un paziente che non ami la compagna della tua vita da 12 anni? Il suo comportamento post incidente è giusto? È gusto che gli scriva messaggi su whatsapp o che si diano del tu? La mia psicoterapeuta non ha mai fatto nulla di tutto questo, eppure mi sta aiutando tanto. Aiutatemi a capire, vi prego. Sono nel pallone. Grazie

[#1] dopo  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

di qui, postazione on line,

senza conoscere di persona i protagonisti, è molto difficile capire se i Suoi dubbi sono fondati o meno.
Gli stili con cui si esercita la professione di psicologo psicoterapeuta possono essere i più disparati pur rispettando il codice deontologico.

Altrettanto però non si può escludere che la psicologa stia provando sentimenti che vanno "al di là"

La cosa positiva sta nel fatto che ora il Suo ragazzo si pone il problema, è sensibilizzato al dubbio.

Auguri per tutto.
Carlamaria Brunialti
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
Psicologa europea, Psicoterapeuta, perfez. in Sessuologia Clinica - Rovereto (TN)
www.webalice.it/centrodipsicologia

[#2] dopo  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Ho dimenticato un aspetto importante.
Il "Codice deontologico degli psicologi" considera una
grave violazione deontologica instaurare relazioni affettive nel corso del rapporto professionale:

"Articolo 28
Lo psicologo evita commistioni tra il ruolo professionale e vita privata che possano interferire con l’attività professionale o comunque arrecare nocumento all’immagine sociale della professione. Costituisce grave violazione deontologica effettuare interventi diagnostici, di sostegno psicologico o di psicoterapia rivolti a persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene relazioni significative di natura personale, in particolare di natura affettivo-sentimentale e/o sessuale..."
http://www.psy.it/codice-deontologico-degli-psicologi-italiani

Questo per completezza,
anche se non siamo ancora a questo punto, mi pare di capire.
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
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