Utente
GRAZIE A CHI GENTILMENTE MI AIUTERA'
CHIEDO SEMPLICEMENTE (CHE NON E' SEMPLICE)come devo comportarmi con mio figlio di 16 anni che tutto il suo da fare e' giocare al pc,non ottenendo risultati a scuola, ha sempre scuse e ommette sempre certi argomenti sopratutto riguardo la scuola.Non esce mai di casa non frguenta amici ed e' sempre scontroso.cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile utente
Queste situazioni possono avere cause molto diverse. In genere si tratta di problemi relazionali, o verso i propri pari o con la famiglia.

Ritengo che dovreste interpellare uno psicologo, in prima battuta anche senza andarci con vostro figlio, se dovesse rifiutarsi di venire con voi. Sarà poi cura del collega che vi riceverà orientarvi in merito al da farsi.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
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[#2]  
Dr. Daniel Bulla

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Gentile Utente,
molte delle cose che suo figlio fa sono legate ai gradi di libertà che voi genitori gli avete dato in questi anni. Come spesso succede,molti figli se ne approfittano, e arrivano ai livelli del Suo

Detto questo, se suo figlio fosse un Suo dipendente al lavoro, come si comporterebbe con un dipendente simile? Si arrabbierebbe e basta, oppure passerebbe a "tagli" concreti? E' chiaro che se già vostro figlio tende ad isolarsi, dandogli un nido caldo e sicuro (casa, internet, ecc.) non si può pretendere il contrario.

Chi di voi paga la fattura per la connessione internet domestica, Lei o suo figlio? Chi compra i libri di scuola? Chi fa la spesa?

Allora, prima di contattare psicologi provate voi genitori a chiudere un po' di rubinetti, anche se avete la sensazione di averle già provate tutte.

Mi rendo conto che non sarà semplice, ma insegnerete a vostro figlio che là fuori, nel mondo, non funziona così, e chiudendogli i rubinetti gli farete un favore enorme. Solo in quel caso si potrà capire che tipo di difficoltà sociali ha il ragazzo.

Certo, il prezzo da sopportare sarà fatto di litigi, scontrosità e urla: pensa di potercela fare?

Se la riposta è NO, allora contatti uno psicologo, come dice il mio Collega

Un altro consiglio: non nascondete a vostro figlio che avete chiesto una consulenza qui
Cordialmente

Daniel Bulla

[#3]  
Dr.ssa Jeny Meregaglia

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Gentile signora immagino che la situazione che lei vive non sia facile tanto che ora è qui a chiedere un nostro "aiuto".
Il fatto stesso che abbia deciso di chiederci un consulto singifica che ha compiuto un primo passo nel mettersi in discussione come madre, nel tentare cioè di capire quali possano essere le cause o gli atteggiamenti che hanno mantenuto e forse alimentato o generato il comportamento di suo figlio e questo è già un fattore molto positivo da cui partire per pter lavorare.
Quel che consigliano i miei colleghi è in entrambi i casi giusto tuttavia le proporrei una sorta di via di mezzo, mi spiego meglio.
La posizione del dottor Santonocito va bene come ultima ipotesi, nel senso che prima le consiglierei di provare (non sapendo se e quali tenativi abbia già attuato lei da sola o con l'ausilio di suo marito) a instaurare un dialogo aperto e cosrtuttivo con suo figlio per cercare di capire le cause e le dinamiche che lo portano a questo isolamento nei confronti vostro e del mondo esterno.
Inoltre le proporrei di provare a riflettere sul signifcato di alcune espressioni come " tutto il suo da fare e' giocare al pc,non ottenendo risultati a scuola, ha sempre scuse e ommette sempre certi argomenti sopratutto riguardo la scuola.Non esce mai di casa non frguenta amici ed e' sempre scontroso" . Trascorre realemnte tutto il suo tempo davanti al pc (riesce a quantificare COSA INTENDE PER "TUTTO": QUALCHE ORA, MEZZA GIORNATA, UNA INTERA GIORNATA? inoltre quando dice "NON OTTENENDO RISULTATI A SCUOLA" cosa intende?E' stato bocciato, rischia la bocciatura , ha avuto un calo rispetto a prima o ha avuto un andamento più o meno sempre stabile, magari basso ma stabile? Infine quando dice che NON ESCE MAI DI CASA E NON FREQUENTA AMICI cosa intende? Trascorre intere giornate in casa davanti al pc senza mai uscire? Neanche il sabato sera o in altri giorni? Le propongo di rilflettee su queste affermazioni perchè spesso per affrontare problemi o disagi occorre cercare di avere una prospettiva reale e non esasperata per cercare di capire realmente come poter agire e da dove partire.Le dico questo perchè spesso quando si ha a che fare con il mondo dell'adolescenza è facile subire forti cambiamenti da parte dei figli, avere degli scontri aperti delle incomprensioni e per riuscire a sintonizzarsi sul mondo emotivo e comportamentale del proprio figlio adolescente è opportuno anche cercare di comprendersi senza voler contrapporre un solco troppo netto tra sè e il suo mondo.
Detto questo sarà lei ovviamente che potrà avere delle risposte a queste domande.La risposta del dott Bulla è coerente e per me va supportata ma accostandola a un terreno preparatorio fatto di dialogo aperto, tranquillo,rispettoso e sinceramente teso a voler ascoltare , capire e sintonizzarsi sulle frequenze del mondo del prorpio figlio.Una frase infatti mi ha fatto riflettere è quando dice che suo figli spesso omette di parlare di certi argomenti (sarebbe importante capire quali e come gli vengono proposti) e che riguardino in particolare la scuola. A maggior ragione questo mi farebbe pensare che forse l'eventuale chiusura di suo figlio nei confronti della scuola,delle relazioni con altri coetanei sia dovuta a qualcosa che è successo o non è successo all'interno dell'ambito scolastico. Spesso è più semplcie rifugiarsi nella realtà virtuale del pc, nelle chat, nei giochi piuttosto che mettersi in gioco nella vita reale con il timore di rimanere delusi o emraginati. Saarebbe allora importante costruire con vostro figlio una relazione di fiducia e ascolto in cui cercare di capire come farlo aprire e come proporgli la vostra vicinanza e il vostro supporto. Spesso nell'adolescenza si sbaglia il canale comunicativo o l'approccio. Per questo dico che il consiglio del dottr Bulla va bene ma inserito in un contesto di supporto e accostamento non solo di imposizione di regole, che fanno tuttavia benissimo e formano il ragazzo alla vita, ma accanto alle regole occorre sempre il dialogo e la messa in disucussione di tutti i membri della famiglia in cui si manifesta un disagio.
Spesso infatti ci si rende conto di usare solo le parole sbagliate o il tono sbagliato e parlando si riesce a comprendere atteggiamenti che fino a poco tempo prima apparivano assurdi. Le dico questo perchè cercare di trovare una causa a un comporamento o una situazione non è facile ma dal momento che lei è già stata così brava da mettersi in dicussione e portare a noi la sua situazione per avere un confronto la invito a non fermarsi qui nella sua ricerca e a continuare questo percorso. Nel momento poi in cui dovesse rendersi conto che realmente non riesce da sola o con suo marito ad accostarsi a suo figlio, che nonostante la buona volontà, un cambiamento del proprio atteggiamento e approccio, non riesce a dilogare con lui o a entrare in sintonia e a vedere un cambiamento, allora le consiglio realmente d contattare un terapeuta psicologo che possa indirizzarla con un percoso ad hoc magari su due fronti famigliare e specifico per suo figlio.
Le chiedo cortesemente di tenermi informata , nel frattempo ne porgo cordiali saluti e le rinnovo la mia disponibilità.

jeny Meregaglia
Dr.ssa Jeny Meregaglia
jeny.meregaglia@email.it
http://www.counselingpsicologico.it

[#4]  
Dr.ssa Ilenia Sussarellu

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Gentile Utente
sono d'accordo con il collega Bulla; purtroppo capita sempre più frequentemente che queste situazioni si generino a causa delle abitudini o delle regole che governano la vita famigliare quindi in questo senso vi consiglio di rivedere quali aggiustamenti potrebbero essere apportati per riequilibrare la situazione.
Tuttavia potrebbe rivelarsi un percorso difficile perchè non è facile spodestare un giovane di quell'età dei "diritti che ha acquisito nel tempo.
Potrebbe farsi aiutare da un collega della sua zona che sicuramente saprà consigliarla al meglio.

Cordialmente
Dr.ssa Ilenia Sussarellu, i.sussarellu@libero.it
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Psicologo Cilinico-Forense

[#5]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Sì, ciò che dice la collega Sussarellu è ciò che penso anch'io: se non siete riusciti a tener testa a vostro figlio per 16 anni, è difficile che impariate di colpo come fare, da soli.

Un aiuto professionale potrebbe invece accorciare notevolmente i tempi, e risparmiarvi ulteriori errori.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#6] dopo  
Utente
chiedo scusa ai medici che gentilmente mi hanno aiutato,ero convinto di avervi ringrazziato, ma non l'ho fatto,lo faccio adesso con tutto il cuore, grazie ancora una volta e buona domenica.

[#7]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Lieto d'esserle stato un po' d'aiuto.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#8]  
Dr. Daniel Bulla

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Non c'è problema, spero invece che la vostra situazione si sia risolta nel migliore dei modi
Cordialmente

Daniel Bulla