Utente
Salve ho bisogno d’aiuto.

Come faccio a controllare la mia gelosia.
Convivo da tre anni, non sono mai stata gelosissima.
Ne ho mai temuto qualche ex.

Il mio lui ha avuto diverse storie, più o meno serie prima di me.
Oggi ha 45 anni, ha sempre avuto donne molto più giovani di lui, bionde occhi chiari.

Ecco io sono l’opposto e sono sua coetanea.

Lui dice di essersi innamorato della mia anima, che ogni storia è giustamente diversa.

La mia gelosia nasce perché ho notato e da cretina ho fatto il confronto, di tutto quello che faceva scriveva alla sua ultima ex, lui stesso ammette che ero molto molto preso.

(È stata lei a lasciarlo) Quando ci siamo conosciuti loro avevano rotto da poco.

Ma con me non ha mai fatto gesti eclatanti il primo ti amo è arrivato dopo anni.

L’ho sorpreso più volte controllare il profilo della sua ex.


Non abbiamo litigato, ma gli ho esposto le mie paure la mia gelosia.
Lui a cercato di rassicurarmi, ma io dentro sento e riconosco una gelosia che mi fa star male.
Non mi piace essere gelosa, inizia a darmi fastidio pure quando apprezza guarda come potenziale oggetto sessuale un tra donna, prima riuscivo a capire che è pur sempre un maschio.
Oggi mi infastidisce.
Cosa posso fare per ridimensionare questi mie pensieri negativi?
Grazie

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
avendo letto anche le altre sue comunicazioni mi chiedo se quella che adesso lei chiama "gelosia" non sia il ritorno, in forma diversa, del dubbio originario della vostra relazione, che lei non vuole esprimere ma suonerebbe così: "Ma lui è davvero attratto da me, o invece dal lato sessuale non gliene importa proprio niente, e le infinite scuse accampate di volta in volta coprono quest'unica verità?".
Prospetto a mia volta un'altra ipotesi: "E se fosse altrettanto frigido con chiunque?".
Vediamo i fatti come emergono dalle due comunicazioni.
Prima lei ci segnala la scarsissima frequenza di rapporti sessuali, che sono tra l'altro esclusivamente sesso orale praticato da lei a lui, e non viceversa. Al proposito, lei nota giustamente che l'accelerazione del battito cardiaco da lui temuta (a quanto dichiara) si produce piuttosto nell'essere stimolato e nel raggiungere l'orgasmo, che nel provocarlo alla partner.
La mia collega dott.ssa Scalco le chiede se quest'uomo si sta facendo curare, e lei risponde di no.
Aggiunge che una volta lui ha ricevuto sesso orale da un trans, e questo sembra preoccuparla per la natura dell'occasionale partner. Ci sarebbe piuttosto da rilevare il fatto che il suo uomo sembra avere in tutte le circostanze un unico modo di praticare la sessualità, monotono e costante.
Avete mai parlato delle sue precedenti relazioni? Quella che adesso sembra ingelosirla, non si è per caso conclusa proprio per la scarsa carica libidica e la modalità insoddisfacente dei comportamenti sessuali del suo partner?
Purtroppo una malintesa discrezione spesso rende difficile la comunicazione tra i partner, e se questa riguarda la sfera sessuale aumentano sia il riserbo, sia la sofferenza di chi si vede privato di un bene che nel rapporto di coppia è fondamentale.
Vengo poi ad un elemento che riguarda la sfera affettiva. "Quando ci siamo conosciuti loro avevano rotto da poco. Ma con me non ha mai fatto gesti eclatanti il primo ti amo è arrivato dopo anni".
Una separazione affettiva è un lutto che va elaborato. Se questo non avviene, una nuova relazione iniziata troppo presto ne risente.
Non confonderei però questo aspetto con quello relativo alla sfera sessuale, sulla quale, se ci sono carenze, di qualunque origine siano, la propria buona disposizione verso il partner si mostra facendosi curare.
Tutto il resto è confondere le acque: non si metta in trappola da sola, signora.
A questo proposito sarebbe bene che lei chiarisse una frase della sua prima email dove parlava dell'incontro tra il suo uomo e il trans. Lei scrive: "Io non credo che sia successo una sola volta, visto che per lavoro l'ambiente era quello".
Quale lavoro svolge il suo partner? Anche questo può avere un senso.
Faccia chiarezza in sé stessa e col partner, cara utente, e ci scriva ancora.
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
La ringrazio di cuore per la sua risposta. Si lei ha perfettamente ragione , inizialmente non cercavamo entrambi una storia , e capisco l’elaborazione di una storia finita .
So che siamo profondamente legati, che lui è innamoratissimo della mia persona , come io di lui , c’è una stima reciproca altissima . Ma come lei ben dice un rapporto comprende anche la sfera sessuale .
Abbiamo parlato diverse volte , mi ha rassicurato dicendomi che ovviamente non abbiamo 20 anni certi atteggiamenti cambiano, che sono il
Primo vero rapporto maturo. Io si ho messo Inizialmente in dubbio i suoi sentimenti , proprio perché non capivo se il suo freno provenisse dall’ansia , o dal non sentire maggiore trasporto. Abbiamo deciso di convivere , proprio perché sappiamo che insieme possiamo affrontare tutto .

Ma lui a volte tende a non voler parlare più di tanto , perché per lui affrontare una discussione aumenta l’ansia il battito ,e perché le reputa sterili visto che e secondo lui non ho motivo di preoccuparmi .
La mia paura più grande è quella di svegliarmi un giorno e capire che ho sbagliato a fidarmi . Scoprire che mi ama come persona ma non mi vede come donna , non so se sono riuscita a spiegarmi bene .

Negli anni ha cambiato professione , quindi ad oggi non frequenta più locali notturni. Ma avendo svolto per diversi anni ,i contatti in rubrica non mancano , ma non c’è un contatto assiduo , se non auguri di compleanno o Natale . Grazie ancora

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
mi auguro davvero di esserle stata utile, tuttavia a me sembra che lei continui a confondere elementi diversi e questo può solo allontanare la soluzione.
Vediamo di nuovo le sue parole.
"So che siamo profondamente legati, che lui è innamoratissimo della mia persona , come io di lui , c’è una stima reciproca altissima. Ma come lei ben dice un rapporto comprende anche la sfera sessuale".
Non confondiamo amore e sesso: ci sono coppie che si separano pur avendo una grande intesa sessuale e altre coppie che stanno insieme nel più assoluto silenzio dei sensi, ma in questo caso i due sono frigidi insieme, non l'uno a danno dell'altro.
Lei sembra desiderare una vita sessuale più appagante. Il suo uomo risponde con una bugia che fa nascere sospetti: "ovviamente non abbiamo 20 anni, certi atteggiamenti cambiano".
Ma davvero qualcuno può credere che intorno ai cinquant'anni si produca un simile cambiamento?
Inoltre le ho già detto nell'altra risposta che l'affetto e la considerazione verso un partner si misurano, in questi casi, dal fatto di correre ai ripari e farsi curare.
Lei giustamente ha dei dubbi, ma purtroppo mette in atto due meccanismi psicologici idonei a confonderla.
Il primo è la correlazione, che non è per nulla diretta, tra legame sentimentale e attrazione sessuale: "Io si ho messo Inizialmente in dubbio i suoi sentimenti , proprio perché non capivo se il suo freno provenisse dall’ansia, o dal non sentire maggiore trasporto".
Ho detto sopra che amore e attrazione possono essere cose diverse... a meno che lei non sospetti che qui nemmeno di amore si tratta, ma di amicizia, affetto, stima, convenienza.
Il secondo meccanismo temo sia la solita auto-colpevolizzazione di certe donne, per cui pensano sempre, di fronte a disfunzioni sessuali e perfino a turbe della personalità del partner, di esserne responsabili. O peggio -sembra il caso della sua gelosia- si convincono di essere meno amabili di altre donne, e per questo il partner non le ama.
Lei teme di scoprire "che mi ama come persona ma non mi vede come donna".
Il non essere vista come donna, da chi dipenderebbe?
Non certo da lei, che è disponibile ad una vita sessuale normale e piacevole, mentre il suo uomo ha una sessualità, per così dire, anomala, o comunque non armonizzata, come dovrebbe avvenire, con le sue richieste.
Le avevo suggerito di chiedergli perché è finita la storia con la precedente compagna; a questo punto gli chiederei anche perché non si è sposato, non ha avuto figli, e ha conosciuto così tardi quello che definisce "il primo vero rapporto maturo".
Per non rispondere alle domande lui ha la scusa dell'ansia, che insorge guarda caso durante questi chiarimenti; ma lei come partner ha dei diritti, primo fra tutti quello di vedere che si sta curando, per amor suo, se non crede di doverlo fare per sé stesso.
Da questa somma di elementi oscuri emerge davvero una condizione ansiosa, ma non per lui, bensì per lei, che infatti scrive: "La mia paura più grande è quella di svegliarmi un giorno e capire che ho sbagliato a fidarmi".
Si svegli adesso. Se volete costruire qualcosa di veramente solido, una buona dose di sincerità e di generosità reciproca è necessaria.
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it