Utente
Gentilissimi Dottori,
Chiedo consulto a Voi perché mi trovo in difficoltà nella mia attuale relazione.
Io ho 30anni, dopo aver sostenuto l'esame di stato, da 4 anni collaboro con uno studio da libera professionista.
Da 3 anni ho una relazione stabile con M.
, che ha 40 anni e che professionalmente parlando non si trova affatto nella situazione che dovrebbe avere un uomo della sua età.
A 30 anni ha voluto iscriversi all'università per seguire una sua grande passione, storia del cinema, e nel frattempo ha avuto lavoretti saltuari.
Quando ci siamo conosciuti era in tesi per la magistrale, oggi 3 anni dopo, è tutt ora in tesi.
Dal punto di vista professionale non va meglio, in questi 3 anni l ho visto provare qualche lavoretto subito abbbandonato perché a suo dire troppo faticoso o non stimolante, per finire lo scorso anno che si è aperto partita iva e segue l attività di sua mamma (a mio avviso questa è stata per lui una scelta di comodo).
Ora, il suo impiego in questa professione, simil agente, è di circa 12 ore\settimana e lui dimostra zero interesse ad incrementare, dice che comunque il suo stipendietto lo porta a casa.
Nel resto del tempo si dedica al girdinaggio di casa o altre faccende a mio avviso inutili, non portando a termine la tesi che sarebbe già un bel capitolo chiuso.
Io di lui sono innamorata, nella mia precedente lunga relazione stavo con un ragazzo che pensava solo al lavoro e non c'era mai, con lui ho scoperto le gioie di una vera relazione condivisa, ma onestamente mi sto chiedendo se sarà mai possibile costruirsi un futuro con lui e la sua poca attitudine al lavoro e a fare la sua parte.
Io vivo da sola in un appartamento e mi mantengo, lui ormai da più di 1 anno convive con me ma non ha mai accennato al fatto di dividere le spese con me (lui ha un pezzo di casa vicino alla sua famiglia, e per lui di fatto ora ha 2 case, la sua e la mia, dove rientra la sera).
Io non voglio essere mantenuta sia chiaro, ma mi chiedo se con questa persona potrò mai costruire qualcosa...quando l'ho conosciuto sapevo della sua situazione ma mi diceva che voleva impegnarsi e io credo sempre che se uno vuole e si dà da fare non è mai troppo tardi nella vita...il punto è che lui mi dice che vuole una famiglia, ma in questi 3 anni di progressi ne ho visti ben pochi.
Non abbiamo più 20anni, anche io vorrei avere una famiglia, una casa mia...ma con lui così poco incline ho paura di fare un passo falso!! È avvilente per me lavorare sempre fuori casa 9 ore al giorno per poi telefonare a lui e sentire che o stava facendo il riposino o era in giardino a fare i lavori.
io ho provato a spronarlo in tutti i modi, gli ho espresso questi miei dubbi, ma non ci sono stati cambiamenti e onestamente inizio ad essere stanca.
spero di essere riuscita a far capire la mia insicurezza, il mio dubbio sull'affidabilità di quest uomo.
Ne avevo già parlato con la psicologa che mi ha seguiva tempo fa ma lei non approvava e mi diceva come potevo esserne innamorata... vi ringrazio molto

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
in un certo senso alla sua lettera, pur lunga e suggestiva, manca il nocciolo, ossia i fatti concreti, che lei omette anche a proposito di sé stessa: ha fatto l'esame di Stato, lavora come professionista... in quale campo?
Allo stesso modo, dice che il suo uomo segue l'attività della madre ma si impegna poco e ne ricava uno stipendio ridotto.
Ma qual è l'attività della madre? Se ha una piccola agenzia di servizi, non sarà domani una grande eredità, se invece ha un'industria, forse l'attuale disimpegno del suo partner si può spiegare: molti rampolli di famiglie ricche non hanno mai concluso nulla in vita loro, sapendo di poter contare su una rendita.
Altre omissioni che non permettono di capire bene la situazione riguardano l'impegno del suo partner nella casa che condividete: fa la spesa, prepara i pasti, si occupa insomma del ménage, o si limita a fare giardinaggio e quando lei torna a casa si trova tutto sopra le spalle? Che lui non contribuisca alle spese certo fa pensare che non si senta un convivente, ma un ospite...
E vengo ad una sua frase che mi sembra fondamentale: "il punto è che lui mi dice che vuole una famiglia, ma in questi 3 anni di progressi ne ho visti ben pochi".
In che senso, esattamente? Non ha mai definito un progetto di vita comune, o non ha mai definito quale professione vuole svolgere?
Perché vede, gentile utente, le due cose sono diverse. Noi in Italia siamo tranquillamente abituati a donne -anche giovani- che si sposano e smettono per sempre di lavorare, che abbiano o non abbiano figli, che si occupino o non si occupino del ménage familiare. Ma appena questa tendenza a non portare i soldi a casa riguarda invece un uomo, gridiamo allo scandalo.
A me sembra di capire che il suo partner manifesti interessi (la storia del cinema), svolga attività (quella di agente della madre, il giardinaggio, forse la lettura e lo studio) e abbia capacità affettive, tant'è vero che state insieme da tre anni.
Non si laurea e trascina in lungo la tesi: a che gli servirebbe la laurea, se non deve lavorare in quel settore? Non sarà il suo modo di farsi durare uno studio che lo appassiona? Naturalmente il discorso cambia, se non ha nemmeno sostenuto gli esami. Inoltre lei dice che si dedica ad "altre faccende a mio avviso inutili". Quali?
Lei conclude: "Ne avevo già parlato con la psicologa che mi ha seguiva tempo fa ma lei non approvava e mi diceva come potevo esserne innamorata..."
Non sarebbe stato più semplice per la psicologa fare almeno un colloquio col suo uomo, per appurare se semplicemente avete due visioni del mondo contrapposte, o se veramente lui è un nullafecente perdigiorno, a rischio di sprecare la sua vita?
Ci faccia sapere.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Gentile dott.ssa, grazie della sua risposta.Io sono commercialista,il mio compagno invece aiuta l'attività di sua madre di rappresentante di prodotti per parrucchieri. Quindi nessuna rendita certa futura anzi, dal momento che è lei a trovare i clienti e a gestirne le problematiche varie, mi domando davvero quando lei andrà in pensione se lui sarà in grado di gestire tale attività, dato ad oggi più dello stretto necessario non svolge e non si dimostra neppure interessato ad imparare o ad acquisire maggiore autonomia. Non è per gridare allo scandalo, ma nella mia impressione lui si appoggia sempre agli altri e si lascia trascinare, non è propositivo e questo mi lascia perplessa sul costruirci una famiglia insieme. La psicologa non mi aveva proposto tale opzione, e lui ha sempre rifiutato di voler iniziare un persorso a sua volta. Nel mio appartamento rientra alla sera, e se sono presente certo mi aiuta, al di là delle spese a cui non partecipa, salvo rare eccezioni. Tutto il giorno lo trascorre nella sua casa di famiglia,dove ha ricavato un monolocale,e vi si recaanche se non ha lavoro da svolgere o per scrivere la tesi. Quindi lì si dedica al giardinaggio (la sua.famiglia a mio avviso non aiuta perché si aspetta che lui curi sempre questo grande giardino) e il resto del tempo onestamente è improduttivo, per qualsiasi cosa ci mette molto più del tempo necessario. Sono più di 3 anni che deve scrivere solo la tesi e, pur non avendo appunto un impiego a tempo pieno, arranca nella stesura dei capitoli. Avendo inoltre pochissimi sbocchi professionali nemmeno poi cercherà lavoro in tale ambito, vuole portare a termine il percorso universitario e basta. Se io tiro fuori il discorso casa nuova (lui non lo fa) lascia cadere il discorso o si dice spaventato dal mutuo, salvo si tratti di ristrutturare il suo monolocale adiacente sua madre, quello lo considera già di più (ma non è ciò che vorrei io!). in tutti questi anni non ha risparmiato granché perché per musica,libri e piante non si fa mai riguardo. In tutto questo suo atteggiamento da bohèmien, il suo dirmi di voler diventare padre mi lascia basita e perplessa..onestamente io,che con le mie sole forze e facendo sacrifici, mi mantengo da sola mi domando se davvero sono io ad interpretare male la situazione o se devo riflettere bene prima di costruire qualcosa con quest uomo che non mi trasmette la sicurezza di sapere che sia io che il mio compagno siamo in grado di rimboccarci le maniche per la nostra famiglia. Ho provato a spronarlo in mille modi ma con zero risultati e non ne ho più nemmeno la voglia, se nemmeno la tanto da lui desiderata prospettiva di famiglia funziona..io capisco che sono più obiettiva e lui più sognatore, ma un uomo a 40 anni dovrà sapersi rispondere di cosa vuole vivere e che progetti abbia e come vuole realizzarli? Scusi per la prolissità, sono molto confusa. Grazie per l'ascolto

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
a questo punto lei ha molto meglio delineato la situazione.
Manca al quadro, che può destare in effetti delle perplessità, qualche tocco essenziale: quali sono gli aspetti positivi della vostra relazione, le affinità per le quali vi siete innamorati e state insieme.
Solo una terapia di coppia, a questo punto, potrebbe andare a fondo e cercare di fornirvi spiegazioni e soluzioni.
Sarebbe bene accedere a questa opzione, prima che il vostro rapporto si usuri in maniera irrimediabile.
Auguri; ci tenga al corrente.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#4] dopo  
Utente
La ringrazio molto Dottoressa, credo anche io sia necessario un confronto, un aiuto per la comprensione del nostro rapporto.
Spero accetterà e di riportarvi poi aggiornamenti positivi.
Grazie, un saluto

[#5]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
credo sarà più facile per il suo partner accedere a quello che lei giustamente chiama "un confronto, un aiuto" se lei gli farà notare i rischi della non comprensione reciproca, e anche il fatto che talvolta la dicitura "terapia di coppia", come nel vostro caso, è fuorviante.
Qui non si tratta infatti di curare persone o relazioni "malate", ma di ottenere uno sguardo di supervisione da parte di un esperto che vi permetta di capire cosa potete chiedere e ottenere l'uno dall'altro, e con quali modalità.
Ancora molti auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it