Utente
Salve Dottori.

Oggi vorrei esporre un mio problema piuttosto ricorrente nella mia vita e che si sta facendo sentire sempre di più.

Sembra che i miei genitori non vogliano accettare che io ormai sia cresciuto e che voglio anche una certa privacy e indipendenza, specialmente relazionalmente e sessualmente parlando.

Vogliono praticamente avere il controllo su ogni minimo passo che faccio o non faccio.

Non ho mai, e dico mai, portato guai in famiglia.
Loro stessi, parlando con altri, dicono sempre che sono un tipo responsabile.
Ma nella pratica, sono letteralmente appiccicosi.
Mi credono ancora un bambino di 11 anni.
E questo purtroppo lo posso constatare confrontando la mia situazione familiare con quella di altri miei coetanei.


Io, ragazzo di quasi 23 anni, sono letteralmente impossibilitato nell’uscire quando e con chi voglio io, al contrario dei miei coetanei.
Vogliono sapere sempre tutte le generalità delle persone con cui esco.
Molte volte mi chiedono pure cognomi e numeri di telefono.


Tutto ciò va inoltre in conflitto con il personale stile di vita che ho cominciato a svolgere recentemente, ovvero incontrare persone conosciute su app/siti di dating o semplicemente persone che conosco in generale, dato che credo di essere libero e adulto e ambisco personalmente ad avere una vita sessuale, cosa credo sia normalissima per un ragazzo di 23 anni.
Ma no, a quanto pare non posso.


Se esco e ancora alle 23:45 non sono a casa mi tempestano di chiamate e messaggi in modo ossessivo e compulsivo, causandomi molte volte anche vari imbarazzi.
Vogliono sapere dove sto, cosa sto facendo e tante volte vogliono perfino venire a prendermi personalmente, come se io fossi un bimbetto che non sa badare a me stesso.


Tutto questo si sta amplificando solo recentemente, ma in realtà dura da sempre.

Ho iniziato a fare esperienze amorose’ molto tardi rispetto alla media.

A 21 anni ho dato il mio primo bacio, per fare un po’ capire la situazione.


Tante volte mi sembra proprio che i miei genitori mi vogliano alienare dal resto del mondo e impedirmi di avere una vita sociale e sessuale con un minimo di privacy.
E il problema della privacy ce l’ho anche in casa stessa.
Hanno insomma in generale la convinzione che io debba fare sempre tutto insieme a loro e che io con loro debba condividere tutto, dalla prima all'ultima cosa.

Capita molto spesso che frughino tra le mie cose per svariati motivi.


Vorrei semplicemente essere più libero e indipendente, mentre invece ho sempre i miei genitori alle calcagne che vogliono la domanda in carta bollata pure per una mini-uscita di mezz’ora nei dintorni.

Vengo quasi preso in giro dai miei coetanei, evidentemente più, giustamente, liberi di me.
Io sto male così, specie per il fatto che la mia adolescenza non l’ho vissuta come vorrei aver avuto, probabilmente sempre a causa di questa presenza a dir poco insistente dei miei genitori.


Cosa posso fare per contrastare tutto questo?

[#1]  
Dr.ssa Valentina Sciubba

28% attività
20% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2012
Prenota una visita specialistica
Buongiorno,
esiste uno stratagemma terapeutico della terapia breve che agisce in modo indiretto e in casi analoghi si è rivelato efficace, oppure potrebbe risolvere il problema più direttamente con dialoghi simulati nello studio del terapeuta.

Personalmente valuto e propongo quale delle due strade scegliere. Esse comunque non sono incompatibili, anzi spesso conviene seguirle tutte e due.
cordiali saluti
Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
Terapia Breve strategico-gestaltica
www.valentinasciubba.it - Roma