Utente
Buonasera,
Ho 26 anni e da 7 sto insieme a un ragazzo della mia stessa età.
Lui è serio e buono, il classico bravo ragazzo.
È ingegnere informatico e lavora a dieci km da casa, vive coi suoi, che stanno in campagna con tutti i suoi parenti nelle case adiacenti.

Io sono interprete per il giapponese, e da un anno e mezzo (4 mesi dopo la laurea) ho trovato lavoro altrove (300km circa da casa).
Durante l'università abbiamo sempre parlato di famiglia e di come ci piacerebbe crearne una assieme.
Io ho anche sempre avanzato la probabilità che mi sarei dovuta allontanare da casa per riuscire a realizzarmi professionalmente, in quanto il giapponese non è una lingua richiestissima ma è la mia grande passione.
Lui mi ha sempre detto che si sarebbe spostato con me.
L'opportunità è arrivata e l'ho colta al balzo.
Da quel momento la relazione ha iniziato ad avere delle crepe, lui doveva ancora laurearsi ma il suo atteggiamento era già cambiato, facendomi capire e dicendo chiaramente che non si sarebbe mai trasferito, anzi avvicinandosi il momento della sua laurea non faceva altro che vantare le numerose offerte di lavoro che gli arrivavano senza dover fare la minima fatica.
Minimamente ha mai preso in considerazione la possibilità di stare con me.
Nonostante questo non manca di ricordarmi che mi vorrebbe là con lui, con i suoi affetti e i posti che ama.
Come se la responsabilità della nostra lontananza ricadesse solo su di me.
Eppure lui aveva la possibilità di scelta, poteva trovare lavoro ovunque, mentre io l'ho fatto per necessità.

Anche a me piacerebbe fare il lavoro per cui ho studiato dietro casa ma non è possibile.
Lui non comprende la fatica che c'è stata dietro al mio trasferimento, non ha mai avuto la necessità di pensare di doversi spostare.
Illusa io che pensavo di essere qualcosa di importante e di peso sulla bilancia.
Io prima o poi dovrò rinunciare a tutto pur di stare con lui.
Temo però di non sentirmi pronta.
Lui paragona tutto alla storia di sua sorella, dove lei si è trovata un ragazzo che fa qualsiasi cosa lei voglia.
Non credo sia un paragone calzante.
Se la nostra situazione fosse stata ribaltata, io per lui mi sarei spostata.
Lui dice di amarmi, io di fatto mi sento tradita.
Mi aveva fatto credere che sarebbe stato con me ovunque.
Quando è arrivato il momento si è tirato indietro...cosa dovrei fare?
Sono confusa...

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Cara utente,
come spesso succede, la vostra storia è cominciata troppo presto e si è svolta nella cornice routinaria di due giovanissimi che vivono ancora in famiglia.
La prima prova della tenuta adulta del vostro legame è arrivata con la laurea, l'inizio del lavoro, il suo trasferimento.
A volte si matura in tempi diversi: uno dei due è pronto per il volo nuziale, allontanamento da casa e creazione di una propria famiglia, l'altro ancora no.
A volte si hanno desideri e abitudini che non avevano mostrato la loro intensità finché non c'è stato il rischio di perderli: l'ambiente fisico, i legami familiari in cui il suo ragazzo è immerso.
A volte ci si sente sopraffatti dall'eccesso di iniziativa dell'altro, e si scopre di non potere o volere procedere allo stesso passo. Al proposito è indicativo il paragone che il suo ragazzo fa con il ragazzo della sorella, che non mi pare approvi. Lui non vuole essere come quello, vuole preservare i suoi spazi, i suoi tempi, la sua autonomia.
Una coppia è fatta di adattamenti, e quando ci si è messi insieme troppo giovani, questi adattamenti sono scossoni, in parallelo con le grandi trasformazioni della vita, passando da adolescenti ad adulti.
Molti non ce la fanno, e dopo logoranti discussioni, oppure in maniera fulminea, si lasciano. Altri hanno tanta paura del cambiamento da adattarsi a tutto, e la fine della storia arriva in maniera molto più drammatica dopo un matrimonio, figli, lunghi attriti.
Solo i più saggi si accorgono che sono arrivati ad un bivio inevitabile, nel processo di crescita personale, esistenziale e del rapporto.
Lei scrive: "Lui dice di amarmi, io di fatto mi sento tradita.
Mi aveva fatto credere che sarebbe stato con me ovunque.
Quando è arrivato il momento si è tirato indietro...cosa dovrei fare?"
Ma lui non ha tradito, ha solo capito meglio sé stesso... o sta cercando di farlo. Poteva succedere a lei di scoprire che un "bravo ragazzo serio e buono" risultasse insipido, di fronte all'avventura della vita. Ringrazi il cielo che le ha fatto scoprire in lui anche un uomo di carattere, non una creatura acquiescente senza proprie preferenze e volontà.
Datevi il tempo di condurre questo snodo esistenziale, osservando voi stessi e l'altro con attenzione, pazienza e amore.
Auguri. Ci tenga al corrente.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
La ringrazio della risposta dottoressa!
Spero che riusciremo a trovare la nostra strada...ci sono state molte discussioni tra noi sull'argomento ma spero che riusciremo alla fine a uscirne vincitori, assieme.
Vi terrò aggiornati.

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Molti auguri!
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