Utente
Salve sono un ragazzo di 23 anni, sono fidanzato da 3 mesi con una ragazza di 25 anni.
Lei fidanzata da molto tempo, io single, ci siamo conosciuti a lavoro ed alla fine lei si è lasciata (non provava più le stesse cose che provava prima con il suo ex fidanzato) e abbiamo cominciato a frequentarci.
Quando sono con lei sto benissimo e lei lo stesso con me, mi ha detto di essere innamorata e per quello che provo io quando sto con lei e per quello che sento prova lei, le credo.
Il problema serio si presenta quando lavoriamo, ho notato recentemente che lei guarda un collega, all'inizio ho pensato fosse solo una casualità, ma con il tempo mi sono fissato ed ho notato una grandissima frequenza e nella mia testa quegli sguardi non erano semplici sguardi.
Questo ha provocato in me tantissima ansia, frustrazione ed umiliazione e nonostante io cercassi di convincermi che fosse solo nella mia testa, non riuscivo a smettere di guardare cosa faceva lei e puntualmente la cosa risuccedeva.
Non riuscendo più a sopportare questo, le ho spiegato il problema e lei ha negato tutto, piangendo mi ha addirittura detto che non avrebbe più neanche parlato con questa persona.
Ad oggi purtroppo io continuo ad osservare come si comporta e noto ancora questo comportamento che genera in me un grandissimo conflitto interiore, perché credo alle sue parole e a quello che prova, ma noto tantissimo come lei guarda questa persona.
Questa situazione mi condiziona molto anche il lavoro, continuamente penso a questo e mi logoro.
Vorrei riuscire a capire perché lo fa, perché a prescindere da quello che la mia testa pensa io vedo questo comportamento.
Aggiungo che nella mia precedente relazione, successe la stessa cosa, forse anche più marcata ed è per questo che ho pensato il problema potesse derivare da me.
Con lei sto veramente bene, sono innamorato anche io e sto lottando per trovare una risposta a questo.

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
lei ci scrive che la sua ragazza guarda un collega.
Aggiunge: "con il tempo mi sono fissato ed ho notato una grandissima frequenza e nella mia testa quegli sguardi non erano semplici sguardi".
La ragazza, alle sue osservazioni, ha negato qualunque significato meno che lecito di quegli sguardi, addirittura ha pianto, ma lei continua ad osservarla, pur scrivendo "nella mia precedente relazione, successe la stessa cosa, forse anche più marcata ed è per questo che ho pensato il problema potesse derivare da me".
Come finì la sua precedente relazione?
Sarebbe il caso di farsi vedere di persona da uno psicologo che la sottoponga a qualche test, per vedere come mai una cosa innocente le crea tanto disagio da aggiungere: "Questa situazione mi condiziona molto anche il lavoro, continuamente penso a questo e mi logoro".
Meglio correre ai ripari. Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Salve, la ringrazio per la risposta, il problema è che questo comportamento si ripete frequentemente, non solo a lavoro, lei continua a dirmi che neanche se ne accorge ma io li vedo, è palese, sembra quasi abbia bisogno di cercare quelli sguardi e questo mi fa sentire umiliato e non riesco ad essere spontaneo, me stesso. Lei dice che questi sono atteggiamenti innocenti, perché una donna che dice di essere innamorata del suo compagno dovrebbe avere il bisogno di cercare altri sguardi? La mia precedente relazione fini che,dopo vari tentativi, dovetti lasciarla perché non riuscivo ad andare avanti. Ho preso appuntamento da uno psicologo, la mia paura è che nella mia testa non riesca a togliermi il pensiero che lei possa cercare altri sguardi, che quando è con me desideri altro.

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
lo psicologo con cui ha preso appuntamento troverà la strada per farle comprendere la natura delle sue preoccupazioni, e attenuarle.
Io glielo auguro vivamente.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it