Utente 107XXX
Mio figlio ha quasi 7 anni ed è gia', a mio avviso, TROPPO competitivo. Gia' all'età di 4 anni avevamo notato la sua voglia di primeggiare, ma pensavamo fosse una cosa passeggera; ora la situazione sta diventando insostenibile.
A scuola (frequenta la prima) è bravo ma se un compagno prende un voto piu' bello ... apriti cielo!! fa la faccia arrabbiata e poi a casa comincia ad urlare dicendo che le maestre non capiscono nulla. Assume un atteggiamento arrogante, da "saputello"; chiede delucidazioni su qualcosa e poi non aspetta nemmeno la fine della risposta, pensando di aver già capito tutto.
Con lo sport poi è peggio!!!! se ai giardinetti giocando a calcio la sua squadra perde, la colpa è sempre di qualcun'altro ed inveisce contro il malcapitato. Quando gioca a tennis, sport che adora, vuole assolutamente vincere.
Oggi, ad esempio, vedendo che stava per perdere la partita ha lanciato con rabbia la racchetta contro la rete. Mio marito ed io ci siamo vergognati da morire anche perchè il maestro ha detto che non lo vuole piu' allenare e non gli è mai capitato un ragazzino cosi', ha detto che è presuntuoso e crede già di saper fare tutto. Cme dargli torto!!!!

Nn sappiamo come fare. Sono anni che gli diciamo che l'importante è giocare e divertirsi e non vincere. Idem a scuola, continuamente gli ripetiamo che anche un sette è un bellissimo voto.< Nella vita troverà persone piu' brave e meno brave di lui e questo è normale. Nn sappiamo cme incanalare questa sua aggressività quand si sente perdente, anche xchè solitamente è un bambino educato, molto dolce e sensibile. Nn vgliam che cresca cn questa ansia da prestazione!!!!
Ringrazio in anticipo

[#1]  
Dr. Armando De Vincentiis

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Gentile signora vi è la probabilità che questa sua voglia di competizione sia solo il sintomo di un disagio che il piccolo vive più a livello profondo. Non è l'elemento "competizione" il nocciolo del problema ma il suo vissuto di frustrazione che evidenzia nelle esperienze che fa. A quella età, ovviamente, le sue dinamiche interiori sono fortemente legate a quelle della sua famiglia e, nell'intervento eventuale, questo non può non essere preso in considerazione. Prima che la cosa possa sfuggire di mano e che tenda a cronicizzare sarebbe bene rivolgersi ad uno psicologo che si occupi dell'età evolutiva, o un neuropsichiatra infantile. UN intervento di consulenza famigliare non dovrebbe essere comunque scartato.
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente 107XXX

La ringrazio per il suo intervento. Ci mettiamo in discussione cme genitori e sicuramente ci affideremo ad un cnsulente