Ex fidanzato problematico

Salve,
ho da poco (un paio di mesi) lasciato il mio ragazzo a causa dei suoi problemi comportamentali. A seguito di questo mi ha riferito di essersi rivolto ad uno psichiatra che gli ha prescritto lo zoloft. Ora insiste in maniera ossessiva nel voler tornare insieme, che senza di me la sua vita non ha senso e che se non torno con lui commetterà delle sciocchezze lasciando lavoro e famiglia. Questo dopo due mesi di terapia con lo psichiatra.
Volevo un consiglio su come comportarmi. Io non ho intenzione di reiniziare la mia storia con lui, ma vorrei comportarmi nel modo migliore per non peggiorare la sua situazione. Premetto che io non ho nessun modo per sapere se effettivamente si è rivolto ad uno psichiatra (in questo periodo sono all'estero per motivi di studio). Mi sono in realtà sorti dei dubbi nel momento in cui il mio ex fidanzato mi ha riferito che lo psichiatra lo esortava nell'insistere nella nostra relazione. Vorrei comunque avere un consiglio su come relazionarmi con lui. Meglio smettere ogni rapporto in modo che superi la nostra separazione e magari rischiare che commetta qualche sciocchezza o mantenere un rapporto con lui nonostante le sue richieste di continuare la relazione? premetto che nelle ultime discussioni con lui non sono mai riuscita ad avere un dialogo che andasse al di fuori del "tornare insieme".
Dopo quanto tempo una terapia con zoloft ha effetto? nel caso del mio ex fidanzato l'unico effetto che ho notato è stata una variazione del "disturbo comportamentale": prima era superconvinto di se fino al punto di trattarmi malissimo, ora invece è ossessionato dal fatto di avermi perso.
Ad ogni modo vorrei solo un consiglio sulla maniera di agire in modo da provocare meno danni possibili. Naturalmente risponderò alle vostre domande se ne volete porre.
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Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta 7,2k 225 108
Gentile ragazza, ritengo improbabile che lo psichiatra abbia esortato il suo ragazzo nell'insistere sulla relazione. Forse il suo ex potrebbe aver riportato e modificato un discorso diverso del tipo "ne parli con la sua ragazza per una possibilità di ricostruire qualcosa" forse più un consiglio del genere che un'esortazione ad insistere. purtroppo non ci sono regole fisse sul comportamente che lei potrà avere. Personalmente le consiglierei di non essere sempre presente e di mollare gradatamente per evitare che in lui si alimenti quella speranza di tornare con lei e che lo spinga ad insistere. Se il suo ex prende un antidepressivo dovrà attendere qualche settimana prima che questi cominci a fare effetto.
cordialmente

Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 296 182
Gentile ragazza, le terapie con antidepressivi come lo Zoloft iniziano a fare effetto dopo 3-4 settimane, ma non sempre passato questo periodo i sintomi depressivi si attenuano né, soprattutto, le ossessioni amorose scompaiono. Ad ogni modo è effettivamente sospetto che lo psichiatra gli abbia consigliato d'insistere con lei. Se lei lo ha lasciato a causa di problemi comportamentali è possibile che lui le abbia detto di essersi rivolto a uno specialista nella speranza che ciò potesse far cambiare il suo atteggiamento nei suoi confronti. Lo stesso dicasi per il mutamento di atteggiamento da aggressivo a disperato. Ma potrebbe anche esserci stato davvero.

La sua decisione di lasciarlo immagino sarà stata dolorosa, e tuttavia una decisione che avrà preso a ragion veduta, da persona adulta e responsabile. Quindi lei non può considerarsi responsabile per qualunque cosa il suo ex ragazzo decida di fare.

Se le attenzioni che il suo ex le rivolge malgrado i suoi continui rifiuti dovessero diventare estremamente fastidiose, anche se ovviamente c'è da augurarsi che non si debba arrivare a tanto, le rammento che con le leggi entrate recentemente in vigore lei ha la possibilità anche d'intervenire per via giudiziaria.

Attualmente è solo lui che la cerca, oppure anche lei a volte lo cerca?

Cordiali saluti

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

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dopo
Utente
Utente
Salve,
intanto ringrazio entrambi per la cortesia e la celerità della risposta.

Faccio un piccolo riassunto cronologico per rispondere alla domanda del Dr. Santonocito. scusatemi se mi dilungo ma magari così il quadro è un po' più completo.
Ho lasciato il mio ragazzo (lui 30 anni, io 25)intorno al 20 marzo e dopo 10 giorni di discussioni interminabili, culminate con lui che mi blocca la password della e-mail e del resto, ho deciso di interrompere ogni contatto consapevole del fatto che i suoi comportamenti derivassero da una sua "crisi". tra il 20 e il 30 lui mi aveva riferito di aver cominciato la cura presso lo psichiatra.
Dopo circa un mese di silenzio da parte mia (lui mi mandava qualche sms sporadico che diceva che era disperato per avermi perso e che mi amava tantissimo) mi sono fatta risentire per sapere come stava e con la speranza di un miglioramento(30 aprile). lui mi riferisce di star continuando la cura e che tutto procede per il meglio, ma dopo pochi giorni lui ha cominciato ad avere atteggiamenti ossessivi perchè io volevo comunque mantenere una certa distanza. Più io cercavo di allontanarmi più lui diventava insistente fino al punto di chiedergli di smetterla di sentirci, cosa che lo ha fatto arrabbiare (dicendo che mi comportavo male con lui, che lo trattavo male). Mi dice che è lui a non volermi sentire per due settimane per "riflettere" ma dopo pochi giorni di silenzio mi ricontatta. Non ho risposto ma lui ha continuato a conttattare in maniera insistente "obbligandomi" a rispondere.

Insomma...io vorrei fare la cosa migliore e uscire da questa storia facendolo accettare anche a lui, ma a dire il vero mi sento come un elefante in una cristalleria.

Come lei stesso ha detto lasciare il mio fidanzato è stata una decisione dolorosa, e il suo atteggiamento sta oltremodo minando la mia serenità. Non fa niente per cui sia necessario rivolgersi alle autorità, semplicemente il prolungamento di questa situazione mi sta turbando. Mi è stato più volte suggerito da amici di troncare definitivamente e che lui "si arrangi", ma rimane il fatto che è una persona a cui cmq sono stata legata per 4 anni e a cui ho voluto bene sul serio e mi sembra di abbandonarla ai suoi problemi.

Mi ha appena riferito che il 10 giugno la sua cura finisce e che lo psichatra gli ha detto che tutto quello che poteva fare lo ha fatto e che per lui la sua terapia è finita e che deve decidere da solo il suo percorso. A me pare che la terapia non sia neanche cominciata a dire il vero...

Dovrei parlare con la famiglia di lui? però nei 4 anni che siamo stati insieme lui è sempre stato considerato il figlio prediletto (e unico) che non faceva niente di male e io un'isterica.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 296 182
Le cure con questo tipo di antidepressivi sono efficaci solo se protratte per molto tempo - si parla di anni - quindi escludo che lo psichiatra possa aver concluso che la cura sia già terminata. Semmai potrebbe essersi reso conto di non poter far nulla per aiutarlo, ad esempio perché non si tratta di depressione ma di altro. Ma come vede siamo solo nel campo delle ipotesi. Che tuttavia mi orientano a pensare che si tratti di una scusa raccontata molto male.

Se i rapporti con la famiglia di lui erano del tipo che descrive, non credo ci sia alcuna utilità nel contattarla nell'immediato, almeno fino a quando (speriamo di no) i suoi comportamenti non dovessero superare la soglia della tollerabilità o addirittura se dovesse sentirsi minacciata.

Per inciso, non è per niente infrequente che i "figli prediletti" dai genitori cadano poi preda di situazioni come questa, abituati come sono ad aver sempre tutto.

Se lei sia un'isterica o meno io non posso saperlo, ma se è davvero intenzionata a interrompere questa storia facendo meno danni possibile, credo che dovrebbe evitare accuratamente di cercarlo ulteriormente. Non lo cerchi più e basta. Quando lui si farà vivo, il miglior modo per dissuaderlo e per fargli passare la "cotta" è lasciargli qualche tenue speranza, senza però soddisfarla mai. Ad esempio: "Ci vediamo?" - "Sì, ma non oggi, sono impegnata." In genere ricevere promesse che non vengono mai mantenute è una cosa che alla lunga stanca e abbassa il livello di fiducia che la cosa possa risolversi a proprio vantaggio, ed è probabile che alla fine smetta spontaneamente di cercarla. È importante però che non accetti nemmeno per una volta di dargli soddisfazione, altrimenti non farà altro che incoraggiarlo a insistere.

Ma ci vorrà del tempo e in ogni caso non è detto che funzioni. Come capirà, questo è un semplice suggerimento offerto in astratto, senza conoscerla né sapere nulla su di lei. Quindi lo prenda per ciò che è.

Ma tutto questo ovviamente dando per scontato che in cuor suo sia davvero finita... e questo solo lei può saperlo.

Se non riesce a ottenere niente, può sempre ricercare un aiuto specialistico di persona.

Cordiali saluti
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dopo
Utente
Utente

La ringrazio mille per i suggerimenti, proverò ad usare la tattica da Lei suggeritami.

Solo un'ultima domanda, cosa intende con la frase "Se non riesce a ottenere niente, può sempre ricercare un aiuto specialistico di persona."? dovrei rivolgermi io ad uno psicoterapeuta per risolvere i problemi del mio ex? Come potrebbe fare qualcosa questo specialista anche se mi io mi ci rivolgessi e non è la persona "da curare" a richiedere aiuto?
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 296 182
No, intendevo una cosa meno intuitiva, ma della quale lo psicologo è in grado di occuparsi: aiutare lei a trattare il suo ex. Ovvero, la stessa cosa che ha chiesto a noi qui.

Cordiali saluti
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dopo
Utente
Utente

D'accordo. Grazie mille del suo aiuto.
Mi auguro che il suo suggerimento sia sufficente.
Le auguro buona giornata e buon lavoro.

Cordiali saluti
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Dr. Daniel Bulla Psicologo, Psicoterapeuta 3,6k 207 56
Gentile Utente,
quando una persona lascia il proprio partner, il "lasciato" solitamente si sente molto ferito (anche se la storia prima della rottura non era rose e fiori) e mette in atto comportamenti di ricerca attiva: telefona, manda sms, mail, si presenta sotto casa della fidanzata, ecc.

Quindi, questi comportamenti sono piuttosto "normali". Ma leggendo la Sua mail iniziale sembra che le cose che fa il suo ex (posso chiamarlo così?) a Lei turbino in modo particolare, tanto che in primis mi sono immaginato un ragazzo aggressivo e molto disturbato.

Poi, andando avanti con i Suoi racconti, emerge secondo me un'altra ipotesi: io penso che Lei non riesca a gestire bene il senso di colpa che le viene quando si trova davanti (o al telefono) questo ragazzo insistente. E' questo che la fa sentire turbata, e soprattutto impotente: infatti Lei si chiede "Cosa posso fare per far smettere al mio ex di fare x,y,z?"

E' chiaro che lui sta utilizzando ogni mezzo pur di convincerla a tornare indietro, come il manipolare le cose che probabilmente gli ha detto lo psichiatra, ma qual'è il vero problema? Quanto tempo LEI è disposta ad accettare che questo ragazzo le comunichi quanto sta male?

Per cui io, se fossi in Lei, inizierei a pensare meno allo Zoloft ed allo psichiatra del suo ex, ma di più al mio futuro.

Se lei ha deciso, vada avanti su questa strada. Se il ragazzo sta male saranno i suoi famigliari ad aiutarlo ed a prendersene carico.

Ma non si aspetti che questo ragazzo magicamente stia meglio e smetta di farla sentire in colpa.

Cordialmente

Daniel Bulla

[#9]
dopo
Utente
Utente
Le do ampiamente ragione, il mio ex si sta assolutamente approffitando dei miei sensi di colpa e dell'affetto che è rimasto dopo una storia di 4 anni.

Quello che d'altra parte dico è come faranno i suoi genitori ad aiutarlo se mai si sono accorti dei suoi problemi? o anche se se ne sono accorti hanno chiuso entrambi gli occhi?

Stavo cercando una sorta di alternativa tra fare il meglio per me e l'abbandonarlo ai suoi problemi.

Speravo quindi che un esperto del settore fosse in grado di suggerirmi una strada che da sola non vedevo, per riuscire a fare del bene ad entrambi.

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dopo
Utente
Utente

sicuramente non dovrei essere io la persona che cerca di risolvere i suoi problemi, dovrebbero essere la sua famiglia, i suoi amici, uno specialista.

ma se questo aiuto lui non lo ha, è giusto che pure io lo abbandoni ai suoi problemi senza cercare di fare qualcosa?

Anche se sarà sicuramente vero che non sempre possiamo fare il meglio per noi stessi e contemporaneamente il meglio per qualcun altro.
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Dr. Daniel Bulla Psicologo, Psicoterapeuta 3,6k 207 56
Io la capisco perfettamente, ma e se fosse che Lei in questo momento non è la persona più indicata ad aiutarlo?

Provi a contattare qualche amico che avete in comune
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dopo
Utente
Utente
Sono consapevole di non essere la persona più adatta ad aiutarlo. Se sapessi che lui ha un supporto adatto fra familiari o amici mi farei sicuramente da parte.
Ma per come lo conosco non me la sento di escludere la possibilità che lui faccia veramente le cose che dice di voler fare.
Purtroppo si è sempre circondato di persone molto superficiali che lui chiama amici ma in realtà nessuno di questi ha la minima idea di come lui sia fatto realmente. Lui ha sempre e solo fatto in modo che venisse considerato forte, spavaldo, senza paure e senza bisogno di nessuno. E nessuno si è mai interessato ad andare oltre questa maschera. quindi non credo sia il caso di contattarli.

Lui mi ha riferito di essersi confidato con una amica da quando ci siamo lasciati ma io non la conosco. Dovrei provare a mettermi in contatto con lei? non ho idea di cosa lei sappia o di che tipo di persona sia

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Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta 7,2k 225 108
Gentile ragazza, fin quando lei continuerà ad essere preoccupata sulla cosa migliore per il suo ex ragazzo e quest'ultimo lo capirà in qualche modo, continuerà ad alimentare il suo atteggiamento e non avrà mai la possibilità di allontanarlo. Se ha deciso di mollarlo e andare avanti per la sua strada non può continuare a fargli da mammina e ad essere preoccupata per lui. Se lei contatta un vostro amico in comune per un'ultima volta ok ma non deve contattare questa sua nuova amica. Come crede che possa interpretarlo il suo ex ragazzo questo se non come un suo interesse? E pensa davvero di potersi fidare di questa sulla sua discrezione? e se lei non la conosce dovrebbe cercare da qualcuno il modo di contattarla e questo non arriverebbe al suo ex?
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dopo
Utente
Utente
Si, posso contattarla senza che lui lo sappia senza problemi ma ovviamente non sono sicura di poter contare sulla sua discrezione, come del resto non posso farlo con nessuna delle conoscenze che ho in comune con il mio ex fidanzato, dato che sono solo conoscenti per l'appunto. Quindi chiunque io contatti il discorso è il medesimo.

Mi resta solo da sperare che le mie preoccupazioni sul mio ex siano esagerate, che non porti a termine ciò che ha minacciato e che qualcun'altro se ne accorga e se ne occupi.

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dopo
Utente
Utente
Vi ringrazio molto per il tempo dedicatomi e la professionalità delle risposte.

Cordiali saluti
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Dr. Daniel Bulla Psicologo, Psicoterapeuta 3,6k 207 56
"che non porti a termine ciò che ha minacciato"

Allora l'alternativa sarebbe rimettersi con lui così non si fa del male? E quanto durereste?

Siccome insisto, mi perdoni, sul fatto che più che preoccupata per lui mi sembra adesso terrorizzata per come potrebbe sentirsi LEI se il suo ex dovesse farsi del male, una soluzione drastica secondo me ci sarebbe: affrontare i familiari di lui, dire a loro che lui vuole farsi del male, che lei non se la sente più di stare vicino a questo ragazzo, ma che è preoccupata per lui, per cui chiedere a loro di intervenire.

Suona un po' come uno scarica-barile, vero?

In caso contrario rimane l'auto-gestione dei suoi sensi di colpa...
[#17]
dopo
Utente
Utente
assolutamente no, il mio ritorno con lui e' assolutamente fuori questione. Dopo queste minaccie è ancor di più fuori questione...e lo era già molto prima.

Resta il problema di come gestire un ex fidanzato che minaccia gesti eccessivi. I miei sensi di colpa sono il problema minore, nel senso che sicuramente ne proverei se lui arrivasse ad un gesto simile ma credo che sarei in grado di gestirli e superarli (e in caso contrario mi rivolgerei io stessa ad un terapeuta, ma ora non è questo il mio problema).

Ora, dai differenti specialisti che hanno cortesemente risposto al mio messaggio mi è stato consigliato
1)di non informare i genitori (in quanto fino ad adesso non hanno voluto vedere la situazione e quindi secondo me andrebbero solo a riferire a lui del mio avvertimento e secondo me sarebbe ancora peggio)
2)di non informare amici suoi se non posso confidare nella loro discrezione (e dato che sono solo miei conoscenti non so quanto mi posso fidare)

quindi non ho idea di che fare.
Per il resto del suo discorso sinceramente non credo sia così anormale essere preoccupata se il mio ex fidanzato dichiara di desiderare solo di voler porre fine alla sua vita. Sto solo cercando una via per evitare che accada una cosa simile. Poi, per carita', se lui arrivasse lo stesso ad un gesto simile me ne farei sicuramente una ragione (non è comunque colpa mia se lui ha questi problemi e per di piu` vive con i suoi genitori che hanno sicuramente piu' opportunità di me di auitarlo). Ma non fare niente per evitare che lui arrivi ad un gesto simile mi sembra sbagliato. Solo che mi è stato sconsigliato di avvisare le persone a lui vicine e quindi non so davvero come muovermi. Per di piu' se lui venisse a sapere che ho avvisato i suoi ho pure paura di una sua ritorsione in qualche modo (ad esempio come quando mi ha bloccato la mail, ed essendo io all'estero per motivi di studio è un grosso problema dato che le mie comunicazioni ufficiali con le università avvengono tramite questa). Insomma non voglio neanche che il mio tentativo di auitarlo mi porti altre conseguenze dopo tutto quello che già ho passato.

Magari per voi sembra una situazione davvero molto semplice da gestire ma a me non appare davvero tale.
Se si potesse mi verrebbe da dirvi "si chiama X Y, vive a Z, ed ha bisogno del vostro aiuto". ma non posso ne fare io questo, ne voi andare di vostra iniziativa (se anche ne aveste voglia).
Sinceramente non fare nulla in questo momento mi da l'idea di "fregarmene", cosa che come ho giá detto mi sembra sbagliata. Stessa cosa se venisse un amico a dirmi di avere gli stessi intenti e io non facessi nulla.
Non sono terrorizzata per i miei possibili sensi di colpa, sono pure arrabbiata con lui per avermi messa in sta situazione, ma ci sono e ritengo doveroso agire in una qualche maniera.

Davvero trovate così esagerati i miei discorsi?

Scusatemi se mi sono dilungata in questa maniera.
[#18]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 296 182
> 1)di non informare i genitori (in quanto fino ad adesso
> non hanno voluto vedere la situazione e quindi secondo me
> andrebbero solo a riferire a lui del mio avvertimento e
> secondo me sarebbe ancora peggio)

Se lei rilegge ciò che le ho scritto, si renderà conto che io le ho suggerito di non ricontattare la famiglia di lui, dati i cattivi rapporti, ma SOLO se la cosa non diventasse oggettivamente preoccupante, o per l'incolumità di lui o per la sua stessa incolumità.

Chi può valutare quando la cosa diventa "oggettivamente preoccupante"? E qui veniamo al dunque:

> Non sono ["solo sono", mi pare volesse scrivere]
> terrorizzata per i miei possibili sensi di colpa,
> sono pure arrabbiata con lui per avermi messa in sta
> situazione, ma ci sono e ritengo doveroso agire in una
> qualche maniera.

E quindi, le domando, chi le sembra che a questo punto avrebbe più bisogno di un aiuto psicologico URGENTE, lei o il suo ex?

Cordiali saluti
[#19]
dopo
Utente
Utente
no, volevo proprio scrivere "NON SONO terrorizzata per i miei possibili sensi di colpa", anche perche' non mi ritengo colpevole di quello che lui sta facendo.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 296 182
Bene, prendo atto di ciò che ha scritto, ma allora qual'era il senso della parola "pure" nel suo discorso? Perché così com'è scritto, è incomprensibile.

Devo confessarle che a questo punto il ruolo della colpa qui mi è poco chiaro. Prima scriveva:

> Le do ampiamente ragione, il mio ex si sta assolutamente
> approffitando dei miei sensi di colpa

Quindi lasciando intendere che la colpa fosse un tema assolutamente importante. Poi procede al contrario, sminuendone ripetutamente l'importanza.

Ma allo stesso tempo ammette:

> Sinceramente non fare nulla in questo momento mi da
> l'idea di "fregarmene", cosa che come ho giá detto mi
> sembra sbagliata.

Allora, se non si tratta né di amore né di colpa, eppure sta così male, chi a questo punto ha più bisogno di un aiuto psicologico urgente, lei o il suo ex?

Cordiali saluti
[#21]
dopo
Utente
Utente
D'accordo. Smettero' di cercare dare una mano al mio ex e cerchero' di superare questo mio stato d'animo. Credo sia dovuto ad una serie di concause (un insieme di "fattori stressanti") che mi hanno portato a dar troppo peso agli eventi e un eccessiva preoccupazione. Nel caso mi accorgessi di non riuscire a superare in breve tempo la cosa seguiro' il suo consiglio.
Grazie mille
[#22]
dopo
Utente
Utente
la ringrazio di aver insitito. grazie a lei ho compreso l'origine del mio star male, che effettivamente non ha nulla a che fare con il mio ex ed l'attuale situazione, ma ad una serie di eventi passati che evidentemente non avevo superato e sono riemersi in questa situazione.

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