Più tac e pet in pochi mesi
Gentili dottori,
Avrei necessità di sottoporvi la mia situazione al fine di poter avere chiarimenti a riguardo. Ho 48 anni.
Da giugno 2025 ad oggi, a causa di embolie polmonari bilaterali non diagnosticate da subito, ho dovuto effettuare i seguenti esami:
- tac torace con e senza contrasto III dose
- tac torace con e senza contrasto III dose dopo 15 GG
- tac addome senza contrasto III dose
- PET-tac low dose
- agobiopsia polmonare tac guidata
- Angiotac III dose con e senza
contrasto
- tac torace alta risoluzione III dose
senza contrasto
A breve dovrò ripetere l'angiotac di controllo.
Vorrei gentilmente avere un vostro parere.
Sono fortemente preoccupata per le radiazioni che posso avver assimilato in seguito a tutti questi esami, avendoli anche eseguiti in tempi brevi.
So che se necessari vanno eseguiti e che il beneficio supera il rischio ma vorrei capire, nel mio caso, se il rischio è elevato.
Se fossero necessari controlli futuri andrei ad accumulare altre radiazioni, dato che si parla di un limite max di 100 msv, è possibile sapere approssimativamente a quanti potrei averne presi io? E non mi è chiaro se questo limite si riferisce ad un anno o a tutta la vita?
Vi ringrazio e confido vivamente in una vostra cordiale risposta in
Avrei necessità di sottoporvi la mia situazione al fine di poter avere chiarimenti a riguardo. Ho 48 anni.
Da giugno 2025 ad oggi, a causa di embolie polmonari bilaterali non diagnosticate da subito, ho dovuto effettuare i seguenti esami:
- tac torace con e senza contrasto III dose
- tac torace con e senza contrasto III dose dopo 15 GG
- tac addome senza contrasto III dose
- PET-tac low dose
- agobiopsia polmonare tac guidata
- Angiotac III dose con e senza
contrasto
- tac torace alta risoluzione III dose
senza contrasto
A breve dovrò ripetere l'angiotac di controllo.
Vorrei gentilmente avere un vostro parere.
Sono fortemente preoccupata per le radiazioni che posso avver assimilato in seguito a tutti questi esami, avendoli anche eseguiti in tempi brevi.
So che se necessari vanno eseguiti e che il beneficio supera il rischio ma vorrei capire, nel mio caso, se il rischio è elevato.
Se fossero necessari controlli futuri andrei ad accumulare altre radiazioni, dato che si parla di un limite max di 100 msv, è possibile sapere approssimativamente a quanti potrei averne presi io? E non mi è chiaro se questo limite si riferisce ad un anno o a tutta la vita?
Vi ringrazio e confido vivamente in una vostra cordiale risposta in
La sua preoccupazione riguardo all'esposizione alle radiazioni derivante dai numerosi esami diagnostici è comprensibile. Cercherò di fornirle una stima approssimativa e chiarimenti.
Stimare con precisione la dose di radiazioni assorbita richiede informazioni specifiche su ogni esame (protocollo utilizzato, marca della TAC, ecc.), che non sono disponibili. Tuttavia, posso fornire una stima basata sui valori tipici:
- TAC Torace con contrasto (III dose): Circa 5-10 mSv per esame. Ne ha fatti 2.
- TAC Addome senza contrasto (III dose): Circa 5-10 mSv per esame. Ne ha fatto 1.
- PET-TAC low dose: Circa 5-8 mSv per esame. Ne ha fatto 1.
- AngioTAC: Circa 10-20 mSv per esame. Ne ha fatto 1 e ne farà un altro.
- TAC Torace Alta Risoluzione (III dose): Circa 3-7 mSv per esame. Ne ha fatto 1.
- Ago-biopsia polmonare TAC guidata: La dose di radiazioni è minima, generalmente inferiore a 1 mSv, e spesso trascurabile rispetto alle TAC.
Sommando le stime minime e massime:
Stima minima: (5+5+5+5+3) * 2 + 10 = 43 mSv
Stima massima: (10+10+10+20+7) * 2 + 10 = 104 mSv
Quindi, la dose totale stimata si aggira tra circa 43 mSv e 104 mSv.
Il limite massimo di 100 mSv si riferisce alla dose efficace annua raccomandata per il pubblico in generale, al di fuori di specifiche giustificazioni mediche. Non è un limite per tutta la vita, ma annuale. Tuttavia, per i professionisti esposti a radiazioni (come i radiologi), il limite annuo è di 20 mSv, mediato su 5 anni, con un massimo di 50 mSv in un singolo anno.
La sua esposizione, sebbene significativa a causa della necessità clinica, rientra in un intervallo che richiede valutazione del rapporto rischio/beneficio, ma non è necessariamente considerata estremamente alta in contesti di indagini complesse e ripetute. La decisione di eseguire ulteriori esami deve sempre basarsi sulla necessità clinica, valutando i benefici diagnostici rispetto al rischio di esposizione alle radiazioni.
Stimare con precisione la dose di radiazioni assorbita richiede informazioni specifiche su ogni esame (protocollo utilizzato, marca della TAC, ecc.), che non sono disponibili. Tuttavia, posso fornire una stima basata sui valori tipici:
- TAC Torace con contrasto (III dose): Circa 5-10 mSv per esame. Ne ha fatti 2.
- TAC Addome senza contrasto (III dose): Circa 5-10 mSv per esame. Ne ha fatto 1.
- PET-TAC low dose: Circa 5-8 mSv per esame. Ne ha fatto 1.
- AngioTAC: Circa 10-20 mSv per esame. Ne ha fatto 1 e ne farà un altro.
- TAC Torace Alta Risoluzione (III dose): Circa 3-7 mSv per esame. Ne ha fatto 1.
- Ago-biopsia polmonare TAC guidata: La dose di radiazioni è minima, generalmente inferiore a 1 mSv, e spesso trascurabile rispetto alle TAC.
Sommando le stime minime e massime:
Stima minima: (5+5+5+5+3) * 2 + 10 = 43 mSv
Stima massima: (10+10+10+20+7) * 2 + 10 = 104 mSv
Quindi, la dose totale stimata si aggira tra circa 43 mSv e 104 mSv.
Il limite massimo di 100 mSv si riferisce alla dose efficace annua raccomandata per il pubblico in generale, al di fuori di specifiche giustificazioni mediche. Non è un limite per tutta la vita, ma annuale. Tuttavia, per i professionisti esposti a radiazioni (come i radiologi), il limite annuo è di 20 mSv, mediato su 5 anni, con un massimo di 50 mSv in un singolo anno.
La sua esposizione, sebbene significativa a causa della necessità clinica, rientra in un intervallo che richiede valutazione del rapporto rischio/beneficio, ma non è necessariamente considerata estremamente alta in contesti di indagini complesse e ripetute. La decisione di eseguire ulteriori esami deve sempre basarsi sulla necessità clinica, valutando i benefici diagnostici rispetto al rischio di esposizione alle radiazioni.
Dr. Luigi Beviglia
Specialista in Radiologia
Specialista in Biologia Clinica
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Utente
Egregio dott. Beviglia,
Innanzitutto vorrei ringraziarla immensamente per aver cortesemente risposto alla mia richiesta.
Se possibile, vorrei approfittare ancora della sua gentilezza per chiarire qualche altro mio dubbio.
Ho effettuato gli esami che le ho esposto in due ospedali differenti ma so che entrambi sono provvisti di macchinari TAC 128 strati di ultima generazione. Potrebbe influire positivamente sull'emissione di radiazioni? Anche la prossima angiotac polmonare verrà effettuata con un macchinario a 128 strati. Il fatto di averli fatti in 6 mesi li rende più pericolosi rispetto ad un tempo più dilazionato?
Le TAC con mezzo di contrasto, che con la prossima saranno in tutto 4, sono state effettuate in due fasi, prima senza e poi con contrasto. Uno dei radiologi che mi ha fatto questi esami mi ha detto che le dosi di radiazioni vengono raddoppiate. Quindi è come se avessi fatto due tac insieme o c'è una sorta di bilanciamento durante lo svolgimento?
Quando dice che la mia esposizione rientra in un intervallo per la valutazione del rischio/beneficio, cosa intende precisamente? Io spero vivamente, con la prossima angiotac polmonare, di essere arrivata al termine delle mie indagini, che si concluda finalmente tutto e, quindi, che non ci sia più la necessità di farne altre. Al contrario cercherò di farmi prescrivere una TAC low dose.
Mi scusi dottore se mi sono dilungata così tanto, ma ho bisogno di risposte per sentirmi più serena, pur capendo l'importanza degli esami. La ringrazio in anticipo se vorrà rispondermi.
Innanzitutto vorrei ringraziarla immensamente per aver cortesemente risposto alla mia richiesta.
Se possibile, vorrei approfittare ancora della sua gentilezza per chiarire qualche altro mio dubbio.
Ho effettuato gli esami che le ho esposto in due ospedali differenti ma so che entrambi sono provvisti di macchinari TAC 128 strati di ultima generazione. Potrebbe influire positivamente sull'emissione di radiazioni? Anche la prossima angiotac polmonare verrà effettuata con un macchinario a 128 strati. Il fatto di averli fatti in 6 mesi li rende più pericolosi rispetto ad un tempo più dilazionato?
Le TAC con mezzo di contrasto, che con la prossima saranno in tutto 4, sono state effettuate in due fasi, prima senza e poi con contrasto. Uno dei radiologi che mi ha fatto questi esami mi ha detto che le dosi di radiazioni vengono raddoppiate. Quindi è come se avessi fatto due tac insieme o c'è una sorta di bilanciamento durante lo svolgimento?
Quando dice che la mia esposizione rientra in un intervallo per la valutazione del rischio/beneficio, cosa intende precisamente? Io spero vivamente, con la prossima angiotac polmonare, di essere arrivata al termine delle mie indagini, che si concluda finalmente tutto e, quindi, che non ci sia più la necessità di farne altre. Al contrario cercherò di farmi prescrivere una TAC low dose.
Mi scusi dottore se mi sono dilungata così tanto, ma ho bisogno di risposte per sentirmi più serena, pur capendo l'importanza degli esami. La ringrazio in anticipo se vorrà rispondermi.
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 40 visite dal 25/02/2026.
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