Utente 193XXX
Accuso dolori persistenti in tutta la schiena (soprattutto cervicali e lombari)da moltissimo tempo (circa vent'anni). Attualmente ho 36 anni e la situazione si è particolarmente aggravata, soprattutto per quanto riguarda il rachide cervicale. Accuso dolori persistenti e molto fastidiosi, indebolimento, sonnolenza e malessere generale. Di recente sono stato colpito da vertigini. In merito ho eseguito tutti gli esami relativi al padiglione auricolare (esame oto-vestibolare e risonanza magnetica compresi) con esito assolutamente negativo. In sostanza è quasi certo che anche le vertigini dipendano dalla mia grave cervicalgia.
Premesso che pratico da sempre ogni tipo di sport e che non ho mai subito traumi specifici (quindi penso si tratti di un purtroppo naturale fenomeno degenerativo della mia struttura), vorrei sapere se esistono rimedi efficaci sia per il dolore che per la degenerazione.
Riguardo alle cause rappresento che ho appena effettuato un gran numero di esami ematici per verificare l'eventuale presenza di artriti o malattie reumatiche, con esito negativo. Analogamente negativo è l'esito della RMN al rachide cervicale.
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Marcelli

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Gentile utente,
lei riferisce dolore cronico al rachide, soprattutto cervicale, che non può però essere attribuito a fenomeni degenerativi (RMN negativa). D'altro canto, anche gli altri sintomi riferiti (sonnolenza, indebolimento e malessere generale) sono difficilemente correlabili.
In particolare, la vertigine (se per vertigine intendiamo la rotazione dell'ambiente e/o del soggetto) contrariamente a quanto si crede non può essere in alcun modo correlata all'artrosi cervicale. Se crede, ne descriva meglio le caratteristiche (tipo, durata, modalità di insorgenza, eventuali disturbi uditivi associati) e potremmo avere le idee più chiare.
Unico consiglio: escluda una sofferenza dell'articolazione temporo-mandibolare.
Ci faccia sapere.
Vincenzo Marcelli

[#2] dopo  
Dr. Daniele Tonlorenzi

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Gentile paziente, il movimento (e la postura statica) è il risultato di un'integrazione sensorio-motoria. Quindi il cervello, a tutti i suoi livelli (con compiti specifici) raccoglie le informazioni sensoriali (vista, vestibolo, trigemino, fusi neuromuscolari, articolari, ecc) e li elabora. Da questa elaborazione manda impulsi motori anche per postura cervicale. Se queste informazioni sensoriali sono alterate il collo assume atteggiamenti "di compenso" e si possono presentare sintomi all'apparenza non correlati. Il Dr. Marcelli non se la prenderà se il mio punto di vista non collima perfettamente con il suo, ma alcuni studi indicano che la prevalenza di sintomatologia dell'orecchio nella popolazione (vertigine, tinnito, ecc.) varia dal 10% al 31%, ma aumenta fino all’85% nei pazienti con disordini temporomandibolari. Sempre tenendo conto che quando un paziente parla di vertigine si deve sempre chiarire visto la terminologia complessa (vertigine, dizziness, oscillopsia, disequilibrio) che spesso rende difficile il rapporto tra specialista e paziente. Lo studio è una revisione della letteratura. Anche un difetto di visione va ricercato perché può essere alterata una via nervosa che si chiama cefalo-oculo-motoria.
Saluti
Dr Daniele Tonlorenzi Prof A.C. "Fisiologia e patologia della postura e del movimento"
Laboratorio del movimento e della postura Direttore Prof Marcello Brunelli Dipartimento di Fisiologia "Giuseppe Moruzzi" Università di Pisa
http://www.medicitalia.it/dtonlorenzi/curriculum