Utente
Buon giorno,

ho un calcolo di ossalato di calcio in vescica, delle dimensioni di 4 cm.

Come faccio a sapere che è di ossalato?
Semplice: lo "scienziato" che mi ha fatto una cistolitotrissia a settembre scorso me lo ha detto; quello che non mi ha detto è che ne aveva lasciato metà dentro. Un vero affare.


Adesso, dopo il periodo di blocco causa coronavirus, sto cercando di farmi ripetere la procedura, però ho sentito un parere secondo il quale andrebbe usata, invece di quella laser, la metodica pneumatica "perché se no ci si mette troppo tempo".
A parte la discutibilità di questa affermazione, che non condivido (anche perché il tempo in cui ho versato tasse e contributi non si misura ad ore ma a decenni... ) , mi chiedo: che fare?


La risposta va ricercata nelle possibili complicanze dell'operazione: sono più o meno probabili e/o gravi con una metodica o con l'altra?
Vi chiedo di spiegarmi, cortesemente, i pro ed i contro dell'una e dell'altra possibilità.
E poi: con un calcolo di queste dimensioni quanto posso andare avanti ancora senza che la situazione diventi significativamente più rischiosa di quanto già non sia?


Cordialmente...

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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Un calcolo di 4 cm è certamente da considerare molto voluminoso. Fino a 20 anni fa era quasi indiscutibile che l'intervento chirurgico (tra l'altro molto semplice e voeloce) sarebbe stata la soluzione più congrua. Oggi però la chirurgia tradizionale è quasi passata del tutto di moda e ci si trova impegnati a cercare di risolvere situazioni complesse con mezzi talora non perfettamente adeguati. La frammentazione di una calcolo così grande con la pinza meccanica non è ovviamente proponibile. Le energie a disposizione sono quindi il laser Olmio ed il litotritore balistico. Entambi dovrebbero essere a disposizione in un centro di riferimento per il trattamento della calcolosi urinaria.Il litotritore balistico può essere più veloce, ma mobilizzando più frammenti rischia a nostro parere di indurre un sanguinamento che, seppure modesto e non pericoloso, infastidisce parecchio la visione. Questo non succede con il laser. In ogni caso si tratta di interventi molto lunghi, sebbene minimanente invasivi, che impegnano quindi parecchio la strutture e ... la pazienza dell'operatore (particolare questo di non secondaria importanza). A chi come noi si occupa da decenni di questi problemi è certamente accaduto abbastanza sovente di impegnarsi in queste "battaglie" e non ci stupiamo che situazioni particolari necessitino di essere risolte in due tempi (mai più di due però). Parimenti, l'operatore esperto ha quotidianamente occasione di vedere i calcoli da vicino ed è pertanto in grado di riconoscerne "ad occhio" la composizione, non si deve stupire di questo. In conclusione, possiamo confortarla sul fatto che lei non si trova oggi in una situazione pericolosa, siamo certi che un nostro Collega con una buona esperienza sarà in grado di completare e risolvere la sua situazione. Da quel momento in avanti bisognerà valutare attentamente il perché il calcolo si sia formato e prendere provvedidimenti perché non si riformi. Ma questo è un altro discorso.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio sentitamente,

dottor Piana, per la cortese, esauriente, sollecita risposta al mio quesito.

Lei comprende, per esperienza professionale, che ovviamente in queste condizioni la mia vita quotidiana soffre di pesanti limitazioni: non posso neppure chinarmi - che so, per prendere un oggetto che si trovi su una sedia - senza provare dolore per la interferenza del calcolo con le pareti della vescica; oppure il semplice camminare induce, ad ogni passo, una fitta di dolore che, per quanto sopportabile, alla lunga finisce per esasperarmi e sfinirmi.

Purtroppo i tempi per una risoluzione del problema sembrano non essere rapidi: a causa delle devastazioni nell'organizzazione delle operazioni, indotte dai problemi correlati al coronavirus, si tratta di aspettare mesi, ed è una prospettiva che francamente mi preoccupa non poco, anche perché nel frattempo il calcolo non può che ingrossarsi.
Che Lei sappia, sulla scorta della Sua esperienza, gli ospedali potrebbero, scegliendo di fare l'operazione in regime di libera professione, offrire tempi di attesa inferiori ?

Cordialmente...

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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E' ovvio che in libera professione, all'interno o all'esterno degli ospedali le attese si riducono quasi a zero. La scelta dipende soltanto da lei, eventualmente sorretta dalla disponibilità di una copertura assicurativa. In ogni caso, preventivandosi una degenza molto breve (in genere 24 ore), non dovrebbe trattarsi di parcelle particolarmente elevate.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#4] dopo  
Utente
Grazie, Dottor Piana,

anche per queste ultime considerazioni, in verità attese ma sempre molto più importanti quando confermate da un Professionista del settore.

La saluto e Le auguro le cose migliori.