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Cisti e ascesso delle ghiandole di Bartolini

La cisti e l'ascesso delle ghiandole di Bartolini (o Bartolinite): come riconoscere l'infiammazione della ghiandola e quali sono le cause? Sintesi della patologia, cosa fare e quando ricorrere all'intervento.

Dr. Nicola Blasi Data pubblicazione: 09 aprile 2013 Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2022

Cosa sono le ghiandole di Bartolini?

Le ghiandole di Bartolini, o vestibolari, sono due formazioni ghiandolari localizzate all'interno del tessuto vulvare su entrambi i lati della forchetta. Secernono muco, in particolare durante la stimolazione sessuale, e lo veicolano nella porzione posteriore dell'introito vaginale. Normalmente sono piccole e di solito non sono palpabili, tranne quando aumentano di volume per un'infezione (bartolinite), per ristagno di muco.

Cause delle cisti di Bartolini

Come si forma l'ascesso?

Una cisti della ghiandola di Bartolini è provocata dall'ostruzione del dotto, di solito in prossimità della sua apertura, con conseguente ingrossamento a causa dell'accumulo disecrezioni mucose: si tratta della cisti vulvare più frequente nella pratica clinica. La maggior parte delle cisti sono unilaterali e uniloculate, il contenuto diviene purulento e si forma così l'ascesso della ghiandola di Bartolini.

L'eziologia, sia che si formi prima la cisti o prima l'ascesso, spesso è di difficile determinazione. Nel passato si pensava che il gonococco fosse il microoganismo colpevole nella maggior parte dei casi. Studi più recenti indicano la presenza di gonorrea nel 10-50% degli ascessi nelle ghiandole di Bartolini. La maggior parte degli ascessi contengono una flora batterica mista.

Cause non infettive

Comprendono:

  • stenosi o atresia congenite;
  • trauma meccanico, comprese suture malposizionate, durante una episiorrafia o una colporrafia posteriore, e che possono coinvolgere il dotto escretore;
  • ispessimento del muco.

Sintomi

Come si maninfestano la cisti e l'ascesso?

Le cisti di piccole dimensioni sono solitamente asintomatiche. Possono essere notate durante un autoesame o dal Ginecologo durante una visita di routine. Le cisti più grandi tendono a provocare un fastidio che compare di solito camminando, sedendosi o durante i rapporti sessuali.

Le cisti della ghiandola di Bartolini sono di solito monolaterali, di 1,5 cm di diametro, sono di forma sferica o ovoidale, sono localizzate a livello del labbro posteriore e la palpazione non risveglia dolore.

L'ascesso di solito provoca dolore e ipersensibilità spesso di grado intenso.Gli ascessi spesso si sviluppano rapidamente in pochi giorni e possono andare incontro a rottura spontanea.

Gli ascessi sono di solito eritematosi, dolenti alla palpazione e possono provocare edema delle labbra. Un ascesso bilaterale di solito indica la presenza di una infezione da gonococco.

Come curare la cisti?

Le cisti piccole e ansintomatiche possono essere ignorate. Se la cisti è sintomatica o ricorrente richiede di solito un intervento chirurgico, l'applicazione di un catetere di Word o la marsupializzazione.

Cos'è un catetere di Word?

Il catetere di Word è lungo circa 4 cm dotato di un palloncino gonfiabile all'estremità, si inserisce, previa incisione, nella cisti e si insufflano poi 2-4 ml di acqua. Il catetere viene lasciato in sede per 3-6 settimane. Il palloncino viene poi sgonfiato, il catetere rimosso e rimane un ostio secondario permanente.

Cos'è la marsupializzazione?

Si esegue una incisione sopra la cisti, all'esterno dell'anello imenale. La parete della cisti viene suturata sulla mucosa vulvare e sulla cute dell'introito lateralmente.

Come curare l'ascesso?

Il trattamento dell'ascesso consiste nell'incisione e nel drenaggio. Un catetere di Word può essere posizionato per mantenere la pervietà dell'incisione.

L'escissione (asportazione) della ghiandola di solito non è raccomandata poiché si associa a complicanze significative che comprendono emorragia, ematoma, cellulite, rimozione incompleta con conseguente recidiva e formazione di una cicatrice dolorosa.

L'escissione è comunque indicata per le cisti e gli ascessi persistenti o ricorrenti. La terapia antibiotica è una scelta del clinico.

Autore

blasinicola
Dr. Nicola Blasi Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso Università di BARI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Bari tesserino n° 4485.

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