Liquido seminale: che importanza ha la dieta che si segue?

A questa questione complessa e delicata hanno cercato di dare una risposta alcuni ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston e del Dipartimento di Urologia, Shady Grove Fertility, di Baltimore nel Maryland con una interessante e complessa review ora pubblicata sulla prestigiosa rivista “Fertility and Sterility”.

      

 

Un primo dato, molto discusso, è il ruolo reale che hanno sulla fertilità maschile alcuni prodotti potenzialmente spermiotossici, come ad esempio gli xenoestrogeni, derivati dalla soia, che vengono ingerite dagli uomini attraverso soprattutto il consumo di formaggi, latte e carne bovina; in effetti tutti i lavori scientifici che discutono la relazione tra il consumo di questi alimenti e un possibile danno della spermatogenesi arrivano a risultati discutibili ed generalmente inconcludenti.

Sembra invece confermato che l’assunzione di buone quantità di acidi grassi Omega 3, sia attraverso integratori che alimenti (noci, semi di lino o pesci) ha in generale un’azione positiva sulla produzione degli spermatozoi.

 

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Invece i grassi saturi e quelli trans, soprattutto i grassi prodotti nella preparazione degli alimenti (fritture e precotti) sono sostanze considerate potenzialmente dannose per la salute e pure per la normale spermatogenesi; azione contraria a quella degli acidi grassi polinsaturi (PUFA).

I grassi saturi sembrano concentrarsi nei testicoli e il loro uso “smodato” è stato costantemente associato alla presenza di una dispermia, soprattutto risulterebbero alterati il numero per millilitro e totale nel liquido seminale degli spermatozoi.

 

     

 

Anche l’utilizzo di antiossidanti e prodotti che sono interessati a migliorare la via metabolica del carbonio, come i folati, lo zinco e la vitamina B12 sembrerebbe utile nel migliorare alcuni parametri dello sperma.

Ancora questa review ha indicato importanti evidenze, ricavate da numerose ricerche osservazionali, che ci indicherebbero come molte proposte dietetiche, studiate per la prevenzione delle malattie cardiache, possano essere utili anche per migliorare lo spermiogramma di uomini con dispermia.

Ora tutti questi dati hanno bisogno di un’ulteriore verifica finale anche attraverso studi e lavori randomizzati.

 

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30196939 

Altre informazioni:

https://www.medicitalia.it/news/ginecologia-e-ostetricia/5328-la-dieta-che-migliora-la-fertilita.html

https://www.medicitalia.it/news/andrologia/5804-piu-fertili-con-una-dieta-sana.html

https://www.medicitalia.it/blog/andrologia/116-oligoastenozoospermia-e-cibi-ricchi-di-grassi-saturi.html