Prendo spunto da un bellissimo articolo, anzi una bella review

Pharmacological Activities of Dehydroepiandrosterone: A Review

della rivista Steroids (2019 Oct 3:108507. doi: 10.1016/j.steroids.2019.108507) per parlare di questa molecola ormonale utile, importante ma non da tutti considerata e studiata.

Gli autori traggono numerose conclusioni dopo attenta revisione della letteratura.

 

 

Il deidroepiandrosterone (DHEA) è un ormone steroideo secreto dalla zona reticularis della corteccia surrenale con una caratteristica secrezione legata all'età.

E’ un ormone precursore inattivo che si trasforma in steroide sessuale attivo nei tessuti bersaglio periferici.

E’ utilizzato per l'energia, la vitalità e il supporto naturale della maggior parte delle funzioni corporee che coinvolgono il sistema endocrino.

 

 

Il DHEA è un ormone steroideo a 19 atomi di carbonio, è lipofilo e può essere convertito in DHEAs per attività dell'enzima solfotransferasi nel fegato e nelle ghiandole surrenali.

E’ sintetizzato naturalmente nel nostro corpo attraverso il percorso colesterolo-pregnenolone e può anche essere sintetizzato da varie altre fonti come diosgenina, genesio, igname selvaggio, soia e colesterolo in laboratorio.

Serve da precursore indiretto di estrogeni, testosterone e altri ormoni steroidei. Questo ormone diminuisce progressivamente al tasso del 2% all'anno.

 

Il DHEA sembra avere una grande varietà di attività farmacologiche come antidiabetico, antitumorale, antiallergico, trattamento dell'obesità e proprietà cardiovascolari. È utile nei disturbi autoimmuni come il lupus eritematoso, la modulazione immunitaria, la costruzione muscolare e i problemi ormonali. Il DHEA è noto come ormone anti-invecchiamento, nell'osteoporosi e nella demenza. Può anche essere usato come integratore come indicato dal medico in varie condizioni.

 

Teniamo quindi in considerazione questa molecola precursore del testosterone quando abbiamo di fronte a noi un uomo con problematiche della libido e nel quale si sospetti il presentarsi dell'andropausa.

 

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31586606