Alcol e disinibizione

Dr. Giuseppe SantonocitoData pubblicazione: 29 dicembre 2013

È impressionante come l’ingestione di una sostanza a molecola semplice come l’alcol possa avere effetti così complessi su comportamento ed esperienza soggettiva.

In parte, ciò sembra dovuto all’attivazione dei neurotrasmettitori inibitori e alla soppressione di quelli eccitatori, unito a un bel picco motivazionale di dopamina. L’effetto più immediato è la perdita della coordinazione, e possibilmente di memoria e coscienza.

Ma l’effetto più interessante, quello per cui l’alcol è considerato talvolta una risorsa, è la perdita dell’inibizione. Questo ci permette di rilassarci e divertirci, ma può incoraggiare comportamenti rischiosi e portarci a farci fare e dire cose che non ci permetteremmo da sobri: in vino veritas.

Stranamente, non sembra esserci sostegno scientifico rilevante all’idea che l’alcol causi disinibizione, e nemmeno prove solide che l’alcol sia colpevole della disinibizione che invece non provoca. Infatti, una caratteristica subdola della demoniaca bevanda è che i suoi effetti sono fortemente condizionati dalle aspettative del bevitore.

È stato dimostrato che soggetti che credevano di star consumando alcol si sono comportati in modo disinibito come se ne stessero consumando davvero. Altri studi hanno invece mostrato che i comportamenti sessuali a rischio possono essere scoraggiati in coloro che si sono fatti qualche drink, in condizioni adatte. Ad esempio, soggetti a cui era stato scritto: “L’AIDS UCCIDE” sul braccio si sono lasciati andare di meno a comportamenti sessualmente rischiosi dopo aver bevuto.

Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che la meta-coscienza viene compromessa dall’alcol: quando beviamo, diventiamo meno consapevoli del nostro stato mentale.

Un’altra moderna teoria, ben supportata, è che bere provochi la cosiddetta miopia alcolica.

Secondo tale teoria, bevendo perdiamo di vista i fattori remoti e a lungo termine, mentre acquistano più pregnanza le immediate circostanze. Un aspetto utile di questa teoria è che spiega la variabilità degli effetti dell’assunzione di alcol: le preoccupazioni lontane possono allontanarsi ancor più e lasciarci ingiustificatamente felici nell’immediato; ma se invece ciò che ci ricorda le preoccupazioni è più vicino e la speranza più lontana, l’effetto può essere deprimente.

In ogni caso, sia in tempi di feste che non, beviamo responsabilmente e non facciamo troppi danni.

Fonte: Machines Like Us, 2013. Consciousness and alcohol.

Autore

giuseppesantonocito
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 2005 presso Università di Firenze.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Toscana tesserino n° 4612.

0 commenti

Commenti degli utenti: aperti!
Commenti dei professionisti: aperti!

Per aggiungere il tuo commento esegui il login

Non hai un account? Registrati ora gratuitamente!

Vuoi ricevere aggiornamenti in Psicologia?

Inserisci nome, email e iscriviti:

* Autorizzo il trattamento dei miei dati da parte di Medicitalia s.r.l. per finalità di marketing telefonico e/o a mezzo posta elettronica o ordinaria, compresi l'invio di materiale pubblicitario, la vendita diretta e lo svolgimento di indagini di mercato.

Cliccando su iscriviti acconsento al trattamento dei dati personali come da privacy policy del sito.

Sondaggio su Vaccino anti-Covid (6 mesi dopo) Partecipa