Ipertrofia prostatica benigna, inibitori della 5 alfa-reduttasi e diabete di tipo 2

Queste correlazioni, già sospettate in un recente passato, sembrano essere ora confermate da una ricerca, condotta da alcuni ricercatori britannici e taiwanesi; lo studio è stato in questi giorni pubblicato sul British Medical Journal.

 

        

 

L’indagine ha coinvolto più di 50.000 pazienti con iperplasia prostatica benigna che sono stati divisi in tre gruppi, i primi due erano costituiti da pazienti che prendevano o la Finasteride o la Dutasteride (clinicamente parlando i due più importanti inibitori della 5 alfa-reduttasi) e il terzo gruppo invece prendeva solo un alfa-litico: la Tamsulosina.

 

      

 

Fatte tutte le correzioni del caso, legate anche ad eventuali ed altri possibili fattori di rischio di incorrere in un diabete, si è visto che gli uomini che assumono, per lunghi periodi di tempo, un inibitore delle 5 alfa-reduttasi sembrano avere un incremento significativo, anche se modesto, del rischio di sviluppare alla lunga un diabete di tipo 2; questo non sembra succedere nel gruppo di pazienti che prende solo Tamsulosina.

 

      

 

Sappiamo che anche altri farmaci, molto usati in medicina generale, come gli antiipertensivi o le statine, possono aumentare il rischio di avere nel tempo un diabete di tipo 2, ma sono clinicamente farmaci utili e molto efficaci, come del resto gli inibitori della 5 alfa-reduttasi quando bisogna contrastare una ipertrofia prostatica benigna, e quindi non si può eliminarli con disinvoltura dal proprio prontuario farmaceutico ma, quando li si prescrive, si dovrebbero attentamente valutare, se presenti, tutti i fattori di rischio di diabete, controllare se questi uomini già assumono altri medicinali che possono aumentare tale rischio e comunque è sempre bene monitorare nel tempo, in questi pazienti, anche questo potenziale problema clinico.

 

      

 

Sempre importante, quando si parte con una terapia a base d’inibitori della 5 alfa-reduttasi, dosare anche la glicemia basale, a digiuno, e, se già presenti altri fattori di rischio per un diabete o altre patologie metaboliche, bene considerare con tutte le cautele del caso specifico l’opportunità o meno di prescrivere un inibitore delle 5 alfa-reduttasi.

 

Fonte:

https://www.bmj.com/content/365/bmj.l1204

Altre informazioni:

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/383-quando-la-prostata-aumenta-di-volume-l-ipertrofia-prostatica-benigna.html

https://www.medicitalia.it/news/urologia/5558-ipertrofia-prostatica-benigna-mai-sottovalutarla.html

https://www.medicitalia.it/salute/urologia/7-prostata.html

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