Il dolore neuropatico è un caso particolare in cui un danno, molte volte irreversibile, colpisce il sistema di percezione del dolore scatenando nel corpo una specie di “campanello di allarme”. La sensazione dolorosa compare quasi sempre a causa di un malfunzionamento del sistema nervoso periferico ( in particolare dei nervi) o del sistema nervoso centrale. Importante una diagnosi corretta per intraprendere la terapia giusta che miri a trattare la patologia.

Il dolore neuropatico (DN) rappresenta una forma peculiare di dolore, che è causato da una lesione o patologia che coinvolge il sistema nervoso centrale o periferico.

 

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Il DN può essere presente in patologie neurologiche, quali ad esempio neuropatie periferiche, lesioni del midollo, ictus, o sclerosi multipla, nonché in condizioni frequenti di non stretta pertinenza neurologica, come radicolopatie cervicali o lombosacrali secondarie ad ernie discali, o sindrome del tunnel carpale.

Dolore neuropatico e altri dolori: quali le differenze?

Ciò che caratterizza il Dolore Neuropatico rispetto a più comuni tipologie di dolore, come ad esempio quello di origine osteoarticolare, è il fatto che il dolore viene percepito in assenza di uno stimolo doloroso a livello di un organo o tessuto. Il DN è infatti causato da una sorta di ‘cortocircuito’ all’interno della componente del sistema nervoso deputata alla trasmissione dello stimolo doloroso ed alla percezione del dolore. Il cervello interpreta questo cortocircuito come la presenza di uno stimolo doloroso, seppur spesso con caratteri atipici rispetto a forme più comuni di dolore. Viene infatti descritto come ‘diverso’ o ‘strano’ rispetto alle passate esperienze dolorose. Ciò non significa che ‘il DN non sia reale’, o sia meno severo di altri tipi di dolore, in confronto ai quali esso ha spesso una intensità maggiore ed una connotazione affettiva più fastidiosa.

Il DN interessa il 6-8% della popolazione generale, un dato epidemiologico assimilabile a quello di patologie come diabete mellito ed asma bronchiale, un elevato impatto su qualità della vita (QoL), sonno e umore, ed un rilevante carico di disabilità.

QUALI SONO LE CAUSE DI QUESTO DOLORE?

Dal punto di vista delle cause il dolore neuropatico, in base alla sede anatomica della lesione o patologia, può essere suddiviso in:

  • periferico 
  • centrale

Le principali cause periferiche di DN sono:

  • le lesioni di singoli nervi periferici su base compressiva (es. sindrome del tunnel carpale, neuropatia del nervo ulnare al gomito), traumatica o post-chirurgica
  • lesioni del plesso, radicolopatie cervicali o lombosacrali associate a spondilodiscoartrosi,
  • nevralgia post-erpetica
  • nevralgia del trigemino ed altre nevralgie del comparto cranico, polineuropatie dolorose (es. su base diabetica, alcolica, da chemioterapia)

Le principali cause centrali di DN sono:

I SINTOMI DEL DOLORE NEUROPATICO

Sul versante qualitativo, e quindi dei sintomi, il dolore neuropatico può venire descritto dal paziente come:

  • bruciante,
  • reddo,
  • difficilmente localizzabile
  • una scossa elettrica
  • associato a formicolio o puntura di spilli
  • peggiorato o evocato dal contatto con la cute

Sebbene tali caratteristiche siano più frequenti nel DN rispetto ad altri tipi di dolore, essi non sono specifici del DN. I pazienti che ne soffrono, riferiscono inoltre la combinazione di dolore e perdita di sensibilità nello stesso territorio.

COME RICONOSCERE QUESTO DOLORE: LA DIAGNOSI

La diagnosi di DN si basa prevalentemente sul racconto della storia clinica e sull’esame del paziente.

Nella raccolta della storia clinica, la distribuzione del dolore è un elemento fondamentale per fare la diagnosi di dolore neuropatico.
Condizione necessaria per ipotizzare che il paziente sia affetto da DN è che il dolore segua la distribuzione anatomica di una struttura del sistema nervoso periferico, come ad esempio un nervo, oppure suggerisca il coinvolgimento di una struttura del sistema nervoso centrale, come ad esempio il midollo spinale.

L’esame del paziente dovrà documentare la presenza di segni che suggeriscano la presenza di un coinvolgimento di una struttura nervosa. Infine, gli esami diagnostici, eseguiti sulla base della storia clinica e dell’esame del paziente, saranno mirati a confermare una lesione o patologia del sistema nervoso. Nella maggior parte dei casi, esami strumentali di routine, come elettromiografia o RMN sono sufficienti per porre diagnosi di DN e per evidenziarne la causa.
In casi particolarmente complessi, verranno suggeriti esami come la valutazione psicofisica o quantitative sensory testing (QST), i potenziali evocati laser (LEP) o la biopsia di cute, disponibili in centri di riferimento sul DN.

LA TERAPIA

La terapia del DN deve mirare, in prima battuta, al trattamento della patologia o lesione, causa del DN stesso. Laddove ciò non sia possibile se non in modo parziale, oppure il DN persista dopo il trattamento della patologia che lo ha causato, verranno prescritti farmaci specifici per il DN. Nel trattamento di questo dolore, infatti, sono scarsamente efficaci i comuni analgesici, quale ad esempio il paracetamolo, o i più comuni antiinfiammatori.

I farmaci con dimostrata efficacia sul DN sono molecole originariamente introdotte per curare altre patologie  come antidepressivi (triciclici, inibitori del reuptake di serotonina e noradrenalina), ed antiepilettici attivi sui canali del sodio (carbamazepina, lamotrigina) e del calcio (gabapentin, pregabalina). Questo non significa che il DN sia espressione di depressione o epilessia, ma deriva semplicemente dalla presenza di comuni meccanismi molecolari alla base di tali patologie.

Altri farmaci attivi sul DN sono gli oppioidi (come ad esempio l’ossicodone), lidocaina e capsaicina per uso topico e la tossina botulinica. Malgrado la disponibilità di numerosi farmaci, il trattamento del DN può essere difficile, dato che solo il 30-50% dei pazienti raggiunge una soddisfacente risposta, ed i pazienti con DN richiedono spesso più farmaci in combinazione.