Lettera di una mamma

Storie e condivisioni per famiglie con disabili


dtonlorenzi
medico 
Mi chiamo Anna Lisa, mamma di una ragazzo "diversamente abile" che frequenta il Centro Anch'Io di socializzazione a Carrara (Fossola).
Si tratta di una situazione fortunata, difficilmente i comuni finanziano queste attività di aggregazione, qui il nostro l'ha fatto, ma non basta.

Tutti noi cresciamo dei figli che Dio ci ha donato e abbiamo il compito di accompagnarli nella crescita con intelligenza (fare il genitore non è semplice) e amore. Sereni li vediamo crescere mentre gli anni per noi passano in attesa che volino verso la loro vita indipedente. Purtroppo non è sempre così, qualche volta la natura è matrigna e ci dona figli che dovranno sempre dipendere da altri. Figli meravigliosi, che per noi sono angeli speciali, che solo con il loro sorriso ci danno la gioia di vivere e di andare avanti. Il tempo però passa, le nostre forze e le nostre abilità (come per tutti) si riducono, i figli crescono e noi siamo preoccupati.

I soldi stanziati per la disabilità in Italia sono largamente insufficienti. Una legge è stata approvata e riguarda il "Dopo di Noi" ma i soldi sono pochi e vi si accede solo costituendosi come Fondazione (costa 50.000 euro circa). Dopo di quella i disabili (o meglio i loro familiari) devono "gareggiare" con progetti e i migliori avranno la loro tranquillità per i loro figli dopo che i genitori non ci saranno più. Un'iscrizione di 50.000 euro per gareggiare. Pochi vincono e sapranno dove staranno i propri figli.... i più perdono e sulla loro sorte non sanno nulla. Nella nostra esperienza del Centro Anch'Io i ragazzi sono grandi e i genitori in la con gli anni, staccati da una società che corre, nuove leggi, computer e loro sono stanchi, molti non conoscono le nuove tecnologie. Per nostra fortuna è arrivata la mamma di due "ragazzi speciali" la più giovane di tutti che al computer e ai regolamenti è abituata per lavoro.

Tra i genitori del centro Anch'Io abbiamo fondato la Onlus "Con Noi APS" e ci siamo posti degli obbiettivi, tra cui quello di sensibilizzare la gente al problema. In Italia il volontariato è una risorsa, credo sia l'unico posto al mondo dove sulle ambulanze ci sono i volontari. Anche i disabili e le loro famiglie hanno spesso bisogno di assistenza, i genitori sono spesso anziani, alcuni sono vedovi e talvolta si sentono male (magari solo un'influenza) e sono in grossi problemi. Sensibilizzare il mondo del volontariato, laico e religioso, è fondamentale. La chiesa fa già il "Giubileo dei disabili" e molti hanno piacere di queste preghiere ma...... "Le mani che aiutano sono più sacre delle bocche che pregano" diceva Sai Baba un "santone indiano" che non è molto diverso da quello che dice Luca "Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo. "

Scopo di questa lettera è di sensibilizzare la gente al problema e di aiutare nei migliori modi possibili i gruppi o i singoli in condizioni di difficoltà.
#1  
     

dtonlorenzi
medico 
Questa mamma mi ha raccontato la sua esperienza..... toccante.
#2  
     

Inserisci qui sotto tua risposta

Esegui l'accesso per inserire la tua risposta