Come si calcola il rischio reale per il tumore al seno

Mary74
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Buona notte ragazze
Buona notte dottore

67Stefy
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Scusate oggi ho scritto poco perche’ continuo a pensare alla cugina di Morgana76 … e’ piu’ forte di me quando leggo quello che le sta’ succedendo dapprima scrivo parole di conforto na poi continuo a pensarci. A pensare a lei da sola in un letto dell’hospice, che sagia’ per dove di trova che le rimangono pochi mesi di vita … penso a suo marito ed inizio poi a pensare al maledetto cancro, alle tante rfs che ci hanno lasciato e poi la mia mente va al mio tumore, alle cure che iniziero’ a breve, a quanti anni vivro’ ancora … so che sono pensieri sbagliati ma complice la pioggia ed il maltempo ma oggi sono particolarmente triste

Fra76 Fiduciaria
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salvocatania
salvocataniaMedico Chirurgo







Pronti i nuovi vaccini Covid.
Lancet: il 12,7% dei colpiti sperimenterà conseguenze a lungo termine



Una versione aggiornata del vaccino prodotto da Moderna che prende di mira due varianti di coronavirus è stata approvata per le dosi di richiamo per adulti
Il Covid anche se fa registrare numeri bassi ci terrà compagnia ancora per un bel po' di tempo. Ma oggi abbiamo modificato sostanzialmente la malattia, prima ci spaventava molto, ora è gestibile. Questo grazie ai vaccini che hanno drasticamente ridotto la mortalità e salvato milioni di vite nel mondo. L'Iss ha stimato che solo in Italia hanno evitato 150mila decessi. L'immunizzazione rimane dunque la strategia migliore, in autunno dovrebbero arrivare i vaccini bivalenti che potranno aiutarci a gestire anche la variante Omicron e andranno somministrati ai più fragili che oggi hanno un rischio di mortalità elevato.
Intanto una versione aggiornata del vaccino COVID-19 prodotto da Moderna che prende di mira due varianti di coronavirus (noto come vaccino "bivalente") è stata approvata per le dosi di richiamo per adulti dall'Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (MHRA) del Regno Unito. In ciascuna dose del vaccino denominato "Spikevax bivalent Original/Omicron", metà del vaccino (25 microgrammi) mira al ceppo virale originale dal 2020 e l'altra metà (25 microgrammi) mira a Omicron.

La decisione dell'MHRA si basa sui dati di uno studio clinico che ha dimostrato come un richiamo con il vaccino bivalente Moderna sia in grado di innscare una forte risposta immunitaria sia contro Omicron (BA.1) che contro il ceppo originale del 2020.
Ulteriori dati hanno anche riscontrato che il vaccino bivalente genera una buona risposta immunitaria contro le sottovarianti di Omicron BA.4 e BA.5.
Il monitoraggio della sicurezza ha mostrato che gli effetti collaterali osservati erano gli stessi di quelli osservati per la dose di richiamo diel vaccino Moderna originale ed erano in genere lievi e auto-risolvibili e non sono stati identificati seri problemi di sicurezza.
“Il virus, SARS-CoV-2, è in continua evoluzione per eludere l'immunità fornita dai vaccini. Questo nuovo vaccino bivalente – ha detto il professor Sir Munir Pirmohamed, presidente della Commissione sui medicinali per uso umano - rappresenta il passo successivo nello sviluppo di vaccini per combattere il virus, con la sua capacità di portare a una risposta immunitaria più ampia rispetto al vaccino originale”.

Secondo uno studio apparso su Lancet il 12,7% di chi ha avuto il COVID sperimenterà una forma di post-COVID.
La ricerca più ampia mai eseguito su questo aspetto si basa sui dati raccolti nell’ambito di Lifelines, cioè uno studio di coorte osservazionale prospettico che esamina la salute e i comportamenti correlati alla salute delle persone che vivono nel nord dei Paesi Bassi, e sull’analisi della letteratura in merito fino a febbraio 2022.

È risultato evidente che i sintomi somatici, cioè mal di testa, dolore toracico e affaticamento, erano più frequentemente presenti in pazienti che avevano sofferto di COVID, anche poco grave, che nei cosiddetti “controlli”, cioè nelle persone che non avevano mai ricevuto una diagnosi di positività. Il sintomo più prevalente riferito fra le oltre 76 mila persone esaminate era l’affaticamento, seguito da ageusia o anosmia, dolore toracico. Ma troviamo anche formicolio alle estremità, nodo alla gola, sensazione di caldo e freddo alternati, braccia o gambe pesanti, vertigini e stanchezza generale. Nel 12,7% dei pazienti- appunto – questi sintomi sono verosimilmente attribuibili al COVID-19.

Il 19,7% dei post-COVID riferisce stanchezza cronica, contro il 4% della popolazione generale. L’anosmia o l’ageusia hanno riguardato l’8% dei guariti, mentre è diffusa solo nello 0,8% delle persone che non si sono mai contagiate. Il 13% dei post-COVID riferisce dolore muscolare, contro l’8% della popolazione generale esaminata. La prevalenza del dolore allo sterno è del 3% fra i guariti, il triplo rispetto al resto delle persone coinvolte. Anche il mal di testa, piuttosto comune nella vita, in realtà colpisce l’8,5% dei post-COVID contro un 5,5% medio. Il 6,5% lamenta braccia e gambe pesanti, il 19,5% formicolio alle estremità.

La ricerca è interessante per l’ampiezza del campione con un’età media di 53 anni, e per aver incluso non solo ex-ospedalizzati, ma anche persone che hanno vissuto una malattia lieve. Si tratta inoltre del primo studio che prevede un gruppo controllo abbinato per età, sesso e periodo di misurazione, cioè che paragona i risultati dei guariti COVID con la popolazione generale, e che compara la situazione della stessa persona prima e dopo la malattia, aspetto questo importantissimo per avere dei dati realmente solidi. La natura delle misure ripetute sugli stessi soggetti ha permesso ai ricercatori di valutare la gravità dei sintomi nei pazienti con COVID-19 prima che avessero l’infezione da SARS-CoV-2. Pertanto, è stato possibile e sarà possibile in futuro valutare se la gravità dei sintomi sia veramente aumentata dopo una diagnosi di COVID-19 o se i sintomi siano una continuazione di condizioni preesistenti.

In questo modo è stato possibile identificare i sintomi principali che definiscono la condizione post-COVID-19- quelli cioè che si sono visti aumentare di gravità 90-150 giorni dopo una diagnosi di COVID-19 rispetto alla gravità dei sintomi preesistenti. Si tratta di un ultimo aspetto affatto secondario, dal momento che sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia elaborato nel dicembre 2021 una definizione ufficiale e condivisa di Post-COVID condition, non c’è ancora una lista definitiva dettagliata delle caratteristiche dei sintomi che rientrano nel post-COVID e della loro evoluzione. Le liste sono elaborate sulla base degli studi scientifici che emergono nel tempo, ma con il tempo saranno necessarie sempre più revisioni della letteratura come questa, per capire che cosa davvero si può dire. Con la fine del 2021 sono iniziate ad arrivare le prime evidenze di sintomi correlati alla malattia che compaiono o subito dopo la guarigione oppure a distanza. È il caso per esempio della parosmia, la percezione alterata di olfatto e gusto, che può comparire dopo qualche mese dalla guarigione. Tuttavia, per avere dati e evidenze su un fenomeno a lungo termine deve banalmente essere passato il tempo sufficiente affinché questi sintomi si manifestino e per disegnare e sviluppare, e pubblicare, uno studio scientifico.
Fra76 Fiduciaria
Fra76 Fiduciaria
Marigi Fiduciaria:
Caldo e afa assurdi oggi.
Siamo andati da mamma e siamo tornati più morti che vivi.
Perfino al paesino si moriva di caldo.
Ospiti e parenti tutti in cortile.

Domani ci racconti della mamma
Buon riposo 😘
67Stefy
67Stefy
Fiduciaria Elisa
Il piccolo miracolino del cuore è arrivato... Frazione di eiezione da 30 di tre settimane fa a 58 di oggi...
Sono felicissima
Vi leggo stasera, volevo dirvelo subito

Finalmente una bella notizia in questa triste giornata
67Stefy
67Stefy
salvocatania
Grazie per questi interessanti aggiornamenti
Magica81
Magica81
Morgana , ho letto di tua cugina e immagino il tuo stato d'animo
Ho passato un lungo periodo a pensare a percentuali, numeri, età mia e dei miei figli...non serve e non fa stare bene. Io credo che queste situazioni così forti e così ingiuste ci riportino a queste insicurezze con la consapevolezza che la differenza la possiamo fare solo sul presente nostro e dei nostri cari. Tu per tua cugina ci sei stata e questo vale tanto 🌈
Magica81
Magica81

Buona notte a tutti ✨

67Stefy
67Stefy

Buonanotte invisibili, rfs e dott Catania
Vorrei augurare a tutti noi una notte serena senza tristi pensieri e vorrei potervi stringere in un abbraccio collettivo forte forte per dare tutti insieme la forza ed il coraggio alla cugina di Morgana76 di affrontare ogni nuovo giorno

salvocatania
salvocataniaMedico Chirurgo
421686:
Mi Chiamo Greta ho 37 anni e dall'età dello sviluppo (avvenuto a 10 anni) ho avuto un capezzolo con delle croste.
Son stata visitata da due diverse ginecologhe e un'ostetrica che mi hanno detto che non è nulla ed è normale inoltre mi ha visto anche un dermatologo confermando la cosa.
I'areola è bella, non ho dolore e perdire e soprattutto NON ho familiarità con il tumore al seno.

Ammetto di essere ansiosa e vorrei capire se quanto mi è stato detto sia reale e se ha un nome.

Grazie
Con affetto
Greta





Se questa situazione è presente da 27 anni evidentemente non c'è nulla di patologico.
Ma non voglio fare lo stesso errore dei colleghi che hanno diagnosticato il "nulla"

Nulla non è una diagnosi ! Tant'è che dopo 27 anni ancora non ha un nome .
Ci possiamo provare noi con tanta presunzione ma deve allegare almeno delle immagini dell'areola e capezzolo.

Qui non è consentito allegare immagini o link se non ha postato almeno 20 commenti.
Per vitare intrusioni di malintenzionati.
Le suggerisco, del resto se ha aspettato 27 anni vuol dire che non c'è nulla di urgente, una volpinata innocente.
Provi a scrivere i 19 post che le restano semplicemente
IO CI SONO
e noi capiremo a quale scopo sta scrivendo quegli strani commenti.
Li può scrivere anche uno dietro l'altro e poi automaticamente è autorizzata ad allegare le immagini.

Si firmi sempre e meglio ancora se va sul suo profilo ("modifica profilo") e si sceglie il suo NiKName . Greta va benissimo
Stella fiduciaria
Stella fiduciaria
Morgana76:
Buongiorno
Stamattina sono andata a Lecco all'hospice dell'ospedale Manzoni, dove è ricoverata mia cugina. Suo marito ci teneva che le persone che le sono state più vicino in questo anno e mezzo di malattia, ovvero io e mia mamma, potessero fare un po' di compagnia. Brutta giornata...sono tanto triste 💔

Abbracciamoci strette strette e la tristezza va via di un piccolo millimetro
Stella fiduciaria
Stella fiduciaria
Elisa fidu evvaiiiii
DarkElena Fiduciaria
DarkElena Fiduciaria

Buonanotte a tutti!

salvocatania
salvocataniaMedico Chirurgo
667402:
Buongiorno, Ho 44 anni e sono stata operata con mastectomia (seno sx) per carcimona infiltrante di tipo lobulare: due focolai di 16 mm e di 2 mm con noduli satelliti per un'estensione complessiva di 23 mm.
Grado 2.
Pr e Er al 99 e 98% HER2 negativo, Ki67: 8% margini indenni e linfonodo sentinella (esaminati 2) negativi.
Sono in cura con tamoxifene 20 mg al dì per 5 o più anni.
Vorrei sapere quanto conta l'istotipo lobulare sulle possibili recidive, ovvero é corretto basarsi sugli altri dati prognostici (grandezza alla diagnosi, situazione linfonodi) o occorrono considerazioni aggiuntive legate all'istotipo?
Date queste caratteristiche a quanto potrebbe essere stimato il rischio di recidiva?
E' un rischio che va diminuendo negli anni o essendo lobulare ci sono più probabibilità di recidiva dopo i primi 5 anni?
Grazie, Nicoletta

Lei mi ha risposto:
Il rischio diminuisce per la terapia (ormonale nel suo caso) che però poi viene sospesa e quindi tutto è affidato alla Prevenzione Primaria e alla Prevenzione secondaria

Quindi vorrei approfondire:
- credevo che la terapia ormonale "proteggesse" un po'anche per gli anni successivi, invece no? la si fa subito perché il rischio é più forte all'inizio? anche se credo che il lobulare tende ad avere recidive tardive. Allora nel mio caso non sarebbe più utile posticiparla?
- tutto é affidato alla prevenzione primaria (stile di vita) se questo era già sano prima della diagnosi non si può fare molto.. prevenzione secondaria (screenig ecc) ma é solo per scoprire tempestivamente una recidiva non per evitarla corretto? Quindi entrambe sul mio rischio di recidiva influiscono poco temo.
- i valori prognostici (dimensione, estensione ai linfonodi, Her 2 ecc) non danno un'indicazione sul rischio? e il fatto che si sta parlando dell'istotipo lobulare neanche?
Grazie, Nicoletta



Rendiamo più semplice e concreta la sua richiesta abbadonando un pò del classico medichese.
Alcune mie risposte la lasceranno perplessa ma se continua a seguirci scoprirà interi volumi
sul nostro blog scritti per dimostrare che le statistiche hanno scarsissimo valore perchè basate su una media o mediana e non sulla sua varianza.
E lei non è la media ma la varianza.

Partiamo dal presupposto che la causa del tumore al seno non è nota.
Conosciamo solo i fattori di rischio di questa malattia

http://www.senosalvo.com/approfondimenti/fattori_indicatori_carcinoma_mammario.htm

Con l'intervento noi rimuoviamo il tumore ma non certo i fattori di rischio che torneranno ad agire indisturbati e ostacolati solo dalle terapie ( nel suo caso terapie ormonali) .
Ma poi le terapie saranno sospese e possiamo contare solo sulla Prevenzione Primaria e Secondaria. Non sono cose da poco perchè ad esempio la sola Prevenzione Primaria può ridurre il rischio teorico anche del 50 %.

Quindi ogni caso è a sè e le statistiche predittive sul rischio di recidiva sono poco affidabili e sicuramente l'istotipo ci influenza molto nel compilare la tabella del rischio teorico.
Ma si tratta solo di mere informazioni non di certezze

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