Come si calcola il rischio reale per il tumore al seno

Forum RFS: come stimare il rischio individuale di tumore al seno (modelli Gail/NSABP), fattori di rischio e indicazioni per una sorveglianza attiva e personalizzata.
Savi
Triplogianna85
L’avevo capito. E sono d’accordo che dovevano parlare soprattutto alle medie e superiori. Dovevano e dobbiamo, per questi giovani, il cui futuro è molto incerto per colpa di tanti di noi adulti!
Alerai91
Anna76:
Non so se mi sono spiegata bene… faccio un po’ fatica a trovare le parole giuste.

Ti sei spiegata benissimo ❤️🫂
Savi
Vale_
Pensa a me, che in confronto a te ed altre ho fatto molto meno, sono crollata guardando la terza siringa. Ho pensato, immagina 5-7 o piu anni a farla ogni mese. Poi le radio, quando mettevo la crema realizzavo il vuoto.. e la testa frullava tanti pensieri, non le recidive, per quello mi basta il test favorevole, non lo metto in discussione (per fortuna), ma pensavo. Questo mese invece ho guardato la puntura e ho pensato, mbeh tante storie per due secondi di fastidio, e poi un mese di libertà 😅. Ho cambiato prospettiva per guardare la stessa cosa, che poi tanto libera non sono. Adesso ad esempio sembra che mi hanno installato delle placche di ferro a ginocchia e gomiti 😅.
Però Vale, anche io che so cosa provi, ti direi che sei forte, perché lo sei davvero! Forse sei tu che devi pensarlo quando stai per crollare, perché anche quelli tosti piangono! ❤️ Sei tosta e sei un esempio!
Poi dipende chi ti dice che sei una roccia. Se te l’hanno detto in oncologia, o famiglia, o noi, ti vediamo in tutto il percorso quindi è cosi! Ma quando lo dicono e poi spariscono. “sei la mia roccia il mio esempio” è stato detto a me, senza neanche sapere i dettagli di quello che affrontavo e poi neanche piu buon giorno o nemmeno gli auguri di Natale..
Tutto falso!
- Modificato da Savi
Savi
Anna76:
È vero, la fase più difficile è finita e sono stata molto fortunata, ma i controlli, le visite e gli esami di follow-up — soprattutto per una come me che prima non andava mai neppure dal medico di base — restano comunque destabilizzanti.

Anche a me pesa questo!
Mar fiduciaria

https://www.google.com/url?q=https://www.orizzontescuola.it/tragedia-crans-montana-il-preside-del-liceo-virgilio-la-classe-e-psicologicamente-sfasciata-gli-esperti-raccomandano-supporto-immediato-e-monitoraggio-per-lo-stress-post-traumatico/&sa=U&ved=2ahUKEwixtf2rjIGSAxVkg_0HHR_8IfAQFnoECAMQAg&usg=AOvVaw2IcPnXZhpgkj-dsyFhS_eL

Mar fiduciaria

Non si se sono riuscita a riportare il link, sono una frana.
Per favore chi sa farlo può renderlo “visibile”?

Marinella49
ladybug
Ziva73
Lady*:
Ciao tesoro, si, in pratica una cisti che ha fatto infezione... Stamattina si è rotta ed è venuto fuori il mondo... Spero che almeno così vada meglio.

Bene, adesso che è "scoppiata" dovrebbe andare meglio
Ziva73

[quote=FrancescaH]Ecco la mia mamma che ,poco tempo fa , metteva i sassi intorno all'olivo che ho regalato a lei e papà per il loro anniversario

Marinella49
Vale_
👏👏👏👏👏👏👏💕💕💕💕💕💕
FrancescaH
Mar fiduciaria copio incollo
L’articolo


Tragedia Crans-Montana, il preside del liceo Virgilio: “La classe è psicologicamente sfasciata”. Gli esperti raccomandano supporto immediato e monitoraggio per lo stress post-traumatico
Di Andrea Carlino
Il liceo Virgilio di Milano attraversa uno dei momenti più difficili della sua storia dopo l’incendio di Capodanno a Crans-Montana. Quattro studenti dell’istituto sono rimasti coinvolti nella tragedia e la comunità scolastica si trova ora a fare i conti con un trauma collettivo dalle dimensioni inedite.
Roberto Garroni, il preside del liceo, ha deciso di rompere il silenzio e raccontare all’AdnKronos come la scuola sta reagendo e quali strategie intende mettere in campo per accompagnare i ragazzi in questo passaggio drammatico.

Una classe distrutta dal punto di vista psicologico

Le parole di Garroni restituiscono tutta la gravità della situazione. Il dirigente scolastico non cerca giri di parole quando descrive lo stato emotivo degli studenti: “Abbiamo una classe che dal punto di vista psicologico è sfasciata”.

La scelta di un termine così diretto comunica l’urgenza di intervenire e la consapevolezza che non si tratta di una ferita che guarirà da sola. Il preside ha spiegato che la scuola concentrerà tutte le energie sul recupero psicologico dei ragazzi.
La preoccupazione dal nostro punto di vista è quella di lavorare con gli psicologi, con gli studenti che ora sono in classe e recuperarli attraverso iniziative di cura dello stress postraumatico” ha dichiarato Garroni. L’istituto ha già attivato un percorso strutturato che prevede il coinvolgimento di professionisti specializzati in psicologia dell’emergenza.

La strategia della scuola non si limita al supporto diretto agli studenti ma abbraccia l’intera comunità educativa. Il preside ha annunciato che nei prossimi giorni si terrà un incontro con docenti e genitori perché “la gestione dei ragazzi è demandata anche in parte ai loro genitori”.

La scelta di costruire una rete di sostegno allargata nasce dalla consapevolezza che un trauma di questa portata richiede un approccio coordinato tra scuola e famiglia. Sul fronte della giustizia Garroni ha preso una posizione netta a sostegno delle famiglie delle vittime.

Il dirigente ha dichiarato che “hanno perfettamente ragione le famiglie” e di sposare “in pieno la richiesta di giustizia”. Il preside non ha nascosto la sua opinione su quanto accaduto: “Quello che penso sulla vicenda è che qui ci siano state delle omissioni e che c’è stata una dose di fatalità, preparata sicuramente anche da un’incuria per quanto riguarda le misure di sicurezza”.
La scuola riconosce la necessità di fare chiarezza sulle responsabilità ma ribadisce che “il nostro focus ora è lavorare con i ragazzi”.

Gli psicologi avvertono sui rischi a lungo termine per i ragazzi in età evolutiva

Isabel Fernandez, psicologa e presidente dell’Associazione italiana EMDR, ha fornito all’AdnKronos Salute un quadro delle sfide psicologiche che attendono la comunità del Virgilio. La specialista ha insistito sull’importanza di creare uno spazio di ascolto per gli studenti in questa fase così delicata.

“In questa fase è fondamentale dare spazio ai ragazzi, permettere loro di parlare di ciò che è accaduto, di quello che sanno, di come hanno vissuto l’evento e dell’impatto emotivo che la tragedia di Crans-Montana ha avuto su di loro” ha spiegato Fernandez. La tecnica EMDR, riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità come trattamento efficace per il disturbo da stress post-traumatico, rappresenta uno degli strumenti a disposizione dei professionisti che lavoreranno con i ragazzi del liceo.

La psicoterapeuta ha sottolineato che questa tragedia presenta caratteristiche particolarmente insidiose dal punto di vista psicologico. Le vittime “sono morte in un luogo considerato sicuro” mentre festeggiavano l’arrivo del nuovo anno.

La violazione di uno spazio percepito come protetto amplifica l’impatto traumatico dell’evento e può generare sentimenti di insicurezza generalizzata. Fernandez ha messo in guardia contro la tentazione di pensare che il tempo da solo possa sanare le ferite.

La specialista ha raccomandato un monitoraggio prolungato perché “i ragazzi sono ancora in età evolutiva e quindi più vulnerabili”. La psicologa ha spiegato che “terminata la fase acuta bisognerà fare un follow-up” strutturato e che “non possiamo dare per scontato che con il tempo tutto si risolva da solo”.

L’impatto della tragedia ha superato i confini della classe direttamente coinvolta. Fernandez ha osservato che “molti genitori si sono identificati in ciò che è successo” e che “anche chi non conosceva direttamente le vittime prova angoscia e paura”.

La capacità di immedesimazione rende questa tragedia un evento che tocca l’intera comunità scolastica e le famiglie del territorio. L’esperta ha tracciato un quadro articolato dei rischi psicologici che potrebbero manifestarsi nei prossimi mesi.

Per i sopravvissuti il pericolo maggiore è rappresentato dal senso di colpa. “Il senso di colpa per essere rimasti vivi o per non aver fatto abbastanza per chi è rimasto intrappolato nel rogo del locale Le Constellation può portare alla depressione” ha avvertito la psicologa.

I ragazzi che non erano presenti alla festa affrontano un’altra forma di sofferenza. Fernandez ha spiegato che per loro “il dolore improvviso per la perdita di un amico, che rappresenta anche la perdita di una parte della propria storia e la consapevolezza di non avere sempre il controllo su ciò che accade può generare ansia e insicurezza”.

La scuola dovrà garantire un accompagnamento che tenga conto di queste diverse modalità di elaborazione del lutto e costruire percorsi personalizzati in base alle esigenze specifiche di ciascuno studente.
Ziva73

Vale_ 💪🏻💪🏻💪🏻💪🏻.
I momenti di sconforto vengono a tutti, credo anche a quelle persone che viste dal fuori, ti domandi perchè non essere come loro?

Mamyblue
Savi:
Io invece ho parlato e straparlato con tutti.

Anch'io quando mi sono ammalata, ormai tre anni fa, ho fatto "coming out" con i vicini (anche perché mi vedevano a casa anziché al lavoro), i colleghi e molti altri amici e conoscenti. Non avevo proprio voglia di inventare scuse, bugie e quant'altro. E così mi sono guadagnata anche la solidarietà collettiva. Forse perché siamo dei gemelli, Savi, parlatori per natura😄😉
- Modificato da Mamyblue
Mamyblue
Triplogianna85:
Forse bisogna riabilitare la tanto vituperata italietta

Sono d'accordo.
Vale_
Mamyblue
Mi aggiungo al gruppo dei gemelli
🤣

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