Come si calcola il rischio reale per il tumore al seno

Daniela Sicilia
Daniela Sicilia

Sono contenta..ho visto il profilo di Luigia su Facebook.. i suoi occhi verdi..ho letto tanti commenti ..era una persona eccezionale ..non avevo dubbi..e stata la prima in questo blog..appena mi sono iscritta a darmi consigli..possi solo dire Luigia amica mia..il tuo ricordo e impresso nel mio cuore..

Sabrina
Sabrina

Ho riletto un post di Luigia (post n. 7629 pagina 509) che avevo salvato nelle pagine dei preferiti perché mi aveva colpito particolarmente per la sua profonda lezione di vita.

Grazie Luigia

Sabrina

salvocatania
salvocataniaMedico Chirurgo
Sabrina:
Ho riletto un post di Luigia (post n. 7629 pagina 509) che avevo salvato nelle pagine dei preferiti perché mi aveva colpito particolarmente per la sua profonda lezione di vita.

Visto che ce l'ha sottomano lo ricopi con il copia-incolla qui
salvocatania
salvocataniaMedico Chirurgo
SaraSoleMare:
Grazie dottore, spero che sia un errore a cui si potrà rimediare... e che non mi abbia causato troppi danni

Vada avanti con la chemioterapia durante la quale risultera' PROTETTA e poi avremo tempo per riflettere sui passi successivi sui quali potra' aggiornarmi se lo desidera.
Antonia fiduciaria
Antonia fiduciaria

Cliccando sul messaggio di notifiche mi si è aperto il post di Lori che scriveva di Luigia, ho dovuto rileggerlo più volte per capire. Ci mancherà un punto di riferimento. Un abbraccio al figlio Matteo e a tutta la sua famiglia. Grazie cara Luigia

Un saluto ed un abbraccio in modo particolare alle nuove compagne di viaggio, a Daniela Sicilia e al suo papà, a SaraSoleMare arrabbiata (e ci mancherebbe) ma determinata a non mollare, a Rossella che è viva e sta bene!, a Onde ed al nipotino "Alessandro", a tutte e a tutti. Festina lente.
Antonia
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Sara SoleMare
Sara SoleMare
salvocatania
Speriamo che a Roma me la facciano cominciare presto... per il momento mi hanno prenotato la scintigrafia ossea per settimana prossima e leggeranno anche i vetrini per un istologico migliore...

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salvocatania
salvocataniaMedico Chirurgo
SaraSoleMare:
leggeranno anche i vetrini per un istologico migliore....

Le hanno chiesto di portare i preparati istologici ?
Sabrina
Sabrina

Riporto il post di Luigia

PREMESSA
Abbiate pazienza con me, è da pochissimo (dal 25/11/16) che partecipo ad un forum, e non ne conosco bene le regole (ci sono delle regole? Ci sono argomenti tabù?).
Sono solita affrontare le cose direttamente e negli scritti di queste ultime pagine mi sembra traspaia "la paura della morte" e tutta la sofferenza che porta con sé senza parlarne apertamente.
Vorrei raccontare la mia esperienza:
dopo la diagnosi di tumore al seno (nove anni fa) ho saputo (due anni fa) di avere delle metastasi ossee diffuse.
(Ho raccontato parte del mio percorso sul sito La Medicina Narrativa e#138D3A6 post 72, 75... che se volete potete leggere... Nel mio racconto ho fatto un errore, ho digitato che ho le metastasi da 3 anni al posto di 2..., ma non fa alcuna differenza).
Quando ho avuto la diagnosi che i linfonodi ingrossati erano metastatici ero sola, come spesso mi accade (ero sola anche quando mi sono sottoposta all'agoaspirato...) un po' per scelta e un po' perché nessuno dei miei familiari ha insistito per accompagnarmi... (non li biasimo, la paura della mia morte li mette in contatto con la loro paura di morire...).
Saputa la diagnosi mi sono sentita "congelata" (incapace di respirare, di pensare, di agire, incapace anche di piangere) non sapevo come avrei potuto continuare a vivere sapendo che stavo morendo...
Non mi pareva possibile, non volevo crederci, stavo bene, avevo una vita attiva, come avevo potuto non accorgermi che qualcosa non andava? Ci doveva essere un errore... era un brutto sogno e al risveglio tutto sarebbe svanito... Invece no! Era tutto vero! E in cuor mio sapevo che era così...: mio padre era morto di cancro a 51 anni e mia madre a 66, ora toccava a me l'infame destino, avevo 62 anni e dovevo accettarlo! Sono salita in macchina per tornare a casa...avrei voluto piangere, ma non ci riuscivo e, per farmi un po' di male, mi commiseravo perché ero sola senza una spalla su cui piangere... (avevo scelto io di andare sola!!!)
Mi sentivo in balia dei miei pensieri che turbinavano nella mia mente: non era possibile... ci doveva pur essere una possibilità... NO! Una voce dentro di me diceva che dovevo accettare il mio destino, era inutile illudersi e cercare di mutarlo... sarei morta di lì a poco...
Pensavo a tutti i cambiamenti che avevo introdotto nella mia vita, dopo l'intervento al seno, erano stati inutili!

Non era vero!

La capacità di tornare al respiro e basta, concentrandosi sull'aria che entra e dilata l'addome e l'aria che esce lentamente dal naso, costruita faticosamente negli anni con un costante esercizio, mi ha permesso di placare la mente e evitare di farmi travolgere dai pensieri nocivi e... inutili, che senza controllo, affastellavano la mia mente.
Grazie al respiro consapevole le emozioni si sono placate, ho benedetto il percorso di meditazione che avevo iniziato subito dopo l'intervento al seno e, con una mente sgombra e un cuore traboccante di riconoscenza verso i miei "maestri", ho cominciato a prendere coscienza di ciò che stava accadendomi:
ero VIVA
avevo delle metastasi, ma come si erano formate, potevano anche andarsene...
avrei fatto delle cure
al momento stavo BENE
avrei affrontato le cose di giorno in giorno

Tornare al respiro mi ha anche permesso di apprezzare di essere stata sola a ricevere la diagnosi, per poter prendere profondamente coscienza della situazione senza dover consolare o solo evitare sguardi sconsolati...
Cara Nadine, dici "la solitudine è un aspetto della malattia... ", la solitudine è un aspetto della vita, ci accompagna sempre nelle vere e autentiche esperienze vitali, non solo nella malattia:
-nasciamo soli,
-da soli conosciamo il mondo e se anche ricorriamo all'esperienze altrui, (libri, dialoghi...) siamo sempre solo e soltanto noi a scegliere, più o meno consapevolmente, ciò che è il caso di tenere o di abbandonare,
-siamo soli (come dice Gibran) nella conoscenza di Dio, nessuno può darci la sua fede...
-siamo soli nella conoscenza dell'amore, della gioia e del dolore...
- moriremo soli...
Intendo dire che il nostro modo di vivere, di pensare, di mangiare, di amare, di accudire, di ...., dipende in gran parte dalla nostra consapevolezza, che nessuno ci può regalare e che non si acquista da nessuna parte.... Neanche chi ci ama può trasferirci la sua consapevolezza, né noi possiamo condividerla a meno che...., a meno che non ci sia già un cuore e un'anima in ascolto.... in ricerca...

La mia è stata cercare di prepararmi a morire cercando di vivere meglio: è una nostra responsabilità e libertà... fa parte della vita...

"Sono convinto che anche nell'ultimo istante della nostra vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino" (non so di chi sia, dicono di Leopardi, ma non ho trovato riscontro... in ogni caso non importa...)

Non credo che significhi che, se vogliamo, possiamo guarire sicuramente e che questo dipende dalla nostra volontà, io l'ho intesa in questo modo: si può cercare di morire bene come in ogni momento cerchiamo di vivere bene...
Non possiamo scegliere né quando e perché, ma come prepararci sì... e, siccome capiterà a tutti noi (prima o poi) forse è il caso di cominciare responsabilmente a farlo e non a rifuggirlo (dico questo non a voi, ma a me stessa, non perché io ne sia davvero capace, ma perché SO che è la strada da percorrere... )
Mi sto impegnando... un tempo mi terrorizzava solo in pensiero della morte, mentre ora non mi spaventa più. Sono turbata, ma non impaurita.
Quando tempo fa ho letto, mi pare su Repubblica..., che i malati di tumore sono fortunati rispetto agli atri perché possono prepararsi a morire mentre per coloro che moriranno di arresto cardiaco, incidente d'auto... questo risulterà difficile... mi sono subito indignata e ho inveito contro il giornalista augurandogli mentalmente un accidente.
Poi però ho riflettuto e ho convenuto che aveva ragione... io ho cominciato a parlare dell'eventualità della mia morte ai miei figli (sono grandi, hanno 25, 27 e 29 anni), ho scritto
qualche lettera, allentato qualche tensione, ho dato qualche carezza, ho buttato vestiti e cimeli che soffocavano la mia casa... insomma ho fatto un po' di pulizia... fuori e dentro di me, cercando di "purificare" anche il mio animo e la mia mente ...
PREPARANDOMI A MORIRE HO CAMBIATO IL MIO MODO DI VIVERE... E ME STESSA: cerco di nutrire il corpo con cibi sani e conducendo una vita equilibrata, nutro la mente e l'anima con esercizi di meditazione e letture che mi son d'aiuto nel cercare di essere presente a me stessa...
Non sempre ci riesco, mi arrabbio ancora e non sempre sono gentile, anzi a volte sono tagliente... però ora me ne accorgo e cerco di modificare il mio modo di vedere e di essere...
Prima del tumore raramente mi accorgevo di "essere viva"... ero sempre indaffarata a FARE piuttosto che ad ESSERE..., trascorrevo le giornate sempre in ritardo, spesso nervosa per i troppi impegni (taluni inutili, altri addirittura dannosi... mi riferisco a incontri mondani, frequentazioni superficiali... parole e chiacchiere inutili....) .
Ora sono diventata più pacata e selettiva, cerco di usare il mio tempo più consapevolmente (anche quello che sto dedicando a scrivere a voi aiuta me a fare chiarezza, a rammentarmi di consolidare le sane abitudini...).
Sembra un paradosso ma GRAZIE al tumore vivo più pienamente la mia VITA!
La PET di luglio parla di remissione, STO BENE, sono serena e molto più attenta a tutto ciò che accade...

Anche se in ottobre i marcatori Ca15.3 si sono alzati, creandomi un po' di turbamento, ringrazio ogni mattina di essere viva!
Cerco ogni giorno il bello che c'è!
Vigilo sui pensieri rancorosi o vendicativi che attraversano la mia mente... e li lascio andare...
Cucino, pulisco, bevo un the caldo con un'amica...
prego.....

Se vi ho turbato... perdonatemi
Un abbraccio
Luigia
p.s. spero che il dott. Catania non si sia pentito di avermi invitato qui...

Ex utente
Ex utente

Buongiorno a tutte, è da qualche giorno che leggo i post del forum dopo che sono stata invitata dal Dott. Catania e parteciparvi, in seguito ad un consulto (che il dott. Catania ha riportato nel post 13.528).
Sono stata piacevolmente colpita dal clima di condivisione che c'è e dai legami forti, che si percepisce, si siano formati tra di voi. Mi sento quasi a disagio a scrivere ora, dopo che Sabrina ha riportato un post molto toccante di Luigia; un post che riassume nella totalità i sentimenti derivanti dalla consapevolezza di essere ammalati di cancro.
Penso che quello che manchi di più per chi riceve una diagnosi e affronta l'iter successivo (operazione e terapie) sia proprio una condivisione con chi sta affrontando lo stesso percorso. Ricordo infatti di un legame molto intenso avuto con una ragazza durante il percorso di radioterapia: l'avevo notata in un angolo della sala, che attendeva di essere chiamata, guardando con rabbia e paura il tabellone, che avrebbe annunciato numero assegnatole; in lei vedevo riflesso il mio stesso terrore. Col procedere della cura e dei giorni ci siamo avvicinate e allora ci aspettavamo nella sala d'attesa e dopo la terapia ci facevamo un caffè, attendendo che si attenuasse il malessere del trattamento che avevamo fatto.
La mia storia la trovate un po' nel post che 13528, se avrete voglia di leggerla, è una storia simile alle vostre e il mio avvicinamento a medici italia e, conseguentemente, al vostro forum è stato motivato dalla ricomparsa dello spettro di una possibile recidiva. Per ora ancora uno spettro... ma uno spettro che mi fa molta paura.

Sara SoleMare
Sara SoleMare
salvocatania

Si dottore, i vetrini sono la prima cosa che mi hanno chiesto...

Sara
- Modificato da Sara SoleMare
Lella
Lella

Sono vicina alla famiglia di Luigia.Grazie per il tuo esempio di Donna coraggiosa e per gli insegnamenti che ci hai donato.Un abbraccio Lella

Rossella
Rossella

Grazie Sabrina per aver riportato questa riflessione di Luigia. Me la rileggerò spesso, in fondo l'unica possibilità per andare avanti con serenità è rassegnarmi al fatto che prima o poi dovrò morire, ma quello che conta è ciò che farò da oggi a quel momento.

Benvenuta Silvy. Arrivi in giorni dolorosi per il forum, ma come diceva Valentina ci stringeremo forte e andremo avanti, come si fa in una famiglia in cui ci si vuole bene.

Rossella

Ex utente
Ex utente
Rossella
Grazie Rossella, il dolore fa parte purtroppo parte della vita e i lutti di amici, parenti, conoscenti, putroppo compaiono durante il percorso. Se però c'è una cosa che non rende vano il fatto di aver vissuto è l'aver lasciato una parte di sè in eredità agli altri ed è il ricordo che rende viva questa parte oltre il tempo della reale presenza...
Pattiy
Pattiy

Ciao Silvy giusto quanto dici sul ricordo che lasceremo negli altri. Mi associo a Rossella nel darti il benvenuto in questo spazio. È un momento molto triste per tutte noi. Ma qui c è tanto posto anche per la speranza, la solidarietà, il non sentirsi soli. Sei nel posto giusto. Alla prossima! Ciao.
Patty

Ex utente
Ex utente
421986
Grazie Patty, sono molto contenta di aver avuto la possibilità di entrare in questo gruppo, ho letto qualche post precedente e mi piacete proprio!

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