L’inizio della scuola ed il primo freddo coincidono spesso con la comparsa, negli adolescenti e nei bambini, di infezioni o infiammazioni ricorrenti a carico delle vie aeree.

Tali eventi, caratterizzati da ostruzione nasale, tosse subcontinua, episodi di laringospasmo o asma, “ mal di gola ” con faringite o faringotonsillite, sono più frequenti nei bambini allergici, in particolare in I e II infanzia.

L’ allergia e l’esposizione alle sostanze allergizzanti ( in particolare agli agenti indoor come acari della polvere, muffe ed epitelio di gatto),determinando un’infiammazione cronica a carico delle mucose delle vie aeree, predispongono la mucosa stessa ad una maggiore suscettibilità all’attacco di agenti irritanti e virus, e di conseguenza ad episodi infettivi.

Inoltre nei bambini allergici, l’ostruzione nasale, l’ipertrofia dei turbinati e delle adenoidi, determinando una cattiva ventilazione e una riduzione del “ filtro” nasale, causano una forzata respirazione a bocca aperta e una conseguente maggior esposizione delle vie aeree a noxae patogene, infettive e non.

Tale ostruzione delle alte vie aeree, determina inoltre ritenzione di muco e successivo “scolo retronasale “ (post nasal drip per gli anglosassoni) con amplificazione del processo infiammatorio cronico.

In conclusione, il bambino allergico rispetto al non allergico, tende a sviluppare più facilmente infezioni (specie virali) , che sono poi il vero fattore scatenante, soprattutto di episodi di laringospasmo e/o asma.

Ergo, tenere sotto controllo la “ malattia allergica “, ridurre l’esposizione agli allergeni, instaurare un programma terapeutico a lungo termine, può consentire, in questi bambini, un' importante riduzione di consumo di farmaci, in particolare dei tanto prescritti cortisonici ed antibiotici.