L’IMPORTANZA DELL’ALIMENTAZIONE NEL PAZIENTE CON DIABETE MELLITO.

Nonostante i progressi ottenuti nella terapia farmacologia del diabete mellito, l’importanza di una corretta alimentazione ne rappresenta ancora oggi il cardine terapeutico, nonostante la difficoltà nel raggiungimento di risultati significativi. E’ perciò importante tenere presente, nella compilazione di qualunque programma alimentare, l’obiettivo della migliore qualità di vita possibile del paziente diabetico: la dieta deve essere sempre adattata ai bisogni specifici dell’individuo, che possono anche cambiare nel tempo. La terapia dietetica deve contribuire ad ottimizzare il controllo glicemico, per la prevenzione delle complicanze microangiopatiche, con conseguente riduzione del rischio cardiovascolare; infatti le principali raccomandazioni ricalcano quelle indicate per la popolazione in generale per la prevenzione della cardiopatia ischemica.

Come è ben noto la stragrande maggioranza dei pazienti diabetici tipo 2 presenta problemi di sovrappeso o di obesità; in questi pazienti la negativizzazione del bilancio energetico (riduzione delle entrate ed aumento delle uscite) e quindi la conseguente perdita di peso rappresenta l’aspetto più importante della terapia dietetica. Negli ultimi anni diversi studi hanno dimostrato che anche modeste perdite di peso, intorno al 5-10 % del peso iniziale, si accompagnano a sensibile riduzione del livello della glicemia, perchè migliora la sensibilità periferica all’insulina e si riduce la produzione epatica di glucosio. La riduzione del peso corporeo porta, inoltre, ad un miglioramento di tutti i fattori di rischio cardiovascolare presenti nei pazienti diabetici, in particolare l’iperlipidemia e l’ipertensione arteriosa, e ad una significativa riduzione del fabbisogno di farmaci ipoglicemizzanti.

Un target ragionevole, per riuscire ad avere significativi effetti metabolici, può essere la perdita di peso di circa il 5-10% del peso corporeo iniziale nell’arco di 4-6 mesi, ottenibile con una riduzione dell’apporto energetico giornaliero di circa 300-500 kcal; si ottiene, quindi, una perdita di peso soddisfacente con sacrifici accettabili.

Particolare attenzione dovrà essere posta per i pazienti con distribuzione del grasso di tipo viscerale, valutabile mediante la misurazione, della circonferenza della vita all’altezza dell’ombelico (donna < 88 cm, uomo < 102 cm).

Una volta ottenuto il calo ponderale è però essenziale cercare di prevenire il recupero del peso, motivando il paziente ed associando sempre alle raccomandazioni riguardanti l’alimentazione quella di una regolare attività fisica.