Il Center for Disease Control and Prevention (CDC) ha pubblicato recentemente un report sulle modalità di prescrizione dei contraccettivi ormonali. Sono state valutate le modalità prescrittive di 2.000 medici ospedalieri rispetto a quelle di 2.000 medici di assistenza primaria per tipo di contraccezione.

 

Si e' rilevato che una percentuale maggiore di ginecologi rispetto ai medici di medicina generale fornivano alle donne maggiori alternative al momento della prescrizione. I contraccettivi ormonali erano, tra tutti i metodi, quelli più comunemente usati e resi disponibili alla donna dallo specialista rispetto al generalista (92,1% vs 48,8%). Questi dati indicano che l’informazione da parte dei medici generalisti riguardo alla contraccezione ormonale puo’ essere migliorata in relazione alle differenti tipologie di farmaci per via di somministrazione (orale, trans dermico, anello vaginale) e durata di efficacia contraccettiva (giornaliera, settimanale, mensile).

 

Il problema dell'aderenza al trattamento è fondamentale nelle giovani donne. Infatti la pillola ha un tasso di fallimento pari al 8% per gravidanze indesiderate, attribuibili essenzialmente alla scarsa aderenza (dimenticanza, errori nella somministrazione). Un recente studio, pubblicato su Obstertrics & Gynecology ha dimostrato come la donna abbia una falsa percezione sulla sua corretta aderenza nell'assunzione della pillola. Il numero medio di 1,2 pillole mancati per ciclo stimato dalla donna corrisponde, in realtà a 4,7 pillole mancanti rilevate nel monitoraggio. Un numero abbastanza alto e tale da compromettere l'efficacia contraccettiva. Il problema potrebbe essere ridimensionato dall'uso di sistemi di contraccezione ormonale, come l'anello vaginale o cerotto, che coniugano efficacia contraccettiva a mono-somministrazione mensile o settimanale.

 

Esistono numerosi studi che evidenziano il fatto che i contraccettivi orali possono ridurre il rischio di cancro ovarico, ma gli effetti sulla salute delle donne dipendono dalla durata della protezione dopo la cessazione dell'uso della pillola. I risultati dello studio pubblicato da Lancet nel 2008 hanno confermato che quanto più a lungo le donne hanno usato contraccettivi orali tanto maggiore è stata la riduzione del rischio ovarico (p<0.0001). Questa riduzione del rischio si è protratta per più di 30 anni dal termine dell'assunzione di contraccettivi orali. Infatti dopo 5 anni di utilizzo si verifica una riduzione del rischio entro i 10 anni dall'interruzione del 29%  che si riduce tra 10 e 19 anni al 19% e tra 20 e 29 anni al 15% .

Nel corso degli ultimi 50 anni, sono stati evitati 200 000 casi di tumore ovarico e 100 000 decessi per questa malattia in tutto il mondo attraverso l'uso di contraccettivi orali.

 

E’ importante quindi una rivalutazione della stima dei rischi/benefici per il trattamento con contraccettivi a basso dosaggio di estrogeni e per le preparazioni con solo progestinico.

 

Le controindicazioni ai contraccettivi ormonali rimangono sempre una storia di tromboembolismo, la presenza di malattie cardiache, l'emicrania, le malattie epatiche, patologie accertate o sospette di malignità della mammella e altre condizioni piuttosto rare. Uno studio del CDC di Atlanta definisce i criteri di eleggibilità per i vari metodi di contraccezione analizzando il rapporto rischio/beneficio.

 

Nell'età peri-menopausale, dove la gravidanza è spesso un evento indesiderato e inatteso, la contraccezione ormonale garantisce alla donna anche rilevanti effetti benefici non contraccettivi, quali la riduzione del sanguinamento uterino, il miglioramento della sintomatologia vasomotoria, il mantenimento della massa ossea. Tuttavia in queste pazienti deve essere valutato l’aumentato rischio cardiovascolare per eventuale presenza di ipertensione, dislipidemia, diabete, obesità e soprattutto il fumo.

 

Questi risultati indicano la necessità di facilitare l’accesso alla contraccezione ormonale per i benefici dimostrati nella sua efficacia in età fertile, in prevenzione primaria del cancro ovarico e nella sua capacità di determinare effetti benefici non contraccettivi.

 

Fonti

1. Centers for Disease Control and Prevention (CDC) Contraceptive methods available to patients of office-based physicians and title X clinics --- United States, 2009-2010 MMWR Morb Mortal Wkly Rep. 2011 Jan 14;60(1):1-4

2. Hou MY et al. Using daily text-message reminders to improve adherence with oral contraceptives: A randomized controlled trial. Obstet Gynecol 2010 Sep; 116:633.

3. Collaborative Group on Epidemiological Studies of Ovarian Cancer Ovarian cancer and oral contraceptives: collaborative reanalysis of data from 45 epidemiological studies including 23 257 women with ovarian cancer and 87 303 controls The Lancet, 2008; 371: 303 – 314

4. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). U.S. medical eligibility criteria for contraceptive use, 2010: Adapted from the World Health Organization Medical Eligibility Criteria for Contraceptive Use, 4th edition. MMWR Morb Mortal Wkly Rep 2010; 59:RR-4:1

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