All'interno dell'evento http://www.danieletonlorenzi.it/?p=889 tra i vari aspetti del problemi disabilità si è parlato del progetto "Adotta una famiglia". Ecco il testo completo dell'intervento:

Il disabile

È colui che ha una malattia cronica o una invalidità permanente che riduce l'autonomia personale, fino a richiedere l'aiuto di altre persone per le esigenze della vita quotidiana in casa o fuori per camminare, salire le scale, chinarsi, coricarsi, sedersi, vestirsi, lavarsi, fare il bagno, mangiare. Anche le persone con limitazioni alle funzioni di senso (sentire, vedere, parlare) sono considerate disabili.

Quanti sono?

Secondo i rapporti del Censis nel 2010 in Italia c’erano 4,1 milioni di persone disabili che sono destinati ad aumentare nel tempo con l’invecchiamento. Il Fondo Monetario Internazionale lancia l'allarme sui sistemi pensionistici e l'assistenza sanitaria così come li abbiamo conosciuti. Le persone vivono ora più a lungo per l’aumento del benessere individuale. La maggiore aspettativa di vita, ha fatto aumentare i costi che i governi devono sostenere, per pagare le pensioni e l’assistenza sanitaria aprendo prospettive inquietanti sulla loro sostenibilità fiscale. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che anche nazioni come la Germania non riusciranno a pagare le pensioni e la sanità pubblica. Razionalizzare le risorse sociali è quindi un obiettivo importante da perseguire, pertanto non è più possibile che Intere regioni, non sappiano nemmeno quanto spendono per la sanità. Nel nostro paese si è raggiunto un buon livello di protezione sociale, per alcuni tipi di disabilità, altri sono meno protetti. I soggetti con sclerosi multipla, ad esempio, hanno maggior rischio di isolamento sociale (arriva fino al 60%) e la metà delle madri di persone con autismo hanno dovuto lasciare il lavoro o ridurlo. Il vero problema è la possibilità di mantenere questi livelli minimi di protezione e assicurarla anche alle nuove generazioni. Le Associazioni dei disabili devono quindi fare fronte comune.

Che diritti hanno?

L'Assemblea delle Nazioni Unite ha approvato nel dicembre 2006 la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità con lo scopo di combattere le discriminazioni e sancirne i diritti . Lo stato italiano l’ha ratificata il 24 febbraio 2009.

Ha lo scopo di combattere le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani nei confronti di chi è meno autonomo nello svolgimento delle attività quotidiane con svantaggio nel partecipare alla vita sociale.

Decreta che i disabili abbiano il sostegno (compresa l’assistenza personale) per consentire di vivere nella società e impedire che siano isolati. I servizi e le strutture sociali, compresa l’assistenza personale, devono essere messi a loro disposizione e adattati ai loro bisogni.

Sancisce il diritto delle persone con disabilità all’istruzione e all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita", il diritto al lavoro, alla vita culturale e tanti altri diritti. Sei ore di lezione alla settimana? Il sostegno OSE che inizia molto dopo che la scuola è cominciata?

L’assistenza è un diritto e non una spesa.

La suddetta convenzione ha lo scopo di combattere le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani, nei confronti di chi è meno autonomo nello svolgimento delle attività quotidiane, con svantaggio nel partecipare alla vita sociale. Lo stato italiano l’ha ratificata il 24 febbraio 2009. Decreta che i disabili abbiano il sostegno (compresa l’assistenza personale) per consentire di vivere nella società e impedire che siano isolati. I servizi e le strutture sociali, compresa l’assistenza personale, devono essere messi a loro disposizione e adattati ai loro bisogni. Sancisce il diritto delle persone con disabilità all’istruzione, come a tutti gli altri e all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita", il diritto al lavoro, alla vita culturale e tanti altri diritti. Mi piacerebbe fosse presente il rappresentante di un’associazione disabile ed un politico di un paese scandinavo per sapere se anche lassù funziona come da noi.

Vorrei che oggi tra noi ci fosse don Lorenzo Milani il parroco di Barbiana che lottò perché l’istruzione fosse accessibile a tutti, anche oggi come allora la nostra società condanna i cittadini con difficoltà al mantenimento dell’ignoranza. Vorrei urlare insieme lui: “A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca”? “C’è la crisi” come dicono i comici di “Striscia la notizia” però il Corriere della Sera afferma che molte regioni non sanno nemmeno quanto spendono per la sanità. L’ex ministro Brunetta ha detto che in Italia ci sono 90 mila auto blu che costano 4 miliardi di euro l’anno (cifre aggiornate al 2010). Sono 18-20 mila costano 150 mila l'una con un costo di un miliardo di euro per consumi, manutenzioni e assicurazioni. Hanno 40 mila autisti e 20 mila addetti amministrativi e generici con un costo di tre miliardi di euro. È difficile mantenere la fiducia nello stato

Cosa fare?

 

1. Ridurre gli sprechi:

2. Investire in ricerca consapevoli che quanto speso sarà fonte di grande risparmio in futuro.

3. Aumentare i punti assistenziali.

4. Sensibilizzare il volontariato.

 

La risorsa dei cittadini il volontariato

Il 91% delle persone manifesta solidarietà verso il disabile e l’82% esprime il desiderio di aiutare. L’esperienza ci dice che gli italiani spendono per la solidarietà, basti pensare che le ambulanze sono tutte di proprietà di associazioni di volontari (Misericordie, Pubbliche Assistenze, Croce Rossa, ecc.). E’ possibile coinvolgerlo:

1. Raccolta fondi;

2. Progetto “Adotta una famiglia”.

Progetto “Adotta una famiglia”

La Fondazione Manuli per l’Alzheimer, dimostra che con il volontariato è possibile fare tanto. Ogni anno presta assistenza a 300 nuove famiglie con a carico un paziente Alzheimer.

Il loro obiettivo è quello di costruire una “rete di sicurezza” intorno al disabile ed alla sua famiglia:

• Spezzandone l’isolamento permette alla famiglia di “staccare” dal carico dell’assistenza per alcune ore, riducendo lo stress del familiare convivente. Nel contempo consente di migliorare l’integrazione sociale dell’assistito stimolando le capacità relazionali e funzionali.

• Consente l’erogazione di assistenza da parte di personale socio sanitario qualificato (es. infermieri, psicologi) nei casi medio gravi, direttamente retribuito dalla Fondazione, oppure, nelle situazioni meno problematiche, da volontari adeguatamente preparati attraverso corsi di formazione. Per questo motivo ha reperito nel territorio le aziende che hanno la possibilità di “adottare” una o più famiglie.

• Talvolta la necessità di dare un sostegno di personale qualificato (infermieri, psicologi, ecc.)

Propongo di “copiare” il loro progetto allargandolo a tutti i tipi di disabilità e coinvolgendo tutte le associazioni che vorranno partecipare.