Attualmente non esiste una terapia univoca e sicuramente efficace per la terapia dei tumori del rene e della prostata in fase avanzata (metastatica) ed inoperabili.

Un gruppo di ricercatori dell’università di Genova di recente ha concluso la prima fase di sperimentazione sull’efficacia del vaccino “GX 301” somministrato a questa tipologia di pazienti. Esso è in grado di indurre una risposta anticorpale diretta a coadiuvare le cellule Killer nella distruzione delle cellule tumorali. In tal modo si insegnrebbe alle nostre cellule di difesa a riconoscere e distruggere solo le cellule tumorali.

La risposta immunitaria si è verificata nel 100% dei casi e le cellule anticorpali indotte dal vaccino con specifica attività antitumorale sono riuscite a bloccare la progressione del tumore arrestandone la crescita. A differenza della classica chemioterapia gli effetti collaterali sono stati irrisori (febbricola e dolori articolari transitori). Attualmente è stato utilizzato non come terapia risolutiva bensì come terapia diretta a rallentare la progressione di malattia e può rappresentare la base per lo sviluppo di tecniche immunologiche ancora più efficaci e magari curative per tumori di varia origine.

Il prossimo passo sarà quello di verificarne la efficacia anche in tumori di altra natura ed in stadio iniziale.

 

Fonte: Spazio salute di Repubblica