I cosiddetti "disturbi di personalità" sono inclinazioni di pensiero, emotività e comportamento che caratterizzano alcune persone, in maniera piuttosto spiccata e rigida, cioè senza la capacità di modulazione rispetto alle opportunità e agli ostacoli esterni. Ma soprattutto, se di disturbo si parla, si può intendere in senso medico che la persona ne soffre, perché allo stesso tempo non può trovare soddisfazione comportandosi in maniera diversa da quello che la sua personalità gli indica come giusto, sensato e corretto, e d'altra parte si rende conto che questo suo modo di fare lo condanna a insuccessi, conflitti o emarginazione.

I disturbi di personalità sono probabilmente un modo di descrivere gli stessi disturbi chiamati con altri nomi, focalizzandosi più sugli aspetti relazionali che non sui sintomi evidenziati sulla persona o indicati dalla persona.

Quelli del gruppo B comprendono i profili borderline, istrionico, narcisistico e antisociale. Si tratta di profili non esclusivi, ovvero chi ha tratti di un tipo spesso ne ha anche degli altri tipi, per cui sono delle modalità che possono coesistere in varie combinazioni. Sono anche detti personalità "drammatiche", perché il loro aspetto saliente è l'emotività e le relazioni conflittuali, intense ed esplosive, o ambivalenti, con fasi di forte legame e investimento e fasi di delusione e distruttività. Spesso chi ne soffre oscilla tra momenti di forte senso dell'identità, con estrema chiarezza di obiettivi, valori e persone di riferimento o di ispirazione, e periodi di perplessità generale, demotivazione, crisi di identità, pensieri di rinuncia e di fuga. Si potrebbe dire che il narcisismo è più maschile, il borderline ambisesso, l'istrionico più femminile, intendendo anche il "maschile" e il "femminile" come configurazioni cerebrali più che soltanto come sesso anagrafico.

La vita sentimentale turbolenta è una caratteristica, e per questo abbiamo scelto per dare un'idea di cosa siano un trittico di canzoni. "Sei bellissima" di Loredana Berté potrebbe ben rappresentare la personalità narcisistica femminile. In questa canzone è rievocata una storia d'amore finita, forse da molto tempo, che però fa soffrire ancora chi canta. Nella sua solitudine presente, la donna ricorda le prime fasi della storia, quando lui forse giocava a far l'innamorato, ma sembrava esserlo davvero e perdutamente. Dopo di che, nel tempo lo stesso uomo è divenuto freddo, e alle parole d'amore si sono sostituite quelle di indifferenza o di disprezzo. Questa seconda parte è forse solo il venir meno dell'amore, vissuto dal narcisista come una caduta dal paradiso, un venir meno dell'attenzione a lui dedicata. Quando l'istrionico non può essere più acclamato, e si accorge di non poter più sedurre, di non poter più suscitare interesse, la sua via d'uscita è stare sempre sul palco, al centro della storia e dell'attenzione, ma cambiando parte. Da maschera allegra a maschera disperata. Spesso con questo atteggiamento l'istrionico allontana definitivamente da sé le persone amate, o crea conflitti durante fasi fisiologiche di raffreddamento dei rapporti, che vive come tradimento e ferita profonda. La cosa migliore che l'istrionico trova negli altri è il pensiero di piacere loro, che gli altri siano un "pubblico" entusiasta, ansioso di nuove performance e sedotto automaticamente da qualsiasi apparizione o esibizione.

Il narcisista ha anch'egli un profondo legame con l'ammirazione che gli altri gli rivolgono, ma non tende ad essere protagonista, semplicemente si compiace di come gli altri lo considerano, deve mantenere una parte, una maschera, senza provocare, ma misurando nei comportamenti degli altri quanto riesce a condizionarli e a influenzarli. Quando gli altri "sfuggono", o semplicemente non sono disposti a superare certi limiti, la reazione narcisistica è di rabbia e ostilità, perché la persona che non asseconda e non segue il narcisista nelle sue proposte è percepita come rifiutante, fonte di umiliazione. Il narcisista concepisce un legame come una lealtà incondizionata, e l'eccezione a questa legge come un tradimento, una provocazione, che in un certo senso si attendeva. Il contrattacco è violento, ostile, impositivo. Questa reazione è di solito fallimentare, perché suscita semplicemente paura, ostilità reciproca, guai legali per l'inizio di atteggiamenti assillanti o di minaccia, se non peggio. Il narcisista è cantato da Luigi Tenco in "Angela", in cui l'uomo tratta la sua donna con sufficienza, facendola sentire poco importante, sfruttando il suo amore per farla soffrire e sentirsi quindi dalla parte di chi è più forte, lasciandola e riprendendola per non farla mai sentire sicura. Ma quando lei lo lascia, stanca di tutto questo, lui reagisce con disperazione, cercando di riprenderla stavolta con la carta della pietà e del pentimento. Fallita questa, spesso inizia la fase aggressiva.

Spesso il narcisista, quando ha successo con un partner, ne accumula altri, arrivando a gestire in maniera problematica più relazioni contemporaneamente.

Il soggetto borderline è particolarmente turbolento e instabile, così da non essere in grado di distinguere tra "fantasmi" emotivi, come paure, sogni e speranze e realtà su cui prendere decisioni o fare mosse, o costruire ricordi. Così, il soggetto borderline vive nel suo mondo emotivo, ma ciò che attribuisce agli altri, o che si aspetta dagli altri, o che rimprovera agli altri sono sostanzialmente suoi vissuti emotivi. Dopo di che, spesso in questa conflittualità continua finisce anche per far funzionare male i rapporti, con conseguenti fallimenti oggettivi, abbandoni e delusioni. La reazione del borderline alla delusione è estrema, spesso con autolesionismo, gesti impulsivi distruttivi o di provocazione, assunzione di droghe o il venir meno alla proprie responsabilità essenziali. Il borderline attribuisce umori e malumori agli altri, crea amici e nemici a seconda dell'umore, ricorda torti subiti o giorni felici a seconda dell'umore che colora il ricordo. Il borderline vive con il suo umore del momento, ed è questa la chiave con cui rilegge da capo tutta la sua storia, ad ogni giro, con conseguente frammentazione della propria storia e della propria identità. Nella canzone "Gli uomini non cambiano" Mia Martini interpreta bene questo modo di sentire, in cui l'illusione che gli altri cambino è rivoltata come accusa a chi "non cambia", deludendo le aspettative. Una storia di illusioni e delusioni, senza riuscire a "entrare" in rapporto con gli altri se non con un'illusione, e alla fine nella convinzione che l'illusione sia quel che dovrebbe esserem, e la delusione un mancato riconoscimento al proprio entusiasmo e alla propria genuinità sentimentale.

In generale, questi disturbi hanno quindi in comune la centralità della vita sentimentale, la tendenza a incolpare gli altri per il fallimento dei propri sforzi amorosi, e la tendenza a cercare rapporti in cui realizzare le proprie illusioni fino al punto di provocare le delusioni temute con gli stessi comportamenti che hanno alimentato le illusioni. Il narcisista con il controllo, l'istrionico con il bisogno di ammirazione, il borderline con l'impulsività allontanano i partner, e utilizzano queste stesse armi per vendicarsene: l'istrionico con le accuse, il narcisista con l'idea di vendetta, il borderline con gli atti violenti su se o sugli altri.

 

Angela di Luigi Tenco http://www.youtube.com/watch?v=rqvgQ3u4bJ0

Sei Bellissima di Loredana Berté http://www.youtube.com/watch?v=kCF9ulTzgxA

Gli uomini non cambiano di Mia Martini http://www.youtube.com/watch?v=g1nrmqM0XWY