"Le orme" (o "Le orme sulla luna") è un film del 1975 con Florinda Bolkan. Il film descrive in pratica un esordio psicotico, frettolosamente definito "schizofrenico" in molti riassunti.

Una donna si rende conto di non aver memoria di un giorno della sua vita recente, ma ricostruisce che ha interrotto improvvisamente una sessione di lavoro per recarsi in una località a lei apparentemente sconosciuta. L'atmosfera di smarrimento subito pone la questione in termini ambigui: follia o complotto di qualcuno che ha preso di mira la donna per oscuri motivi ?

Le condizioni in cui la donna è preda di una crisi e in cui fugge dal lavoro tra lo stupore di tutti avviene in condizioni tipiche degli esordi psicotici: ambiente affollato, impressione di attenzione negativa su di sé, alterazione delle sensazioni e interferenza di alcune immagini o presunti ricordi che suggeriscono associazioni non chiare con personaggi della propria vita presente.

La donna si trasforma quindi in una sorta di auto-detective, e indaga su cosa abbia fatto in quel buco di tempo. La storia sembra proporre l'ipotesi che qualcuno le abbia rubato l'identità per poi in qualche modo intromettersi nella sua vita, in collegamento con una organizzazione forse legata ad alcuni incubi che la stanno tormentando, a proposito di un esperimento lunare.

Un semplice ricordo di una scena di sbarco sulla luna, o forse di un film, è riproposta come se l'astronauta che esce dall'astronave e cammina sulla luna fosse abbandonato per un esperimento di "lavaggio" delle emozioni sulla luna. L'ambiguità tra ricordo, ricordo distorto e invenzione delirante sistemata come ricordo fittizio prosegue per tutto il film.

Alla fine la realtà si svelerà in maniera molto lineare: la donna, in preda ad un delirio di persecuzione da parte di questa organizzazione dedita a esperimenti di annientamento della psiche, si è ritenuta in pericolo ed è fuggita in una località per cercare aiuto o indizi, camuffandosi ed infine facendo ritorno a casa, per sprofondare in un lungo sonno. I personaggi che incontra, e che in parte sono suoi conoscenti, sono ritenuti "falsi" personaggi, in realtà emissari dell'organizzazione.

 

Sono presenti anche altri elementi degli esordi psicotici. I cambiamenti dello stato di coscienza, che determinano i "buchi" di memoria, per cui nonostante le ricostruzioni a pezzi che nel tempo sono possibili, la persona non riesce a ricordare "emozionalmente" l'altro se stesso in un determinato periodo, il che spesso alimenta un delirio di persecuzione da parte di un impostore, o di doppia personalità, o di controllo della mente da parte di forze oscure. Le fantasie, prodotte dalla propria mente, sono percepite invece come delle conoscenze da fonte esterna: un semplice "mi sento stanca", può divenire "gli altri mi fanno sentire stanca", o "gli altri mi dicono che devo essere stanca", da qui argomentazioni paradossali tipo "mi dicono che sono stanca e quindi mi costringono a stancarmi", al punto che un soggetto in preda ad un delirio può vivere come "ordini" i propri pensieri, sentirseli imposti, ad esempio mangiare (perché ha fame) vivendolo come un ordine di mangiare imposto da forze esterne, in base a cui è "costretto" a mangiare.

Questo fenomeno, detto di robotizzazione, consiste appunto in una situazione in cui le nostre azioni, che siano o meno logiche e prevedibili (come mangiare) sono vissute come una programmazione esterna, gestita da fuori, con conseguente riduzione della propria mente ad un "manichino" a disposizione di altri. Anche pensieri sgraditi, come ad esempio sporcarsi, vissuti come "ordini" possono diventare "mi costringono a sporcarmi".

 

L'aspetto meno evidente, e spesso invece "centrale" è inoltre l'appiattimento emotivo. Le emozioni non viaggiano più seguendo una "storia" o una rete di significati, ma sono come "sospese", non guidano più. Il soggetto ha un funzionamento in cui sollecitazioni emotive, reazioni riflesse e pensieri hanno lo stesso peso, e quindi un'emozione può originare da un pensiero, essere imposta da esso, mentre da sola tende a rimanere "sospesa" appunto. Gli elementi nell'ambiente, anziché essere emotivamente colorati e orientati, sono elaborati e associati, ma in maniera "fredda", e producono verità equivalenti, con fantasia, realtà, sogno, passato, presente che si fondono, si sovrappongono su un unico piano. Un torto subito anni prima può divenire la ragione per un mal di stomaco di oggi, così come uno sguardo da parte di uno sconosciuto diviene una minaccia. La persona, priva di questa identità emotiva, si sente svuotata e "derubata" del proprio spirito, al punto da descrivere "furti", "inserzioni" e "sostituzioni" di elementi pensati, del pensiero, delle emozioni, degli istinti.

 

Questi sintomi sono definiti "sintomi di primo rango" e storicamente indicavano la schizofrenia rispetto ad altri tipi di psicosi, mentre una moderna definizione di queste malattie non ricononosce questi sintomi come così esclusivi della schizofrenia.

 

Vista la buona rappresentazione a mio avviso fatta nel film, lo segnalo insieme ad altri già descritti su questo stesso tema, ricordo "Mattatoio 5" in questo stesso blog, o "Spider" di D.Cronenberg.