Durante lo scorso fine settimana, nell’incantevole scenario di Aci Castello, una suggestiva località bagnata dal mare siciliano, si è svolto il congresso regionale della Sia Sicilia, società italiana di andrologia.

Il congresso ha sapientemente trattato svariati temi di grande attualità:

  • Le MST, malattie sessualmente trasmissibili e, l’importanza di un’adeguata prevenzione, formazione ed informazione, mediante l’educazione sessuale ed il contatto diretto e repentino con il curante di riferimento.
  • La “gestione multidisciplinare” del paziente andrologico, con un approfondimento dell’importanza di un lavoro in team( medico di famiglia, andrologo, cardiologo, psico-sessuologo)  inerente il trattamento di problematiche riguardanti  la poliedrica sfera della sessualità.
    Si è molto stressata l’importanza ad una diagnosi precoce, cercando di non minimizzare il deficit erettivo, perché spesso “sintomo” di patologie organiche e psichiche sottostanti.
  • Nella giornata del sabato una sessione ben nutrita di relazioni, ha affrontato la complessa e delicata tematica del DIG, disturbo di identità di genere, cioè il transessualismo.

Il trans è colui o colei, che nasce appartenente ad un sesso biologico e, sin dall’infanzia, sviluppa una forte e persistente identificazione nel sesso opposto, manifestando un “desiderio imperante”, urgente e vitale,  di poter vivere nel ruolo dell’altro sesso e, soprattutto un bisogno estremo di essere riconosciuti ed accettati dalla società come appartenenti al sesso scelto.

Tale condizione, viene chiamata DIG,  detto anche disforia di genere.

Il disturbo è molto più frequente nella forma “andro-ginoide”, cioè quando il paziente nasce maschio e desidera “ transitare”verso il sesso femminile, piuttosto che “gino-androide”, anche l’intervento di rassegnazione del sesso biologico,  ha migliori garanzie di riuscita nel primo caso.
Diventa di notevole importanza, a partire dalla diagnosi a concludere all’intervento, un supporto psico-sessuologico al paziente ed un supporto psicologico, ove fosse possibile, alla famiglia del paziente.

La legge italiana, ha dato spazio ed ascolto a questa nuove realtà ed emergenza, autorizzando  lo scioglimento del matrimonio, quando uno dei due partners dichiara di avere un Dig e quindi di voler seguire la dolorosa, complessa e destabilizzante, anche e soprattutto per la coppia in cui abita,  trafila psico-fisica che porterà poi all’intervento.

Cito un passo della legge:

“La sentenza di rettifica di sesso di un coniuge legittima l’ufficio dello stato civile ad annotare nell’atto di matrimonio l’avvenuto scioglimento del matrimonio, essendo venuto meno il presupposto indispensabile del rapporto matrimoniale dato dalla diversità sessuale dei coniugi e dovendosi quindi considerare  tale rapporto sciolto di diritto per effetto della rettificazione” .

Fino agli scorsi anni, si procedeva con la separazione e con il successivo divorzio.

Il congresso si è concluso con un “focus on” sull’infertilità di coppia, affrontando  il tema delle PMA, dal dolore della coppia infertile, alle nuove e possibili strategie terapeutiche per avere poi  un bambino in braccio.