ESISTONO DAVVERO DUE TIPI DI ORGASMO: CLITORIDEO E VAGINALE?

Molte donne hanno ancora molti dubbi sulla definizione di ORGASMO femminile, e temono di avere dei problemi, se non riescono a raggiungere il fatidico orgasmo vaginale. Continua, infatti, a prevalere la convinzione che esistano due tipi di orgasmo: quello vaginale, più “vero”, e quello clitorideo “di serie B”. Deriva da Freud la teoria secondo la quale, l’orgasmo raggiunto con la stimolazione clitoridea, presupponesse uno stadio infantile della sessualità, e si raggiungesse la maturità sessuale solo tramite l’orgasmo vaginale.

Negli anni Settanta gli studi di Masters e Johnson, sottolinearono invece l’importanza del clitoride, e conclusero che esiste un solo tipo di orgasmo, indipendentemente dal modo in cui si raggiunge.

Shere Hite nelle sue relazioni sulla sessualità femminile (anni 1976 e 2000), riporta che circa il 70 per cento delle intervistate ha affermato di non raggiungere l’orgasmo con il solo rapporto penetrativo, senza una contemporanea stimolazione del clitoride.

L’orgasmo quindi è sempre provocato dalla stimolazione del clitoride!

La differenza sta nel fatto che nell’orgasmo clitorideo questa stimolazione avviene in forma diretta, mentre in quello detto vaginale, avviene in forma indiretta.

L’ orgasmo clitorideo si ottiene con la stimolazione diretta del clitoride e la zona circostante, con o senza penetrazione vaginale. Questa stimolazione può avvenire in forma orale, manuale o meccanica (usando ad esempio un vibratore).

L’orgasmo erroneamente detto vaginale è quello che si raggiunge durante il coito, per stimolazione indiretta del clitoride, quando la posizione tenuta durante il rapporto permette la pressione o lo sfregamento continuo dell'area pubica della donna, o quando i movimenti di entrata e uscita del pene nella vagina tirano leggermente le labbra minori, e queste tirano il cappuccio che ricopre il clitoride, oppure quando la penetrazione stimola le radici e i bulbi interni del clitoride, situati attorno alla parte inferiore della vagina, il cosiddetto punto G.

Nei colloqui di consulenza sessuale, spesso noto la necessità di dare queste informazioni a molte donne, che si sentono “incomplete”, poiché pensano di vivere la sessualità in una modalità “non tradizionale”!

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