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Orgasmo femminile vaginale o clitorideo?

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 17 dicembre 2010Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2011

Durante la mia pratica clinica quotidiana, mi trovo spesso a rispondere a domande inerenti la sessualità femminile, in particolar modo relative alla risposta orgasmica della donna.

L’universo femminile, a volte, appare misterioso e sconosciuto anche per le donne stesse: c’è una grande confusività sui meccanismi psichici e fisici che sono responsabili dell' orgasmo nella donna.

Le adolescenti e le giovani donne, non ancora esperienti, non hanno l’opportunità di trarre informazioni scientificamente veritiere e fruibili da un eventuale percorso di educazione sessuale ed appaiono spesso spaurite e terrorizzate dal non riuscire a provare piacere durante un rapporto sessuale.

La mappa corporea del piacere femminile è totalmente differente da quella maschile, l’erotismo è indubbiamente più diffuso su un continuum corporale e meno localizzato sui genitali, sia esterni che interni. L’erotismo maschile, così come la mappa corporea associata all’eccitazione ed alla risposta orgasmica, oltre che essere più di tipo meccanico, è notevolmente circoscritto alla zona pelvica.

L’orgasmo femminile è vaginale o clitorideo?

Uno rappresenta un orgasmo maturo e l’altro di seconda classe?

C’è una grande confusione in merito a questo argomento.

Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, effettuava un distinguo netto tra i due orgasmi: quello clitorideo veniva considerato un orgasmo “nevrotico” ed acerbo, tipico di personalità immature, quello vaginale, era invece il solo orgasmo possibile e appartenente ad una sessualità adulta.

Nella realtà clinica, non esiste questo distinguo, è differente il tipo di stimolazione che si attua per ottenerlo. La zona clitoridea è indubbiamente fortemente innervata e pertanto procura un orgasmo più immediato.

L’orgasmo ottenuto con la penetrazione è più lento ad arrivare, ma si ha ugualmente un coinvolgimento indiretto della zona clitoridea, a seconda delle posizioni adottate o, comunque, con la contrazione delle fasce muscolari circostanti.

Se una donna ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo con il partner, dovrebbe, a mio avviso, affrontare questa difficoltà, senza pudore e paura di ferire il partner o, timore di farlo sentire inadeguato. Una buona armonia di coppia ed un buon livello di comunicazione aiuta le donne a risolvere alcune difficoltà associate all’anorgasmia coitale; molti uomini non conoscono bene l’anatomia e le sessualità femminile.

Affrontare questi argomenti, all’interno della coppia o, nei casi più severi con uno psicologo, può far ritrovare alla coppia una buona ed appagante sessualità.

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

9 commenti

#3
Utente 280XXX
Utente 280XXX

Salve. Sono alle prime esperienze sessuali con la mia ragazza, tuttavia la strada verso il rapporto completo non è stata facile. Lei era molto preoccupata, e aveva paura di provare dolore alla prima penetrazione. Date le preoccupazioni, ha iniziato a soffrire di vaginismo. Documentandomi abbiamo risolto il problema senza l'aiuto di uno specialista, e ho fatto personalmente da psicologo. Lei è molto ricettiva, si eccita molto già con con un buon tatto orale da parte mia al seno, al clitoride, ecc. Tuttavia abbiamo sì, risolto il problema del dolore penetrativo, ma adesso è arrivata l'ennesima paranoia. Lei dice di non sentire piacere alla penetrazione. Prima della penetrazione di solito faccio lei raggiungere l'orgasmo tramite la stimolazione diretta del clitoride, dopo una serie di preliminari, e dopo continuiamo con la penetrazione. Leggendo questo articolo penso che il problema sia questo. Dopo il suo orgasmo, lei non vuole più essere toccata in quella zona, dato che diventa ipersensibile. Il tentativo di penetrazione non potrebbe disturbarla indirettamente? E questo magari spiegherebbe il fatto che lei non senta piacere. Dato che i 2 orgasmi sono in realtà unici, si spiegherebbe il tutto. Se non le facessi raggiungere l'orgasmo direttamente, ma la stimolassi solo un po' e dopo procedessi con la penetrazione, magari la situazione si risolverebbe. Mi sto impegnando molto per risolvere i problemi di carattere sessuale della mia situazione, dato che sono comunque gli unici. Per il resto infatti è tutto bellissimo, lei è coinvolta e ci vogliamo bene. Attendo risposta, grazie.

#4
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

"Date le preoccupazioni, ha iniziato a soffrire di vaginismo"

Gentile Utente,
Se trattasi veramente di vaginismo e la diagnosi non è stata fatta da voi in maniera amatoriale, è esattamente il contrario.

Le paure che stanno alla base del vaginismo sono profonde e ben radicate e, nonostante lei tenti di fare lo psicologo, necessita di un professionista competente e molto formato per risolverle.

Se desidera nel mio sito personale e nel mio blog troverá tanto materiale sul vaginismo, anche in canale salute ed una video intervista, consultateli e se desiderate ne riparliamo.
È interessante che sia lei e non la sua ragazza a richiedere una consulenza.

Un cordiale saluto.

#5
Utente 280XXX
Utente 280XXX

Gentile Dott.ssa,
La diagnosi è stata mia, non di una figura professionale. La tensione che aveva le procurava un irrigidimento di gambe e della zona sessuale sua locale, e questo le procurava dolore. Questo era dovuto ad una sua ignoranza in materia, quando pensava che la rottura dell'imene le procurasse dolore e che l'imene fosse posto in profondità, e non all'entrara della vagina. Poi l'ho rassicurata dicendole che la rottura dell'imene c'era già stata. Ieri sera durante il rapporto, non ha provato dolore durante la penetrazione, ma tuttavia non aveva piacere. Magari non si trattava neanche di vaginismo a questo punto, ma di semplice preoccupazione. Però la domanda da me posta è un'altra... anche se la ringrazio sull'essersi soffermata sul vaginismo.

P.S. Cerco sempre di documentarmi sul web, per questo la domanda l'ho posta io. Sto cercando di fare il possibile per risolvere tutti gli ostacoli che stiamo incontrando. Noto che tutti i problemi sono comunque originati dai problemi e le leggende che si hanno oggi in materia sessuale. Io stesso sto imparando un sacco di cose grazie a questi problemi.

#6
Dr. Antonio Vita
Dr. Antonio Vita

Forse sarebbe opportuno che ne parlasse direttamente, vis à vis, con uno psicologo, meglio se anche psicoterapeuta.
Ma è una mia invenzione, potrebbe anche bastare parlarne qui perché la specialista è anche psicoterapeuta.
Forse però parlarne di persona sarebbe meglio per lei e scoprirebbe ancora di più.

#7
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

La diagnosi é un atto complesso e molto sfaccettato e non dipende dalla paura o meno della penetrazione, o dalla rigidità o meno dell'imene.

Psiche, soma e coppia non sono disgiunti ed andrebbero analizzati sempre insieme.

Il non sentire nulla durante la penetrazione, all'inizio, é normale , la sensibilità non è vaginale... Ma dipende da molto altro:
Amore
Empatia mentale ed emozionale
Scambi profondi
Attenzione al partner
Alle sue esigenze
Alla sua anima
Conoscenza reciproca
Educazione ricevuta
Religione
Dinamiche di coppia
Dinamiche di potere e di sottomissione
Rapporto con la dimensione del piacere
Capacità ludiche
Utilizzo dell'immaginario
E la sua conoscenza e da mille altri fattori, non analizzabili online

Concordo con le indicazioni del Dr. Vita, sarebbe più utile un nostro collega de visu, che il web

Un cordiale saluto.

#8
Dr. Antonio Vita
Dr. Antonio Vita

Anche perché l'andrologo non deve essere sempre medico. Ed è il medico che visita. L'andrologo però è lo specialista che ti dici tutto quello che dovresti fare e dovresti tentare di fare per risolvere un problema. Il medico ci vorrà anche. Ma l'andrologo è quello che sa cosa deve cercare e perché.

#9
Dr. Giovanni Portuesi
Dr. Giovanni Portuesi

Nell' articolo si cita il pensiero di Freud in modo inesatto. E' indubbio che sia l' uomo che la donna hanno delle modalità di raggiungimento dell' orgasmo che cambiano durante l' evoluzione psicosessuale, O che, purtroppo, non si modificano di molto dall' infanzia.

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