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Matrimonio o divorzio?

Queste due modalità di vivere la coppia, in passato sembravano essere le uniche possibili. Oggi invece, si sente tanto parlare di “separati in casa”, una nuova dimensione che sembra aver preso forma e consistenza, ma che rappresenta di fatto "una triste e dolorosa soluzione anti-divorzio ed anti-felicità”. 

La condizione di separati in casa è a mio avviso una sgradevole e fallimentare prova generale, spesso presente in modo velato e sottotraccia e rappresenta il preludio a un imminente abbandono, "il tragico epilogo di una morte annunciata".

Un addio non verbalizzato, ma agito lentamente, in sordina e con costanza, tende ad occupare ogni possibile spazio della vita di coppia, trasformando la rabbia in silenzio, l’astio in sterile tolleranza e l’amore in affetto ed abitudine.

Quante coppie oggi, si trascinano in una relazione che è diventata il ricordo sbiadito di ciò che era prima?

Quante invece rimangono unite per paura della solitudine, per noia, per pigrizia, o per il semplice fatto che si accontentano l'uno dell'altro o forse perché non si stimano più abbastanza per rimettersi in gioco sul piano emotivo?


Quante coppie mantengono il loro legame solo in funzione della conoscenza e dell'affetto dell'altro pur non provando più "il vero amore" e quante per l'oramai troppo utilizzato alibi correlato al "bene dei figli"?

Le coppie di oggi, tra separazioni in crescente aumento e tradimenti, vivono un momento storico di grande difficoltà; le problematiche più comuni sono: l’assenza di tempo, il dialogo, l'incapacità di mantenere vivo il fuoco della passione, ma soprattutto l'assenza di quella indispensabile attività di attenzione e cura che serve a mantenere in vita ed a rafforzare il legame matrimoniale.
Giorno dopo giorno, i partners si trovano a non dirsi e darsi più nulla, si limitano solamente a comunicare delle cose in comune, come il mutuo, la casa, i figli, le spese e le bollette, depauperando il “patrimonio emozionale” deputato allo scambio ed alla manutenzione del rapporto di coppia.
Da lì a breve diventeranno due cari inquilini, con tante cose da fare e poche da dirsi, trasformando così la convivenza in coabitazione.

I figli, alibi o elementi d’unione?

Molti coniugi sostengono fermamente che la reale motivazione che li spinge a vivere da separati in casa è dovuta al bene dei figli.
I partners credono che i loro figli non potrebbero reggere ad una separazione, evento fortemente destabilizzante per l’equilibrio psichico dei bambini, quindi un possibile “compromesso tra il sentire ed il fare” potrebbe essere una soluzione lenitiva per evitare future sofferenze.
È importante ricordare che la separazione, che di fatto sancisce la rottura di un legame, non è la causa diretta di ipotetici disturbi comportamentali o di future fragilità psichiche dei figli, ma rappresenta solitamente un fattore di rischio e di vulnerabilità.

Quello che invece contribuisce a danneggiare la psiche dei bambini è la modalità di gestione - spesso inadeguata - dei conflitti, oltre alle tensioni ed ai contrasti che si vivono in famiglia ed a quell’aria irrespirabile che quasi sempre accompagna la “condizione di compromesso condiviso" di separati in casa.

Qual è il messaggio che vogliamo trasmettere ai figli?
Autenticità e coraggio o vivere all’insegna del compromesso?

Scelte difficili e dolorose, messaggi complessi da far passare e non sempre di facile lettura, caratterizzano il vissuto dei separati in casa.
Le tensioni ed i litigi vissuti tra le mura di casa, rappresentano una condizione precaria di convivenza tra l'adulto ed il bambino, la sfera affettiva si modifica e molto spesso si amplificano i sentimenti, crescono i turbamenti e le suggestioni.

In virtù di questa importante dinamica famigliare, possiamo sostenere che, i genitori che prendono atto della fine del legame e che con "autenticità emozionale" affrontano la separazione, rappresentano un modello identificativo per i propri figli.

La separazione di cuore, ma non di casa, funziona davvero?

Molte coppie, motivate da problemi concreti come il mutuo, affitto ed altro, scelgono di rimanere insieme anche a “coppia estinta”, coniugando un sociale da sposati con un privato da separati.
Questa dolorosa schizofrenia tra il sentire e il vivere, non regge a lungo. Genera infatti un disagio esistenziale, misto ad una insoddisfazione generalizzata, per sfociare poi in dolore e sofferenza reciproca.
I figli apparentemente mantengono unita la coppia, rappresentando un collante emozionale, ma in realtà il loro accudimento ha modalità ricattatorie per entrambi. La coppia non riesce a scindere la genitorialità dalla coniugalità e si trova a vivere momenti di grande tensione, di rabbia e di attacchi reciproci, manipolando ed adoperando i figli per contraddirsi vicevendolmente

Il silenzio dei sensi, quando finisce l’amore

La condizione da "separati in casa", è caratterizzata da un silenzio dei sensi, da un silenzio sessuale, da una totale assenza di comunicazione emozionale, da divieti e compromessi psichici e da un tacito declino di responsabilità della felicità del coniuge verso un'altra persona esterna al matrimonio.
Storie di estrema sofferenza, mista a rassegnazione, con assoluta assenza di amore, di emozioni e di intimità.
Coppie che si salutano al mattino, che si intravedono per il pranzo e che, sfiniti e non più empatici, si ritrovano la sera sul divano di casa, aspettando che il telecomando e il sonno prendano il sopravvento.

Cosa spinge i partners a questi compromessi psichici?

Cosa li lega l'uno all'altro, tra sofferenze, infelicità e dolore?

Questa condizione restituisce libertà e dignità al vivere reciproco?

Dai racconti anamnestici e dai successivi colloqui con i miei pazienti emerge che le coppie che decidono di adottare questo “compromesso relazionale” non sempre sono consce di quello che stanno vivendo, ma lentamente, giorno dopo giorno, si ritrovano accanto un coniuge estraneo, verso il quale a fatica hanno memoria di un pregresso amore.

Un percorso di chiarificazione emozionale e intrapsichica, da effettuare con un clinico competente, diviene necessario come antidoto alla noia, alla rassegnazione e all'inevitabile dolore coniugale.

Bigliografia:

W.Pasini "I Nuovi comportamenti amorosi, coppia e trasgressione " Mondadori 2007

Francescato D., 1992, Quando l'amore finisce, Il Mulino, Bologna.

Francescato D., 1994, Figli sereni di amori smarriti, Arnoldo Mondadori, Milano.

Francescato D., Spaltro M. A., Locatelli M., Prosperi P., 2001, Il cambiamento del ruolo paterno attraverso dodici storie di padri.  M. Andolfi.

Andolfi M., (2001) La crisi della coppia, Raffaello Cortina Editore, Milano.

Scabini E., Cigoli V., 2000 Il famigliare: legami simboli e transizioni, Raffaello Cortina Editore, Milano.

Valeria Randone "Sex and the sicily" 2012 Novacento Editore