Sempre più spesso i professionisti della salute si trovano a far fronte a richieste da parte di familiari in merito a come aiutare una persona cara che sta male e rifiuta di rivolgersi a uno specialista.

Perchè questo rifiuto? I motivi sono molteplici; ad esempio il senso di sfiducia verso la possibilità di stare meglio, la convinzione che i problemi bisogna risolverli da soli, la difficoltà a chiedere aiuto, la fatica a mettersi in discussione, il non riconoscere il proprio malessere.

Impotenza e rabbia possono prendere il sopravvento nel cercare di aiutare una persona che non vuole aiuti, e si soffre perchè si vorrebbe la felicità e non l'infelicità di chi si vuole bene.

E allora cosa fare? Continuare a sbattere la testa contro il muro... è doloroso e il rischio è di romperla! Allora si potrebbe passare dalla domanda "come convincerlo?" alle domande "cosa posso fare per farlo stare meglio? e come posso stare meglio io?"

Andiamo più nel dettaglio.

"Come convincerlo?"
Insistere con rabbia rischia di attivare un clima conflittuale che non giova; meglio un dialogo calmo mirato a valutare insieme la circostanza e, se la situazione non è delle più gravi, accettare almeno momentaneamente la sua scelta di non chiedere aiuto sottolineando che non è condivisa. Forse ha bisogno di toccare il fondo per avere la spinta necessaria a farlo. E' anche possibile rivolgersi in prima persona da uno specialista per valutare la situazione e decidere insieme come muoversi.

"Cosa posso fare per farlo stare meglio?"
Riconoscendo i propri limiti, è possibile fare qualcosa come valorizzare capacità e qualità, proporre momenti di condivisione, essere disponibili al dialogo. Magari rifiuterà anche questo; quello che si può fare è semplicemente far sentire la propria presenza: la mano è tesa ma deve essere lui a prenderla.

"E come posso stare meglio io?"
Pensare anche a se stessi e alla propria vita, coltivare momenti di benessere. Si può anche valutare la possibilità di rivolgersi ad un professionista e chiedere aiuto per sé.

Naturalmente questi sono solo spunti che non vogliono essere esaustivi nel rispondere a una domanda tanto difficile ("come aiutare chi non vuole essere aiutato?") ma vogliono dare qualche input a chi se la pone, consapevole che ogni situazione ha le sue peculiarità che non vanno sottovalutate.