Da tempo i disturbi del comportamento alimentare ed in particolare anoressia e bulimia sono termini che identificano patologie ben conosciute e molto diffuse nel mondo Occidentale. Accendendo la tv, sfogliando un giornale, andando su internet, si trovano continui riferimenti a questi disturbi, segno di quanto l'opinione pubblica tenga in una considerazione quasi morbosa questi argomenti. Nel corso degli anni con il cambiamento culturale, del tessuto sociale e delle forme di comunicazione, si è potuto assistere a nuove forme di anoressia e bulimia che vanno ben oltre il sintomo del non-mangiare o delle abbuffate compulsive.

Se fino a pochi anni fa le diete ferree o le condotte espulsive auto-indotte potevano essere il sintomo di un disagio a livello familiare nel tentativo di attirare l'attenzione su di sé e ricercare un ideale di perfezione che potesse rendere la figlia degna di accettazione da parte della madre, ora la dinamica da analizzare è più complessa. 

Accanto a quelli che possiamo definire come i “disturbi alimentari classici” dobbiamo considerare un nuovo fenomeno che, soprattutto via web, si sta diffondendo in questi ultimi anni ma che ha le sue radici nell'America di fine anni '90: i blog e i forum pro-Ana. In questi spazi web assistiamo non solo all'apologia di una condotta di vita improntata all'anoressia, ma soprattutto ad una vera e propria creazione di un movimento di culto di stampo pseudo-religioso in cui la dea Ana è la personificazione di una divinità da adorare.

Sono presenti i 10 comandamenti da rispettare, il Credo alla dea Ana, i motivi per non mangiare e anche i trucchi per nascondere alla propria famiglia e ai propri amici condotte che farebbero scattare l'allarme e comprometterebbero la propria “missione”. La negazione ed in alcuni casi il diniego rispetto alla propria condizione di malattia rappresentano uno degli aspetti di continuità tra le dinamiche classiche e quelle che in questi ultimi anni sono comparse.

Il controllo del cibo come arma per sentirsi onnipotenti e al di sopra di tutto e di tutti è una caratteristica che è sempre esistita in questi disturbi, ma è come se attualmente si sia “globalizzata”, nel senso che le pro-Ana non vogliono solo sentirsi al di sopra di una madre vissuta come controllante, ma vogliono far conoscere al mondo una nuova filosofia di vita, che vuole distanziarsi dalle condizioni di anoressia e bulimia.

Accanto a questa dimensione di grandiosità, che nasconde una scarsa autostima e un'identità precaria, troviamo il bisogno di far parte di un gruppo che li accolga, che li faccia sentire parte di qualcosa e che li sostenga nella lotta quotidiana contro il cibo. Si rischia così, non solo una totale distorsione della propria immagine corporea, ma anche la strutturazione di deliri mistico-religiosi in nome di una divinità (la dea Ana) che rappresenta l'unica via percorribile per salvarsi.