Se con il termine ANDROPAUSA ci riferiamo alla diminuzione degli ormoni sessuali maschili, dopo i 50 anni, possiamo affermare che esista realmente. Non è ovviamente il corrispettivo maschile della menopausa: le sue caratteristiche sono diverse da quelle presenti nelle donne, infatti in medicina viene chiamata IPOGONADISMO AD INSORGENZA TARDIVA. In effetti, la riduzione degli androgeni e, quindi, del testosterone, avviene in modo graduale.

Dopo i 40 anni, il testosterone cala dell’1% all’anno. Si può presentare aumento di peso e a perdita di forza muscolare. Molto spesso si verifica una riduzione del colesterolo HDL (“buono”), e crescita di quello LDL (“cattivo”), con aumento del rischio cardiovascolare.

La sfera sessuale ne risente: si può presentare calo del desiderio, difficoltà a raggiungere o mantenere l’erezione, allungamento del periodo refrattario, cioè del tempo necessario per avere un’altra erezione dopo un rapporto, e a volte una riduzione o assenza dell’orgasmo.

Se si presentano questi sintomi, è opportuno rivolgersi al medico andrologo, per controllare i livelli di testosterone e per escludere una causa organica, legata al diabete, all’ipertensione arteriosa, alla sindrome metabolica, o a insufficienza renale.

La correzione dello stile di vita, con un’alimentazione corretta (povera di zuccheri e grassi), l’attività fisica per ridurre il peso in eccesso, l’eliminazione di alcol e tabacco, aiutano sicuramente ad intervenire sulle cause che sono all’origine della ridotta produzione di ormoni.

In alcuni casi, si può valutare la possibilità di assumere una terapia ormonale sostitutiva con testosterone, ma solo dopo aver escluso eventuali controindicazioni all’assunzione di ormoni maschili, e se non è presente un tumore alla prostata o un’ipertrofia prostatica benigna.

Se però vengono escluse le cause organiche e/o vascolari, può essere utile iniziare un breve percorso di CONSULENZA SESSUOLOGICA, rivolgendosi ad uno Psicologo, Perfezionato in Sessuologia Clinica, per lavorare su pensieri ed emozioni, legati alla vita sessuale e di coppia. Molte volte la DISFUNZIONE ERETTILE ha una base psicogena, ed è necessario gestire l’ansia da prestazione che è spesso la causa della perdita dell’erezione durante i rapporti sessuali con penetrazione. Sottolineo con penetrazione, poiché durante i preliminari (masturbazione e sesso orale), solitamente l’uomo non lamenta questo disturbo, che si presenta al momento della penetrazione, o subito dopo.

Durante il percorso psicosessuologico, saranno prescritti al paziente degli “esercizi”, o mansioni da fare a casa, che verranno in un secondo momento ripetuti in coppia con la partner, per diminuire i livelli di ansia, e per aumentare l’intesa e lacomplicità tra i due partner. Nell’ultima fase della terapia, l’uomo proverà a penetrare la partner, in un clima più sereno, e senza più il timore del fallimento.