Una migliore comprensione della diversità dell'anatomia dell'intimo femminile migliora la qualità della vita sessuale della donna.
Questa è la conclusione a cui è giunto uno studio svolto all’università di Amsterdam.

Amsterdam: è stato somministrato alle donne un questionario con lo scopo di indagare cosa pensino le donne stesse della loro genitalità.

  • Cosa pensano le donne del loro aspetto più intimo
  • Dell'anatomia della loro vulva
  • Del funzionamento
  • Del profumo dell'intimità
  • Della soddisfazione da rapporto sessuale
  • Ed i pensieri associati alla loro anatomia.

 

  • Ad occuparsene è stato il Dr. Ellen Laan, psicologo e professore associato in Sessuologia, presso l'Università di Amsterdam.

 


Qualche passaggio dello studio: Ogni donna è stata invitata a guardare quaranta fotografie rappresentanti tanti tipi di vulve naturali, non operate.

Altre 14 donne, formando un gruppo di controllo, hanno visionato immagini neutrali (paesaggi, arte, animali, architettura).

Ricapitolando: le donne che vedono le parti intime di altre donne non operate, hanno poi una migliore opinioni delle loro proprie parti intime, mentre le altre che non visionato le stesse foto non cambiano opinione sui loro genitali.

Quindi, le donne che risultano abbastanza soddisfatte del loro sesso, sembrano meno interessate alla possibile chirurgia genitalica: la labioplastica.

In sintesi: Una donna su sette crede anomala la sua genitalità.

 

Altri studi sull'argomento

  • 2009, 482 studenti olandesi: il 95% di loro aveva già sentito parlare labiaplastica.
  • il 14% aveva considerato i propri genitali anormali.
  • Il 7% aveva considerato un intervento chirurgico, per abbellire i propri genitali.
  • Studio americano: 2012, campione di 352 donne, con un'età compresa tra i 18 ed i 44 anni ed il 45% stava prendendo in considerazione un intervento di labioplastica.

 

  • Questo nuovo lavoro rafforza l'idea che le informazioni circa la diversità - sana e naturale - dell'aspetto dei genitale è davvero importante per le donne, per i loro partners, e per gli adolescenti, soprattutto.

 

La vulva perfetta, esiste davvero?

Nel 2009, Virginia Braun, professore associato di psicologia presso l'Università di Auckland, ha iniziato a denunciare la commercializzazione della "vulva perfetta"; iniziando la sua battaglia pro-normalità.

Un massiccio intervento dei media e del porno, ha notevolmente influenzato le donne ed i loro partners, facendo percepire i genitali femminili secondo uno standard ben preciso.

Oggi, tutto è in mostra, genitali inclusi.

La perfezione sembra dover appartenere al corpo, alla psiche, ed anche ai genitali.

Non c'è spazio per uomini/donne brutti, che invecchiano, depressi o in sovrappeso, e con un possibile, fisiologico, invecchiamento dei genitali.

La narrazione sociale - tra media, social e pornografia ad oltranza -, su quello che sembra essere una "vulva ideale" ed anche normale, può generare parecchie quote d'ansia, che si tradurranno poi, in insicurezza ed ansia generalizzata, soprattutto durante l'intimità.

 

             Capire ciò che è "normale" può migliorare l'immagine genitale di sé.

Riflessioni psico- sessuologiche
Bellezza a tutti i costi ed in ogni luogo corporeo!
La chirurgia plastica arriva anche ai genitali femminili, luogo simbolico intimo, riservato, da custodire e non mostrare.
Luogo corporeo, insomma, dove non batte il sole.

Genitali abbelliti, rimpiccioliti, sbiancati, ed anche ringiovaniti.

In un’epoca caratterizzata da un esibizionismo imperante e da una massiccia tendenza all’omologazione estetica, sembra che la chirurgia plastica approdi anche ai genitali femminili.

La vulva, che per anatomia e funzionalità, ha caratteristiche di “interiorità”, intimità e poca visibilità - in assenza di malformazioni congenite - non si coniuga con una possibile correzione "estetica".

Viviamo però, in un momento storico di selfie, di sexting, e di social, dove tutto viene messo in mostra - è cambiato il corteggiamento, ed anche la seduzione, le immagini hanno preso il posto della fantasia e delle parole -, così, è possibile che i genitali vengano fotografati e mostrati.

L'eterna giovinezza, anche in luoghi corporei un tempo celati, diventa uno strumento seduttivo.

 

Disagio o moda?
La richiesta di correzione e/o ringiovanimento dei genitali femminili, denominata “labioplastica”, unitamente alla “vaginoplastica”, non corrispondono però soltanto alla possibile risoluzione di un disagio estetico-funzionale, ma spesso celano ben “altri” disagi psico-corporei e sessuali.

Così, come per le dimensioni dei genitali maschili, le richieste che ruotano attorno alla modificazione dei genitali femminili, possono appartenere alla categoria delle dismorfofobie, non risolvibili con la chirurgia, ma, eventualmente, con la psicoterapia.

 

Bibliografia:

 

  • La Barbera, Guarneri, Ferraro “Il disagio psichico nella post-modernità” Magi Formazione, 2009
  • Recalcati M. “L’uomo senza inconscio” Raffaello Cortina Editore, 2010
  • Todarello O., Porcelli P. “Trattamenti in medicina psicosomatica” Franco Angeli, 2006
  • Seth, N., Davis, P., Tzchak, Y., Binik, M., Amsel, R., Carrier, S. (2013). The index of Male Genital Image: A new Scale to Assess Male Genital Satisfaction. The Journal of Urology. Vol. 190 (4), p. 1335-1339.
  • Kozacioglu, Z., Kiray, A., Ergur, I., Zeybek, G., Degirmenci, T., Gunlusoy, B. (2014). Anatomy of the Dorsal Nerve of the Penis, Clinical Implications. Urology. Vol. 83, p. 121-125.
  • S., (1992), The Mythology of Sex, Macmillan, New York
  • Friedman, D. M., (2007), Storia del Pene, Castelvecchi, Roma.

 

Fonte: http://sante.lefigaro.fr/article/la-diversite-meconnue-du-sexe-feminin

 

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